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#InsiemeSiPuò: il civic hacking è su Covid19Italia.help

Il progetto no profit, coordinato da attiviste ed attivisti digitali e supportato da ActionAid, verifica, aggrega e diffonde informazioni utili e iniziative sulla pandemia

da Maria Enza Giannetto
30 aprile 2020

Si chiama Covid19Italia.help ed è il progetto no profit coordinato da attiviste ed attivisti digitali e supportato da ActionAid, per mettere insieme e dare ordine a tutte le informazioni utili sulla pandemia. Lanciata l’11 marzo, la piattaforma sarà attiva “finché ci sarà una chiara manifestazione di bisogno da parte delle persone”,  come sottolinea il giornalista Alberto Puliafito, direttore responsabile del progetto giornalistico Slow News, che ne è media partner.

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Foto Facebook

Covid19Italia.help: volontari al servizio della comunità con il civic hacking

«Ho abbracciato il progetto – spiega Puliafito – perché ho pensato che potevo rendermi utile in questa contingenza, attraverso un servizio che è davvero d’ascolto degli altri e risponde ai loro bisogni. Ad oggi tra chi fa il lavoro di programmatore e chi invece si occupa dell’inserimento delle iniziative, siamo ormai più di 100 i volontari».

Il principio alla base di covid19italia.help si riallaccia al percorso già sperimentato da Action Aid con terremotocentroitalia.info per aiutare la gestione di quell’emergenza. Si tratta, infatti, di una piattaforma comunitaria di civic hacking – ovvero la ricerca di soluzioni alternative e creative a problemi che interessano la collettività – in cui i volontari si mettono a disposizione per fare la propria parte nella gestione dell’emergenza e per aiutare a trovare soluzioni alternative, utilizzando strumenti digitali e interattivi come gli Open Data.

Come funziona Covid19Italia.help: aggiornamento continuo sulle informazioni utili al cittadino

«Nato per condividere – continua Puliafito –  informazioni importanti utili, affidabili e verificate nell’incertezza dettata dall’emergenza Coronavirus, Covid19Italia.help è aggiornato in tempo reale, raccoglie tutte le informazioni su quello che è importante sapere e che impatta sulle nostre vite a causa dell’emergenza: chi contattare per aiuti, documenti ufficiali, servizi disponibili, normative, come fare per dare una mano, iniziative solidali, richieste e offerte d’aiuto, raccolte fondi e altro ancora».

Lo scopo della piattaforma è quello di verificare, aggregare ed etichettare segnalazioni di varia natura, al fine di mettere in contatto richieste di aiuto e offerte di beni e servizi. Vengono inoltre raccolte e pubblicate (solo dopo un’accurata verifica) iniziative solidali, culturali e dirette a promuovere ed implementare telelavoro e didattica a distanza.

Un controllo che ha portato a gestire, in un mese e mezzo, 1578 segnalazioni, verificandone 1386. E le segnalazioni riguardano, tra l’altro, consegne e commissioni (353), didattica a distanza e-learning 56, Raccolte fondi (260), Servizi e iniziative solidali private (430) e Supporto psicologico (176).

Qui sotto un esempio di post condiviso sulla pagina Facebook di Covid19Italia.help

«È un modo – aggiunge Puliafito – per aiutare e aiutarci dando visibilità alle tantissime iniziative di solidarietà che nascono giorno dopo giorno. Ma allo stesso tempo, rendendosi utili verso quelle che possono sembrare esigenze minori rispetto alla massa ma che per chi le vive sulla propria pelle sono situazioni davvero importanti. Si tratta di una piattaforma basata realmente sull’ascolto, ed è questa la sua forza. D’altra parte è un modello che rispecchia il mio modo di sentire il giornalismo. Sono convinto che, in contesti emergenziali, quando si comunica a un pubblico potenzialmente interessato dall’emergenza, bisognerebbe ricordarsi, prima di tutto, che i primi destinatari dell’informazione sono proprio i cittadini, i lettori che sono anche coinvolti nell’emergenza stessa».

Un’infrastruttura open source che può essere riutilizzata

Il progetto covid19italia.help ha anche un occhio rivolto al “riuso“. Ogni componente software che viene sviluppato è rilasciato con una licenza Open Source che ne permette il riuso e ne promuove lo sviluppo pubblicamente. I dati raccolti e prodotti vengono pubblicati e tenuti aggiornati come Open Data. Pertanto, tutta l’infrastruttura è ri-usabile da organizzazioni, associazioni, gruppi informali e anche pubbliche amministrazioni che avessero bisogno di un servizio per informare e attivarsi per rispondere all’emergenza covid19.

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