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Italia solidale: il grande cuore degli italiani contro il Covid-19

Sono moltissime le iniziative dei cittadini comuni che si rimboccano le maniche per dare una mano nella lotta al Coronavirus. Vogliamo raccontarne qualcuna

Michele Novaga
2 Aprile 2020

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus in Italia c’è stata una gara di solidarietà da parte di tutti. Alcune di queste iniziative le abbiamo raccontate anche noi, soprattutto quelle delle aziende e degli imprenditori che hanno donato materialmente dei soldi o che hanno riconvertito la loro produzione indirizzandola sui prodotti maggiormente richiesti durante questa emergenza. Ma raccontare tutto quello che sta facendo l‘Italia solidale diventa complicato: sono così tante che sarebbero necessarie pagine e pagine, rischiando di ridurre a un mero numero ognuna di esse. Abbiamo quindi deciso di selezionare testimonianze di Italia solidale partendo da quelle meno note e più spontanee. Quelle iniziative cosiddette dal basso che si fanno perché ci si sente di farle e che confermano che abbiamo un cuore d’oro e che siamo pronti a spenderci per gli altri.

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Foto: 123rf

Il quotidiano a casa, senza maggiorazioni di prezzo

Le edicole, si sa, oltre a garantire la pluralità dell’informazione, sono un presidio importante sul territorio, nonché un punto di riferimento per le comunità. Lo sanno bene gli edicolanti di Firenze e della Toscana in generale, che hanno deciso di consegnare  a domicilio i quotidiani, soprattutto alle categorie di persone che meno possibilità hanno di muoversi o a cui, come gli anziani, è proprio sconsigliato di farlo. In sella a un motorino o romanticamente ad una bicicletta, l’edicolante stesso o un addetto portano a casa il giornale o la rivista senza maggiorazione di prezzo.

Il taxi gratuito per gli operatori sanitari impegnati nella lotta al Covid-19

Ad Alessandria i taxisti della città hanno deciso di andare incontro al personale sanitario dell’ospedale cittadino e della clinica città di Alessandria, impegnato in turni massacranti – spesso senza orario – regalando loro delle corse per riportarli a casa o per accompagnarli in ospedale per svolgere il loro preziosissimo servizio alla comunità. Basta chiamare un numero dedicato ed esibire l’autocertificazione allo spostamento per comprovate esigenze lavorative. Il servizio, precisano, si svolge nel rispetto delle misure di sicurezza, con l’obbligo per tutti di indossare mascherine e guanti e con un massimo di due persone per vettura.

La Croce Rossa di Opera, sempre al servizio dei più deboli

Quasi come i commissariati di polizia o le caserme dei carabinieri, i comitati locali della Croce Rossa sono un punto di riferimento per le comunità sia piccole che grandi. Il Comitato della Croce Rossa dell’Area Sud Milanese è uno di questi. Un manipolo di instancabili volontari che dedicano tutto il loro tempo libero alle più svariate attività di aiuto, rivolte soprattutto ai più deboli. Ancor di più in questo difficile momento. Non solo ambulanza, il cui servizio è encomiabile di per sé e che in questi giorni è stato rafforzato seguendo alla lettera tutte le precauzioni sulla sicurezza sanitaria degli operatori e sulla sanificazione dei mezzi dopo ogni servizio.

I volontari stanno anche supportando i senza fissa dimora portando loro generi alimentari, bevande, coperte e vestiario con le loro cosiddette unità di strada; ma non finisce qui, perché hanno anche aumentato la distribuzione di cibo ritirando le eccedenze alimentari presso le grandi catene – e in accordo con le amministrazioni comunali anche dei paesi limitrofi – distribuendole alle famiglie in quarantena e a quelle in difficoltà, come ha raccontato a Wise Society Danilo Esposito: «La “macchina” organizzativa e il coordinamento del Comitato, ci permette di far fronte a più attività grazie all’utilizzo degli autocarri e della disponibilità dei nostri volontari che quotidianamente svolgono attività di carico e scarico e gestione magazzino. Questo ci consente di modulare e rispondere in modo adeguato all’incrementato supporto che ci è richiesto dai cittadini in questo delicato momento…».

