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Italia solidale: giovani e startup nella guerra al Coronavirus

Spesso non sostenute a sufficienza in un Paese che notoriamente fatica a valorizzare le nuove leve, le loro idee si stanno dimostrando preziose nella lotta senza quartiere al Covid-19

Vincenzo Petraglia
28 marzo 2020

Al fianco dei più noti imprenditori e brand italiani che stanno facendo ingenti donazioni e alle grandi aziende che hanno riconvertito le loro fabbriche per produrre materiale sanitario utile ad affrontare l’emergenza, molte spinte solidali sono partire anche dal basso, dalle piccole imprese e da quel magnifico quanto innovativo (e, ahinoi, anche poco valorizzato, per la difficoltà generale nel nostro Paese a trovare investitori che le sostengano soprattutto nella fase iniziale) mondo delle startup che con agilità, tempismo e grande creatività stanno dando, anche loro, una mano preziosa nella battaglia contro il Coronavirus.

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La maschera da snorkeling di Decathlon trasformata in respiratore da Isinnova – Foto: Isinnova

Startup e inventiva solidale contro il Coronavirus

Simbolo di questo mondo è diventata Isinnova, salita alla ribalta mediatica in Italia e nel mondo per l’idea di trasformare le maschere da snorkeling di Decathlon, che ha donato 10 mila delle proprie maschere Easybreath, in respiratori per malati di Coronavirus stampando in 3D a Brescia, uno degli epicentri dell’epidemia, valvole salvavita per la terapia intensiva e assemblandole alla maschera, dando così vita a Easy Covid-19.

Un bell’aiuto in una situazione d’emegenza come questa, dove mancano valvole e respiratori. La startup FrescoFrigo ha, invece, pensato agli italiani chiusi in casa in isolamento. Per alleggerirli del peso di affrontare lunghe code ai supermercati e soprattutto per aiutarli a rispettare il più possibile il mantra nazionale “Io resto a casa” e ridurre le occasioni di contagio, ha lanciato frigoriferi “intelligenti” per alcuni complessi residenziali milanesi: in questo modo i condomini possono acquistare generi alimentari – dalla frutta alla verdura, passando per pane, latte, uova, salumi e formaggi – senza dover uscire dal proprio complesso residenziale, utilizzando una mobile app dedicata che consente di aprire il frigo ed effettuare i pagamenti.

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Foto: Dimitri Karastelev / Unsplash

Una call contro il Covid-19 per tutte le startup

Proprio per valorizzare il mondo delle startup, B Heroes, un programma per l’innovazione e la promozione di nuovi business tramite mentorship, investimenti, networking e comunicazione, ha lanciato C Heroes (Coronavirus Heroes): una call da 100 mila euro con l’obiettivo di finanziare e sostenere progetti che affrontino l’emergenza da nuovo Coronavirus per contribuire a migliorare la vita delle persone. Per partecipare c’è tempo fino al 31 marzo, data ultima per poter compilare il relativo form online. Possono partecipare tutte le startup italiane già costituite al 15 marzo 2020 che propongono un prodotto o un servizio che possa avere un impatto concreto e immediato sulla comunità, messa a dura prova da questo periodo di crisi sanitaria, sociale ed economica.

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“Eroi”, l’iniziativa lanciata da Free Now, con Q8 e 300 tassisti volontari, per corse gratuite in taxi a medici e infermieri nelle città di Roma e Milano

Piccole idee per una grande battaglia contro il Coronavirus

Open source mask è, invece, una piattaforma online da cui si possono scaricare liberamente file di prototipi di mascherine per stampanti 3D domestiche. Un progetto siculo-pugliese messo in pista da due giovani ricercatori del Cnr, un graphic designer e due videomaker che hanno messo a punto il modo per fabbricarsi la propria personale mascherina stampandola in tre pezzi con materiali d’uso quotidiano facili da assemblare.

Il diciannovenne milanese Riccardo Tiritiello, che studia per diventare uno chef, ha invece convinto padre e nonno, titolari di una gastronomia, a cucinare per i medici dell’Ospedale Sacco, oltre ad attivare la mail chefincorsia@gmail.com per cercare ristoratori, altre gastronomie e pasticcerie che vogliano aiutare “i tanti medici che con turni incredibili donano sé stessi per i tanti pazienti”, a cui ha già aderito, fra gli altri, anche Eataly.

Iorestoacasa.delivery è, invece, una piattaforma, lanciata da Ennevolte, realtà milanese leader nel settore delle convenzioni aziendali, e Loud, agenzia specializzata in comunicazione digital, che riunisce le piccole botteghe di quartiere, fra le attività in maggior sofferenza in questo momento, ma, proprio per le loro piccole dimensioni e per il radicamento territoriale, grande risorsa per i cittadini. Chi ha bisogno di qualcosa può fare una ricerca per Cap e per categoria merceologica e ordinare una consegna a domicilio totalmente gratuita (sia per l’esercente che per l’acquirente).

Free Now, piattaforma per la mobilità urbana leader in Europa, ha lanciato l’iniziativa “Eroi” per offrire, in partnership con Q8, corse gratuite in taxi al personale sanitario a Milano e Roma, dove circa 300 tassisti si offrono volontari per garantire il trasporto di medici ed infermieri. Eroi di questi nostri giorni cui ha pensato anche Zeta Service che, attraverso il “Payroll Giving”, dà la possibilità ai suoi collaboratori e a quelli delle aziende partner di donare volontariamente tramite il proprio cedolino paga il corrispettivo di alcune ore o una giornata intera di lavoro da destinare all’emergenza sanitaria. Tutti uniti e solidali insomma, a tutti i livelli, contro il nemico invisibile che sta cambiando profondamente le nostre vite.

#UnitiControilCoronavirus
Ognuno di noi, nel suo piccolo, può dare il suo personale contributo per fronteggiare l’emergenza conto il Coronavirus. Le iniziative di raccolta fondi sono molteplici, eccone alcune:

Protezione CivileCroce Rossa Italiana, Italia Non Profit

Vincenzo Petraglia

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