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Non solo mare: le microplastiche affliggono anche i laghi italiani

Il maggior numero di particelle di microplastiche nel lago d'Iseo e nel lago Maggiore, con valori medi di densità di 40.396 e 39.368 per chilometro quadrato di superficie campionata

Fabio Di Todaro
29 Novembre 2016

Il problema delle microplastiche disperse nelle acque non è una novità. Il primo a raccontarlo in Italia è stato Nicolò Carnimeo, con il libro «Com’è profondo il mare». Nell’opera, scritta dopo aver viaggiato per un paio d’anni e conosciuto Charles Moore, vengono descritte le cinque isole galleggianti e le miriadi di frammenti che navigano nel mare, sfigurando interi tratti di costa.

Adesso si scopre che il problema sussiste anche nelle acque dolci.  Sono state Legambiente e l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), con il supporto di Mareblu e di Novamont, a condurre le prime rilevazioni sui principali laghi italiani e i risultati non sono stati confortanti. Le microplastiche sono state riscontrate in tutti i laghi monitorati, Iseo e Maggiore in testa. «Nemmeno i laghi sono esenti dal problema delle microplastiche», ha sottolineato Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente durante la presentazione dei dati, avvenuta nel corso di «Ecomondo».

microplastiche nei laghi

Secondo una ricerca di Legambiente ed Enea nemmeno i laghi sono esenti dal problema delle microplastiche, Image by iStock

Microplastiche nei laghi: i numeri

I risultati riportati si riferiscono a cinque laghi: Maggiore, Iseo, Garda e i laghi di Bolsena e Albano nel Lazio, in cui sono state rinvenute particelle con dimensione compresa tra uno e cinque millimetri. In tutti i campioni analizzati sono state trovate microplastiche: un dato sulla diffusione di questa contaminazione in ambiente lacustre, nonostante le diversità di ogni lago.

Stando allo studio condotto, i bacini in cui sono state trovate più particelle sono l’Iseo e il Maggiore, con valori medi di densità di 40.396 e 39.368 microplastiche su chilometro quadrato di superficie campionata.

microplastiche, laghi italiani

Secondo Legambiente, per combattere la diffusione di microplastiche nei laghi italiani bisogna attuare campagne di sensibilizzazione e avviare una filiera virtuosa del riciclo, Image by iStock

I laghi di Bolsena e di Garda presentano densità medie simili, rispettivamente 26.829 e 25.259 particelle su chilometro quadrato.

Il lago in cui è stata trovata la minore quantità di microplastiche è il lago Albano, con una media di 3.892 particelle su chilometro quadrato. Contestualmente alla densità di particelle, sono state fatte analisi sulla loro forma e ipotesi sulle fonti. I frammenti costituiscono il 70% di tutte le particelle e sono presenti in tutti i laghi, così come i filamenti ma in percentuali minori (6,8 per cento). Le particelle di polistirolo sono state rinvenute solo nei laghi subalpini, mentre nei laghi laziali spicca la presenza dei frammenti a forma di foglio.

L’origine delle microplastiche trovate nei laghi

Mentre gli studi sulla presenza di microplastiche in ambiente marino sono cominciati già negli anni 70, gli studi sui laghi sono ancora pochi, specialmente in Italia.

Nel caso di frammenti e fogli, le fonti principali si possono individuare nella disgregazione dei rifiuti di maggiori dimensioni.

I filamenti, invece, sono riconducibili a cordame, tessuti sfilacciati e fibre tessili sintetiche derivanti dagli scarichi delle lavatrici. Per quel che riguarda il polistirolo l’origine è legata alle lavorazioni industriali, imballaggi o attività di pesca.

«La cattiva gestione dei rifiuti a monte resta la principale causa del fenomeno – prosegue Ciafani -. Al tempo stesso i nostri dati evidenziano come buona parte dei rifiuti che troviamo negli ambienti costieri e marini potrebbero essere riciclati. Elemento da tenere in considerazione nel determinare le azioni per la gestione del problema. L’idea di coinvolgere i pescatori nella raccolta dei rifiuti in mare, indicata nella proposta nell’ambito della strategia marina del Ministero dell’ambiente, è buona ma non basta. È indispensabile prevenire il problema attuando campagne di sensibilizzazione e lavorando sull’innovazione di processo e di prodotto e sull’avvio di una filiera virtuosa del riciclo».

Twitter @fabioditodaro

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