Wise Society : Evoluzione della leadership: un’opportunità di miglioramento dopo il Covid-19
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Evoluzione della leadership: un’opportunità di miglioramento dopo il Covid-19

Gianluca Ferrauto, coach e consulente per la formazione comportamentale*
20 Luglio 2020

Non si nasce leader, ma lo si può diventare. In molte aziende la differenza tra “Capo” e “Leader” è ancora poco chiara o addirittura fraintesa. Confondiamo il superiore con il leader sebbene non ne abbia le competenze, lo stile e nemmeno i comportamenti.
Anche il Carisma viene spesso confuso con la leadership, ma per esprimere una leadership consapevole e adeguata necessitiamo di molto lavoro sulle soft skill, grande attenzione verso gli altri e una buona dose di umiltà.

Caratteristiche di un leader

Un leader ha comportamenti riconoscibili e alcune caratteristiche evidenti: ad esempio sa ascoltare attivamente le persone che lavorano con lui (non per lui), sa prendere decisioni con buon senso per il bene dell’azienda e delle persone, trasmette fiducia, è umile, è rispettoso e riconosce a tutti i propri meriti.

fiammiferi rossi e verdi

Foto Oleksandr Bedenyuk © 123RF.com

Leadership e Coronavirus: è cambiato qualcosa?

Il Covid-19 ha forse modificato caratteristiche e comportamenti del leader? Si potrebbe ipotizzare un cambiamento in alcune di essi sebbene, sostanzialmente, le peculiarità essenziali e i sopracitati comportamenti siano rimasti invariati.
Il lockdown e il conseguente massiccio utilizzo dello smart working hanno tuttavia modificato alcune operatività e modalità relazionali. Scopriamone alcune:

  1. Le video conferenze hanno costretto i partecipanti al rispetto di regole comportamentali che nelle riunioni “de visu” non venivano sempre rispettate (puntualità, drastica riduzione delle interruzioni, sintesi degli interventi tanto per citarne alcune)
  2. Il lavoro da casa ha obbligato le aziende a fidarsi delle persone nonostante vari sistemi di rilevazione delle ore lavorate
  3. Il lavoro agile ha alleggerito i ritmi e le regole di molte aziende, consentendo a tutti di svegliarsi un po’ più tardi e vestirsi comodamente
  4. Molti capi (non necessariamente leader) si sono presentati in video conferenza indossando magliette o felpe e forse persino con la barba lunga, proponendo un’immagine più familiare e meno impostata del solito.

In tutte queste situazioni il leader ha dovuto continuamente dimostrare e ribadire la sua capacità di ascolto, la sua decisionalità piuttosto che la sua empatia. Si è spesso sentito dire: “è nei momenti di difficoltà che i grandi leader motivano, sostengono, rafforzano sapendo dare il meglio di loro stessi“.
Il leader – indipendentemente da come si presenta – mantiene le sue caratteristiche enfatizzandone altre, quali la comprensione necessaria per sostenere le persone nei momenti difficili (peraltro difficili anche per lui), la delega, fondamentale per fare crescere le persone e la partecipazione, a dimostrazione che una squadra è composta da tanti elementi (differenti tra loro) ma tutti capaci e chiamati a portare valore aggiunto.

uomini in montagna

Foto lekstuntkite © 123RF.com

Il bisogno costante di avere una guida valida e capace

Il Coronavirus ha forzato molte situazioni: ha obbligato le persone al distanziamento sociale (e non sappiamo ancora quando finirà), ha modificato i ritmi ai quali eravamo abituati modificando anche le nostre abitudini, ha costretto a casa moltissime persone, insomma ha stravolto le nostre vite, ma ha lasciato invariata la richiesta di una guida. È rimasto, insomma, il desiderio di avere un punto di riferimento e, in concreto, si è ribadita la necessità di avere un Leader, di qualcuno che possa coordinare il nostro fare, seguire le nostre attività, motivarci e sostenerci nei momenti di bisogno, di smarrimento o di confusione.

Sono cambiate molte cose e alcune difficilmente torneranno come prima: anche la leadership deve evolversi e adeguarsi al cosiddetto “new normal”. Il cambiamento è ineluttabile e noi possiamo solo adeguarci, accettando le nuove regole d’ingaggio, proponendo nuovi stili di vita e superando le paure del cambiamento che nelle organizzazioni aziendali è vissuto e temuto come negazione di uno status quo, anziché come opportunità di miglioramento.

Smart working, leadership evoluta e lavoro agile: un’opportunità di miglioramento

Ci piace l’abitudine perché ci permette di consumare poche energie: siamo naturalmente portati a risparmiare energie ma, al contrario, un leader evoluto si “spende” a beneficio degli altri consumando grandi quantità di energia positiva con l’obiettivo di creare una Leadership Collettiva che sarebbe molto apprezzata e utile.

gianluca ferrauto

Gianluca Ferrauto, coach e consulente per la formazione comportamentale e docente alla RM Moda e Design di Milano

In una squadra, infatti, non c’è mai solo un leader, ma ne possono esistere diversi a seconda dei momenti: ed ecco che, quindi, avremo un leader della difesa, uno dello spogliatoio, un altro per l’attacco e uno per la panchina. L’importante è che tutti diano il meglio,lottando per raggiungere l’obiettivo condiviso.

Oggi e ancora di più domani saranno necessarie leadership allargate composte da giovani e adulti, da uomini e donne, da hard e soft skill capaci di valorizzare le differenze.
Il leader evoluto è colui/colei che saprà gestire gruppi disomogenei tra loro, con interessi diversi, con culture diverse ma che verranno aggregati per ottenere risultati comuni, con regole e ruoli chiari e condivisi da tutti. “La mia libertà finisce dove inizia quella degli altri”: un leader evoluto sa bene quali siano i suoi limiti e conosce altrettanto bene i suoi punti di forza così come conosce bene le persone del suo gruppo, ne conosce le emozioni, le aspettative e le capacità. Non chiederà cose impossibili, ammetterà i suoi errori evitando di ripeterli, non prenderà decisioni se il suo stato d’animo è alterato e riconoscerà i meriti di tutti coloro che lavorano con lui, e non per lui.

*Gianluca Ferrauto, coach e consulente per la formazione comportamentale e docente alla RM Moda e Design di Milano

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