Volontari dell Croce Rossa al lavoro

foto: Croce Rossa Area Sud Milano

Il fruttivendolo riconoscente verso l’Italia e gli italiani: frutta e verdura in regalo

Nel centro di Cinisello Balsamo un fruttivendolo, Ahmed Ghoneim, regala frutta e verdura a chi ne ha bisogno. Un modo, il suo, per aiutare il paese che lo ha accolto tanti anni fa e che gli ha manifestato sin da subito la sua solidarietà. Ora che sono proprio coloro che lo avevano aiutato ad aver bisogno, Ahmed non si tira indietro e, dal suo bancone, continua a offrire i suoi prodotti a chi in questo brutto momento è in difficoltà: «Chiunque può infilare la mano nelle cassette e prendere qualche mela, qualche patata o un’arancia. La cosa importante è che non esagerino e che ne lascino agli altri», ha raccontato a Il Giorno.

Ridurre il rischio di contagio: l’esempio delle dipendenti di un casa di riposo

La situazione delle case di riposo, soprattutto quelle lombarde, si sta rivelando drammatica. Moltissimi i contagi all’interno delle Rsa e già molti, purtroppo, anche i decessi. Nella Rsa Pampuri di Morimondo, in provincia di Milano, proprio per tutelare la fragilità degli anziani ricoverati e anche l’incolumità delle loro stesse famiglie, un gruppo di dipendenti ha deciso di chiudersi dentro con loro senza tornare a casa la sera dalle proprie famiglie. Dallo scorso 19 marzo 7 operatrici sanitarie, 3 infermieri, un animatore e due addette alle pulizie, tutti dipendenti di una cooperativa sociale che lavora all’interno della casa di risposo, si sono autoconfinati e vivono 24 ore al giorno a contatto con i loro anziani. «Riduciamo così il rischio di contagio per tutti», confermano.

La spesa per gli anziani

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Foto: Profilo Instagram Isabella Bussi

Proprio pochi giorni dopo l’inizio del lockdown in Lombardia e pochi giorni dopo il loro trasloco nell’appartamento di una delle social street di Milano, le coinquiline Isabella Bussi, dipendente di una startup, e Stefania Grisanti, infermiera, hanno subito pensato come rendersi utili per aiutare le tante persone anziane dello stabile a fare la spesa e comprare medicine e generi di prima necessità. E così hanno affisso un cartello in portineria offrendosi di fare la spesa al posto loro. Il giorno dopo una delle vicine ha fatto passare un foglio sotto la porta con la lista della spesa e i soldi. «Abbiamo cominciato andando al supermercato anche per altre persone del palazzo portando la spesa davanti alla porta di casa», racconta Isabella che aggiunge: «Non c’è contatto umano, è vero, ma poi, com’è successo l’altro giorno, ci telefonano per ringraziarci e così si approfitta per fare una chiacchierata». Un’iniziativa che è stata replicata in altre parti d’Italia con l’hashtag #makethedifference.

Mascherine fai date: l’idea di alcune donne per aiutare i Carabinieri

Si sa, uno dei temi su cui si dibatte in quest’emergenza Coronavirus sono le mascherine: introvabili e spesso più costose di quanto dovrebbero, ma necessarie, anzi fondamentali per tutti, soprattutto per chi presta un servizio a contatto col pubblico. Così alcune donne a Roma hanno deciso di confezionare mascherine cucite a mano nelle loro abitazioni, destinandole ai propri parenti Carabinieri e ai loro colleghi. «Non sempre ne hanno in dotazione a sufficienza», raccontano, «nonostante siano particolarmente esposti al contagio venendo a contatto ogni giorno con così tanta gente e rischiando, anche loro da eroi, al pari di medici, infermieri e personale sanitario, la loro vita in strada per proteggere tutti noi cittadini». Un piccolo gesto di solidarietà in un mare di altri gesti, proprio come quelli che vi abbiamo raccontato: arrivano dal basso, dalle persone comuni che, come meglio possono si mettono a disposizione per dare una mano nella battaglia senza quartiere contro questo nemico invisibile che subdolamente si è insinuato nelle nostre vite e che soltanto insieme possiamo sconfiggere.

 

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