Wise Society : I 100 consigli per nutrirsi meglio
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I 100 consigli per nutrirsi meglio

Il giornalista di Lifegate Stefano Carnazzi, super esperto di alimentazione corretta, fornisce una guida per orientarsi nell'acquisto e nel consumo di bevande e cibo

11 maggio 2013

Freitag/Corbis

Fornirci energia, materia per il corpo e salute: queste dovrebbero essere le funzioni basilari del cibo. Al giorno d’oggi però molteplici fattori come inquinamento, stress, pubblicità e cattive abitudini sembrano intralciare la possibilità di alimentarsi in modo corretto. Informarsi è una delle soluzioni per non perdere il piacere della tavola.

Ma che cos’è realmente il cibo? Cosa si nasconde dentro ai prodotti che acquistiamo al supermercato?

1. Ecco i codici da evitare

Leggere correttamente l’etichetta è il primo passo verso una scelta consapevole. Alcune sigle dovrebbero far scattare il campanello d’allarme. E indurre il consumatore a lasciare il prodotto sugli scaffali. E210-E219 sono i benzoati, conservanti antimuffa che possono provocare irritazione gastrica. E220  l’anidride solforosa, sconsigliata alle persone asmatiche; E 230-E23,3 difenile e fenoli, sono antimuffa utilizzati per lucidare gli agrumi; E239-E240, la formaldeide, è cancerogena e viene talvolta usata come trattamento superficiale in alcuni formaggi; E 249-E252: nitrati e nitriti, si trovani nei salumi e negli insaccati, possono combinarsi con altre sostanze chimiche presenti nello stomaco e formare N-nitrosammine, altamente cancerogene; E310-E312, i gallati, si trovano negli oli vegetali (non nell’extravergine) e possono causare irritazioni gastriche; E450-E452 sono i polifosfati: rendono morbidi e succosi i formaggi e i salumi, ma sembra che alterino il rapporto calcio-fosforo dell’organismo.

2. Impara a interpretare le sigle dei coloranti.

I coloranti sono gli additivi con il peggior record di ritiri dal commercio (dal 1965 al 2007 ne sono stati sequestrati, dopo regolare immissione sul mercato , almeno una ventina). Quelli rimasti, e spesso aggiunti ad alimenti di scarso valore nutritivo, come caramelle, bibite, sciroppi, destano comunque vari sospetti. Nel mirino sono i blu E131 ed E132, i gialli E110 ed E102, il verde brillante E142, il rosso E123. Il consiglio sarebbe quello di evitarli, tenendo presente che alcuni sono naturali: E140 è la clorofilla, E160 è ricavato dalla paprica, E162 viene dalla barbabietola.

3. Non cadere nella trappola margarina

Composta da grassi vegetali idrogenati, acqua e aromi, ha una percentuale di grassi simili al burro (ma non contiene colesterolo). L’idrogenazione dei lipidi, necessaria per solidificarli, li trasforma in acidi grassi trans, che interferiscono con i meccanismi di regolazione del colesterolo e che da diversi studi sono stati legati ai disturbi cardiocircolatori. Per concludere: il burro crudo, in quantità limitate, è meglio della margarina e l’olio extravergine d’oliva resta il miglior condimento.

4. Il vino non è sempre genuino

Il vino subisce un solo trattamento chimico: l’aggiunta di un sale, il metabisolfito di potassio, che nel mosto e nel vino libera solfiti, conferendo alla bevanda un sapore pungente e uno sgradevole retrogusto. Viene utilizzato per conservare meglio il prodotto, oltre a inibire i batteri e lieviti. La legge italiana ne permette una dose massima di 160 mg per litro nel rosso e 210 mg nel bianco (in etichetta è sempre indicata la presenza) perché ad alte dosi non fa bene.

5. Diffida degli aromi

Quando nell’etichetta di un prodotto compare la scritta aromi, significa che all’alimento sono stati aggiunti aromi artificiali. Profumo di ciliegie, gamberi, olive nere, banane… esistono in commercio decine di migliaia di aromi, sintetizzati allo scopo di regalare all’alimento un sapore che non ha e che dovrebbe invogliare al consumo. Probabilmente sono sostanze non nocive, ma sono pensate per trasformare cibi poveri in squisitezze. Che, a questo punto, perdono di genuinità.

6. Modera l’uso dei dadi da brodo

Il glutammato monosodico, componente numero uno del dado, è un esaltatore di sapidità che può creare allergie e intolleranze. Bisognerebbe consumarne il meno possibile, riducendo l’impiego dei dadi, delle carni in scatola, dei piatti pronti e del prosciutto cotto.

7. Vuoi un alimento naturale al 100%? Punta sul miele

È uno dei cibi più geniunti per natura e per legge. La denominazione commerciale di miele è concessa solo ai prodotti ricavati dalle api a partire da nettare o da melata: non esistono mieli artificiali. Inoltre, il miele non contiene conservanti, coloranti o aromatizzanti.

8. Occhio alle noci candeggiate

Le noci vengono trattate prima di essere messe in commercio: lo scopo è quello di migliorarne l’aspetto, di renderle più belle ma anche meno sane. Per creare un prodotto più presentabile, infatti, si usa anidride solforosa o ipoclorito di sodio (la candeggina). L’effetto è evidente: la noce è bella e chiara. E in etichetta reca la scritta “guscio trattato con additivi”. Il consiglio: puntare su frutti più naturali, anche nell’aspetto.

9. Non demonizzare il cibo in scatola

Rispetto all’omologo fresco il cibo in scatola è più povero di vitamine, ma riesce a mantenere nel tempo altri nutrienti, come i sali, le proteine, i carboidrati.  La legge proibisce l’uso di conservanti artificiali, quindi si può dire che si tratta di alimenti abbastanza sicuri. Il consigli è, quindi, tenere qualche conserva come soluzione d’emergenza, privilegiando i prodotti meno elaborati, da consumare quando non si hanno verdure fresche a portata di mano.

10. Scegli la lista d’ingredienti più corta

Generalmente, i prodotti con una lista di ingredienti più sintetica sono preferibili. Significa che hanno attraversato meno fasi produttive, elaborazioni e sofisficazioni

 

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