Wise Society : Covid-19 e body language: un’opportunità per conoscere meglio noi stessi e gli altri?
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Covid-19 e body language: un’opportunità per conoscere meglio noi stessi e gli altri?

La pandemia ha cambiato radicalmente i nostri comportamenti, a partire dalla separazione dei corpi, costringendoci a potenziare altre facoltà mentali, come l'empatia e la capacità di leggere meglio il linguaggio del corpo degli altri. A patto che...

Gianluca Ferrauto, coach e consulente per la formazione comportamentale*
9 Ottobre 2020

Il nuovo Coronavirus non è sconfitto, non è morto e purtroppo continua a insidiare le nostre vite, ma, come dicono molti medici, scienziati e immunologi, adesso lo conosciamo meglio, sappiamo come affrontarlo e fortunatamente abbiamo anche imparato a curarlo (o quasi). Se la scienza medica ha davvero fatto grandi passi in avanti la domanda che dovremmo porci è: anche le persone hanno imparato a comportarsi per evitare o almeno ridurre i contagi?

Osservando l’andamento giornaliero dei “positivi al virus” sembrerebbe di no sebbene l’Italia si stia comportando certamente meglio di molti altri paesi, tuttavia, il rientro dalle recenti vacanze estive ha dimostrato che non avevamo capito quanto fosse subdolo questo virus, cosa dovevamo fare e come comportarci. Prova ne è che, dopo qualche settimana di soddisfazione per il calo dei contagi, questi stessi sono tornati a crescere molto velocemente nelle ultime settimane.

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Foto: Timon Studler / Unsplash

Covid-19 e nuovi comportamenti che abbiamo dovuto (quasi tutti) imparare

Nelle ultime settimane – prima che il nuovo decreto del presidente del Consiglio tornasse a rendere obbligatorie certe pratiche – le mascherine sembravano essere un optional fastidioso, poco elegante da indossare soprattutto nei luoghi caldi, la limitazione della vicinanza fisica quasi un affronto al nostro desiderio di contatto e il lavarsi frequentemente le mani una inutile perdita di tempo, infine qualcuno è arrivato a dire che non usava il gel igienizzante per via di un odore non proprio gradevole.

Ciò detto, osservando gli ultimi dati, possiamo renderci conto da soli che non è finita e che le attenzioni sono dovute sia per la nostra salute che per quella degli altri. La ripresa delle attività lavorative, l’apertura delle scuole, di alcune palestre o luoghi di aggregazione hanno precise regole comportamentali che andrebbero rispettate ma che non tutti rispettano con la triste conseguenza che il virus continua a circolare e infettare.

Covid-19: un’opportunità per conoscere meglio noi stessi e gli altri 

gianluca ferrauto

Gianluca Ferrauto, coach e consulente per la formazione comportamentale e docente alla RM Moda e Design di Milano.

Ma possiamo fare di necessità virtù, approfittare di questa brutta esperienza per imparare o almeno allenarci a osservare gli occhi della gente, ad ascoltare con attenzione il tono della loro voce e osservarne il linguaggio del corpo che, come noto a molti, rappresenta più dell’80 per cento della nostra comunicazione umana.

Basterebbe un poco di forza di volontà, di senso civico e d’umiltà per comprendere che siamo tutti nelle stesse condizioni, che non dovrebbero esserci untori e unti, bensì persone più deboli, più esposte e meno fortunate da aiutare o quanto meno da non penalizzare ulteriormente.
Tuttavia, è opportuno segnalare che ci sono anche gli irresponsabili, i cattivi esempi di come gestire questa situazione. A queste persone sarebbe utile insegnare il buon senso e il rispetto per gli altri ma, se proprio persistono nel fare di testa loro, affibbiare multe o punizioni adeguate.

Come leggere il linguaggio del corpo

A noi umani, soprattutto a noi italiani, manca il contatto fisico, un sano abbraccio, un bacio amichevole o una mano sulla spalla come da sempre usiamo fare. Gesticoliamo, siamo molti espressivi grazie alla mimica facciale e ci piace stare vicini ecco perché queste limitazioni rendono probabilmente la nostra vita durante l’emergenza Covid più faticosa rispetto ad altri popoli.

Platone diceva che gli occhi sono lo specchio dell’anima e che riflettono le nostre emozioni. Le emozioni condizionano i nostri comportamenti, i nostri comportamenti esprimono ciò che siamo. Se ci comportiamo bene saremo considerate persone per bene, viceversa, riceveremo critiche e nel peggiore dei casi saremo giudicati dalle leggi vigenti.

Guardare negli occhi il nostro interlocutore è segno di attenzione, di interesse, ed è una tecnica utilizzata nei corsi di vendita per agevolare la relazione positiva con il cliente. Ma guardarlo negli occhi non basta, dobbiamo “vedere” cosa lo emoziona, quale sentimento esprime e questo possiamo farlo guardando anche il suo linguaggio del corpo.

Dalle braccia conserte al toccarsi continuamente il naso: leggere le emozioni dell’altro attraverso il body language

Le braccia conserte esprimono chiusura, riserbo, timidezza, la mani dietro la nuca possono significare eccessiva autostima oltre che una punta di maleducazione così come le mani che continuano a toccare naso, orecchie e mento daranno indicazioni sulla sua momentanea sensazione di fastidio o di argomento ostico da sostenere.

body language

Foto: Shamin / Unsplash

Il Covid ci ha obbligato e ancora ci obbliga a comportamenti diversi dai soliti, ecco perché non dare la mano significa rispetto e non maleducazione, indossare la mascherina è opportuno, in alcuni luoghi obbligatorio, quindi non indossarla fa di noi persone irrispettose e incoscienti. I comportamenti adeguati esistono, sono coerenti con la situazione e si possono imparare anche grazie all’esperienza di altri. Purtroppo i contagiati, i ricoverati e persino i morti sono stati tanti anzi troppi e almeno a loro dovremmo dimostrare di avere imparato qualcosa. In questo percorso facciamoci aiutare dall’empatia, dalla capacità di osservare meglio gli altri, attraverso il loro linguaggio del corpo, per capire meglio le loro speranze, le loro paure, le loro incertezze legate al futuro, elementi che ci accomunano tutti e tramite i quali possiamo forse capire meglio il nostro posto (e la nostra responsabilità) nel mondo.

*Gianluca Ferrauto, coach e consulente per la formazione comportamentale e docente alla RM Moda e Design di Milano

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