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L’allergologo Attilio Speciani: «Anche i cibi infiammano, la dieta a rotazione ci difende»

Il professore, tra i massimi esperti italiani di intolleranze alimentari, spiega come difendersi dalle "infiammazioni silenti" e quali sono i piccoli sintomi da non sottovalutare

Vincenzo Petraglia
14 aprile 2014

Image by © 2/B2M Productions/Ocean/CorbisAllergologo e immunologo clinico, Attilio Speciani, professore di Nutrizione applicata nelle università di Milano e Bologna, da anni studia le intolleranze alimentari ed è impegnato in ricerche scientifiche sulle infiammazioni indotte dai cibi. L’abbiamo incontrato a Milano in occasione del simposio internazionale, organizzato dalla Fondazione Paolo Sorbini, Science in Nutrition dal titolo “Anti-inflammation, Quality of life and Sports in Nutrition”. In quest’intervista spiega come un’alimentazione sbagliata possa dar vita nel tempo a non pochi problemi al nostro organismo e come questi problemi possono essere prevenuti.

Dottor Speciani, da anni è impegnato per diffondere nell’opinione pubblica la conoscenza della cosiddetta “infiammazione silente”. Ci spiega di cosa si tratta esattamente?

Esistono due tipi di infiammazione, quella classica, una risposta proinfiammatoria acuta che causa dolore, e l’infiammazione cronica di basso livello al di sotto della soglia di percezione del dolore: l’infiammazione silente, appunto. Siccome in genere non viene percepita dall’individuo, può permanere per molti anni causando forti danni all’organismo che sfociano nelle malattie croniche. Un meccanismo che vale non solo per obesità e diabete di tipo 2 ma per molte altre patologie croniche, fra cui quelle cardiovascolari o alcune malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide. In genere di fronte a piccoli disturbi, come mal di testa, irritazioni della pelle, problemi intestinali, prendiamo farmaci per metterli a tacere. Se però agiamo solo sui sintomi e non sulle cause, la situazione rischia di complicarsi sempre di più. I farmaci, infatti, possono solo contenere ma non guarire perché non rimuovono la causa della patologia cronica. Volendo, possiamo utilizzare la metafora della pentola a pressione: gli stati irritativi sono proprio come il vapore e la pressione nella pentola. Per non essere pericolosi devono trovare una valvola di sfogo. Agendo su un sintomo, il mal di testa per esempio, chiudiamo la valvola, ma il malessere del corpo è pronto a venir fuori in un’altra forma. Per risolvere il problema bisogna, invece, spegnere o abbassare il fuoco, cioé l’infiammazione.

Cosa provoca quest’infiammazione?

Molteplici fattori quali l’inquinamento, lo stress, la carenza di sonno. E l’alimentazione scorretta, su cui si può intervenire correggendo la propria dieta, imparando a riconoscere i cibi che provocano fastidio. Capire quali sono le proprie sensibilità alimentari può ridurre, infatti, l’infiammazione.

Anche un cibo sano può infiammare. Come riconoscere i segnali?

Image by © Tetra Images/CorbisQuali sono i cibi “infiammatori”?

Dipende da persona a persona. Qualsiasi cibo può provocare, in persone sensibilizzate, la produzione di citochine e sostanze infiammatorie. Spesso i cibi che danno vita alle cosiddette intolleranze sono quelli che si ingeriscono in maggiore quantità: in Italia, per esempio, a dare problemi sono il frumento e i derivati, i lieviti, alla base dei prodotti da forno, i latticini. È un meccanismo di difesa naturale del corpo, che in questi casi si altera. Un cibo, di per sé sano, comincia a causare reazioni negative, che non sono però subito allergie vere e proprie: è come se l’organismo reagisse a un segnale di pericolo che gli arriva dall’eccessivo consumo di un alimento.

Quali i sintomi cui è bene porre particolare attenzione?

Bisogna non sottovalutare le infiammazioni a bassa intensità che provocano, per esempio, colite, mal di testa, meteorismo, afte, crampi e dolori articolari.

Ci sono degli esami specifici per capire se l’infiammazione dipende da un alimento?

Attraverso un semplice esame del sangue si può accertare se un certo alimento induce la produzione, nel sangue e nell’intestino, del BAFF (B Cell Activating Factor): più sono alti i livelli di questo fattore e più quell’alimento provoca infiammazione.

Se si è intolleranti a un alimento è necessario eliminarlo?

No, bisogna solo recuperare la capacità di tolleranza nei confronti del cibo che l’organismo non sopporta più. Invece di eliminare completamente l’alimento sospetto, è bene seguire una dieta di rotazione, che prevede una graduale e progressiva introduzione nella dieta degli alimenti non tollerati.

Image by © Fabrice Lerouge/Onoky/CorbisCi sono cibi in qualche modo antinfiammatori?

Verdura e frutta crude, in particolare ricche di antocianidine, come il mais rosso, i mirtilli, la melagrana. Alcuni ortaggi come porri, aglio, erba cipollina contengono potenti agenti antimicrobici e decongestionanti come l’allicina. Altri utilissimi rimedi naturali sono l’olio di perilla, ricco di acidi omega-3 vegetali, il ribes nero, il maqui, un piccolo mirtillo del Cile, potente antiossidante ricco di polifenoli. Infine, la curcuma, con riconosciute proprietà antinfiammatorie e antiallergiche.

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4 risposte a L’allergologo Attilio Speciani: «Anche i cibi infiammano, la dieta a rotazione ci difende»

  1. Silvana

    Sono perfettamente d’accordo.

    L’equilibrio del proprio organismo contribuisce in maniera determinante sullo stato di salute psico fisica.

    Sono una paziente affetta da artrite reumatoide allergica al nichel. e mai nessun reumatologo ha accennato a possibili allergie come causa dell’artrite stessa .
    E’ da giorni che seguo ,dopo aver visto le sue conferenze , una dieta priva di nichel ( nei limiti del possibile visto che è un elemento ubiquitario) e il risultato non ha tardato a dar i suoi frutti .
    Ho ridotto al minimo l’uso del cortisone , sostituito con la curcuma o ribes nero. Ho integrato con Vit D e Vit.C . Terapia naturale di riequilibrio , più coscienza e meno case farmaceutiche.

    RINGRAZIO i suoi inserti mi hanno aperto gli occhi !

  2. Benigni Gelsomina

    Buona sera, con tanta gioia sono diventata una sua, Paziente.
    Ho cominciato la cura , la farmacia mi ha fornito tutte le indicazioni.
    Devo dire che gli esami hanno confermato quello che pensavo.
    Purtroppo togliendo glutine ,carne rossa e in parte i formaggi.
    Ho esagerato con altri alimenti non giusti.

  3. Maria antonietta

    Paziente con morbo di crohn….sottoposto a tutte le cure possibili ….non so più che fare. ..mi potrebbe aiutare ?sono disposto anche a spostarmi….grazie mille

  4. MARIA GIULIA CATULLO

    Dove si possono fare questi esami del sangue per sapere se si soffre di questa infiammazione cronica?
    Io sono un soggetto che ha trovato riscontro nella sintomatologia da voi descritta. Si possono fare anche a carico del sistema sanitario?
    Attendo una risposta.
    Grazie.

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