Wise Society : Packaging sostenibile, gli italiani invocano il plastic free
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Packaging sostenibile, gli italiani invocano il plastic free

Un'indagine Ipsos rivela che per il 41% degli italiani un’azienda per essere considerata rispettosa dell’ambiente deve utilizzare materiali da imballaggio eco-sostenibili

Maria Enza Giannetto/Nabu
25 maggio 2019

È allo stesso tempo una sfida e un’opportunità per i tutti i brand commerciali. Ed è, soprattutto, l’obiettivo primario per chi ha a cuore il futuro del pianeta. Il trend plastic free passa dalla rinuncia agli imballaggi o dalla scelta di packaging sostenibile che è ritenuto oggi il primo fattore di sostenibilità su cui viene valutato un brand. Per il 41% degli italiani, infatti, un’azienda per essere considerata rispettosa dell’ambiente deve utilizzare materiali da imballaggio eco-sostenibili.

Il dato emerge, tra gli altri, da un dossier Ipsos interamente dedicato al tema della plastica realizzato grazie all’analisi di numerosi studi e indagini di mercato condotte dall’Istituto su tematiche quali CSR e sostenibilità ambientale. Presentati durante il convegno The third moment of truth: il packaging sostenibile è il nuovo tsunami?, i dati misurano il grado di crescente consapevolezza delle persone sullo stato di salute del pianeta e delineano le aspettative dei consumatori nei confronti delle aziende in tema di impatto ambientale.
Secondo le ricerche, solo il 12% ritiene la plastica un materiale sostenibile e il nuovo “cittadino-consumatore” è pronto ad agire anche in prima persona quando l’imballaggio non è ecosostenibile. Il 53% degli italiani dichiara di acquistare prodotti realizzati con materiali riciclati, il 48% di fare  riutilizzo degli articoli monouso, il 41% di smettere di acquistare beni con imballaggi non riciclabili e il 24 % di smettere di andare nei negozi che usano molti imballaggi non riciclabili.

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Packaging sostenibile: Per il 41% degli italiani, infatti, un’azienda per essere considerata rispettosa dell’ambiente deve utilizzare materiali da imballaggio eco-sostenibili, Foto: iStock

La cosa cambia in maniera evidente quando la plastica, grazie alle nuove tecnologie, è gestita e trasformata in bioplastica o plastica riciclabile. Alla domanda quanto ritiene sostenibile questi materiali, rispettivamente il 47% e il 40% degli italiani si esprime favorevolmente.

Questo non significa che la strada sia in discesa: evitare l’uso della plastica nell’immaginario collettivo rimane comunque ancora difficile, soprattutto se si pensa alla vita di tutti i giorni. Dall’indagine è emerso che i prodotti realizzati con materie plastiche cui gli italiani farebbero più fatica a rinunciare sono: bottiglie d’acqua (33%), pellicole trasparenti per alimenti (27%); contenitori riutilizzabili per alimenti (16%), contenitori detersivi (14%), abbigliamento come pile e microfibre (13%); sacchetti di plastica (12%); posate monouso (12%), giocattoli (11%).

È indubbio che sia cresciuta negli ultimi tempi una forte presa di coscienza collettiva sulle tematiche legate all’ambiente, tanto che l’80% degli italiani dichiara di avere il timore di essere alle soglie di un vero e proprio disastro ambientale. Di conseguenza, cresce la convinzione che ogni individuo possa incidere sull’ambiente e le persone, sempre più spesso, adottano uno stile di vita attento e rispettoso e sono più inclini al sacrificio personale (risparmio della carta, riciclo di oggetto di uso comune in plastica) e disposte ad affrontare anche il sacrificio economico. Le aziende hanno, quindi, di fronte un consumatore più attento e sensibile al tema della sostenibilità e sono valutate anche in base ai loro comportamenti e prese di posizione su questioni legate alla tutela dell’ambiente.
«Oggi l’azienda sostenibile – spiega Nicola Neri Amministratore delegato di Ipsos Italia – viene ripagata in sostegno concreto dai consumatori.  Il 68% dei cittadini italiani dichiara di essere disposto a pagare di più per un prodotto o servizio proveniente da un’azienda che attua politiche ambientali serie e rigorose; l’83% la consiglierebbe a chi è in cerca di lavoro, un ulteriore 83% sarebbe pronto ad affidarle i suoi risparmi o di investirvi del denaro e addirittura il 90% la sceglierebbe come fornitura di prodotti e servizi».

 

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