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Notpla, packaging sostenibile con alghe brune: arriva l’imballaggio commestibile

Andrea Ballocchi
2 Luglio 2021

Realizzare prodotti di packaging sostenibile con alghe brune non solo è possibile: è già realtà ed è una delle alternative più interessanti in materia. L’ha ideata Notpla, startup inglese che ha messo a punto l’omonimo materiale ricavato da alghe e piante da cui è stato prodotta Ooho, una particolare membrana biodegradabile in 4-6 settimane, oppure commestibile: è quindi ideale per prodotti di consumo in movimento perché poi si decompone, senza lasciare alcun tipo di rifiuto plastico nell’ambiente circostante. Questo potrebbe evitare l’impiego degli imballaggi di plastica, la metà dei quali viene usato una volta e gettato via.

Packaging Notpla che contiene acqua

Foto: Pagina Facebook di Notpla

Notpla, l’alternativa sostenibile alla plastica

La startup l’ha testata nel 2019 in occasione della Virgin Money London Marathon (oltre 22mila partecipanti). Ed è qui che mostra un importante risvolto: Ooho sostituisce bicchieri e bottiglie di plastica per eventi di corsa, gare e altre manifestazioni sportive. Se si considera che in Italia la sola Maratona di Roma, edizione 2019, ha accolto circa 10mila partecipanti e che il numero di runner che hanno corso una maratona sono stati 37.874 (dati 2018) si può comprendere l’entità dei prodotti di plastica potenzialmente risparmiabili. E poi ci sono gli altri sport, dal calcio all’atletica. Ma non è tutto: gli imballaggi entrano in svariati comparti, alimentare su tutti. Per questo Notpla ha già attirato l’interesse del food, come testimonia il recente accordo con Just Eat nel Regno Unito.

Come viene prodotta Notpla?

Notpla come materia prima nasce da una delle risorse più rinnovabili della natura, le alghe brune, presenti negli oceani di tutto il mondo. Crescono fino a 1 metro al giorno, non competono con le colture alimentari, non hanno bisogno di acqua dolce o fertilizzanti e contribuiscono attivamente alla disacidificazione dei nostri oceani. Inoltre, è conosciuta, apprezzata e impiegata in diverse tradizioni culinarie asiatiche e oltre tutto è anche impiegata nei casi di obesità e sovrappeso. Infatti, sfrutta i benefici effetti del suo costituente principale, lo iodio, che agisce stimolando il metabolismo.

Per produrre packaging sostenibile con alghe brune, la startup si basa su una tecnologia di produzione su misura, ancora in fase di sviluppo e su il team sta lavorando. L’idea di Notpla è produrre e vendere i macchinari per realizzare soluzioni monouso con le alghe. La scelta è quanto mai varia: dalle pellicole termosaldabili alle bustine per prodotti anche non alimentari come prodotti di ferramenta fino alle reti di imballaggio di frutta e verdura alle confezioni per il take away.

notpla

Foto: pagina Facebook di Notpla

Dal crowdfunding al successo del packaging sostenibile

L’idea di Notpla è venuta a Rodrigo Garcia Gonzalez e Pierre Paslier, mentre studiavano all’Imperial College di Londra. Hanno messo in piedi lo Skipping Rocks Lab e hanno iniziato a collaborare con chimici e ingegneri dello stesso ateneo per testare Ooho in occasione di eventi e festival, iniziando a lavorare su una tecnologia di produzione scalabile.

Nell’aprile 2017 hanno raccolto il loro primo finanziamento Crowdcube, nota piattaforma di Crowdfunding: 850.000 sterline in soli 3 giorni grazie ai 900 investitori che hanno creduto nell’idea di produrre packaging sostenibile con alghe brune. Questa iniezione di liquidità ha contribuito a far crescere l’azienda e a costruire la prima macchina oltre a creare un polo produttivo a Londra. Sky Ocean Ventures ha investito nell’estate 2018 per accelerare lo sviluppo del secondo prodotto ed espandere il team che comprende oggi chimici, commerciali, ingegneri e progettisti.

Il materiale sviluppato da Skipping Rocks Lab si è espanso oltre il semplice Ooho, e nel 2019 la startup ha deciso di dargli un nome ed è diventata Notpla. Il team ha raccolto, e successivamente finanziamenti pari a 4 milioni di sterline a fine 2019. Ora il lavoro procede, come testimonia il recente accordo con Just Eat nel Regno Unito per realizzare scatole per il take away.

Andrea Ballocchi

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