Wise Society : Bushcraft, il saper fare nel bosco che riconnette con la natura e con se stessi
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Bushcraft, il saper fare nel bosco che riconnette con la natura e con se stessi

Dal campeggio minimal all'escursionismo e ai rudimenti di sopravvivenza. Il bushcraft è tra le ultime tendenze di esperienze di natura totali e selvagge nate per riconnettersi con la natura, recuperando le antiche conoscenze del bosco ormai dimenticate

Maria Enza Giannetto
25 Luglio 2021

Pratica di bosco, arte di bosco, abilità di bosco o più propriamente: saper fare nel bosco. Si chiama Bushcraft ed è il termine che ormai ingloba sempre più esperienze in natura fatte di sopravvivenza, campeggio minimal, trekking ed escursionismo.

Ragazza che fa bushcraft

Foto Shutterstock

Che cos’è il bushcraft

Costruire un rifugio di foglie e rami, trovare l’acqua, accendere da soli un fuoco per scaldarsi o cucinare, orientarsi, riconoscere le piante edibili sono tutte esperienze che riconnettono con la natura ma che potrebbero essere definite estreme da chi non è avvezzo a queste modalità “minimal”.

Eppure, continuano a moltiplicarsi i corsi specifici pensati dalle tante associazioni di appassionati che in questi anni si sono avvicinate alla pratica del survival e del bushcraft. Attenzione però, perché se acquisire abilità per vivere il bosco può essere affascinante, ci sono tante regole da rispettare per la propria sicurezza e per non nuocere all’ambiente (dall’accensione di fuochi al rispetto per gli animali e la raccolta di piante), oltre che per rispettare le normative vigenti.

Significato del termine

Il significato letterale della parola composta Bushcraft (bush, bosco, per estensione area selvaggia e craft capacità), è “capacità della foresta o strumenti del vivere in aree selvagge”. La parola usata nei paesi anglosassoni oggi indica tutte le tecniche di sopravvivenza, che includono la capacità di accendere un fuoco, il saper seguire le tracce di animali , essere in grado di costruirsi un riparo, utilizzare efficacemente coltello e accetta, riconoscere piante ed erbe commestibili, produzione di attrezzi in legno, saper costruire contenitori utilizzando materiali naturali e saper realizzare corde.

La filosofia di tale tecnica in generale è quella di recuperare tutte quelle antiche conoscenze ben note ai nostri avi ma che abbiamo quasi del tutto perduto a causa del progresso tecnologico. Tutto questo almeno sulla carta. Di fatto poi l’esperienza più totale che si vive è quella di una connessione totale con la natura selvaggia .

Le differenze col survival

Le differenze fondamentali tra survival e bushcraft stanno nella scelta. Il bushcraft è una pratica intrapresa da chi vuole vivere un avventura nella natura selvaggia sapendo però esattamente dove si trova e come tornare a casa. Il Survival, invece, prepara a una pratica di sopravvivenza che scatterebbe soltanto dal momento in cui ci si potrebbe trovare dispersi.

Riparo nel bosco

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I vantaggi psicologici del bushcraft

Il bisogno di riconnettersi con la Natura – come nella pratica della forest bathing – e di farne il pieno per riappropriarsi del benessere che solo un’immersione totale nell’ambiente selvaggio può regalare è sempre più urgente. Le esperienze di natura ricche e appaganti e persino “selvagge” non sono importanti solo per trascorrere del tempo libero, ma come vera e propria cura per il corpo e per la mente.

«La maggior parte di noi – spiega Danilo Jeraci, esperto di bosco e di tecniche di sopravvivenza e socio dell’associazione Chiarìa –  vive una vita frenetica e oggi sono sempre di più gli adulti e i bambini alienati e affetti dal cosiddetto “Nature Deficit Disorder” ovvero disturbo da mancanza di rapporto con la natura. Nell’ambito della nostra associazione, proponiamo, infatti il bushcraft, l’abilità di bosco o addirittura di tecniche di survival, per vivere esperienze di immersione totale in natura, imparando ad avere fiducia nelle proprie capacità, ad ascoltare e osservare la natura in un modo completamente nuovo, sviluppando le proprie capacità percettive, sensoriali ed empatiche. Si tratta di esperienze che si condividono e che creano connessioni con se stessi, con la natura e con gli altri. Durante queste esperienze si scopre, infatti, che il bosco non è ostile ma offre opportunità di sopravvivenza. Per questo organizziamo attività in gruppo, in team o semplicemente in famiglia. E si tratta di attività che spesso servono a rinsaldare rapporti, ad esempio tra genitori e figli adolescenti o che possono anche servire come “terapia” per ragazzi difficili, ospiti di comunità».

Ragazzi che fanno bushcraft

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Come fare bushcraft: primi passi

Il consiglio fondamentale per cominciare a far pratica di bushcraft è affidarsi all’insegnamento di professionisti e guide. Esistono già parecchie associazioni di appassionati che fanno corsi e accompagnano nelle prime esperienze.  Inoltre, sia in rete sia in libreria si trovano libri, corsi, blog e video che possono essere utili per apprendere le principali tecniche – come la scelta del campo base, l’orientamento e l’accensione del fuoco – anche se, ovviamente, il modo migliore per imparare è la pratica.

Grande attenzione va dedicata alle regole da seguire sia per la propria sicurezza sia per quella dell’ambiente e il rispetto della natura. Nonché, ovviamente, per non incorrere in multe.

Come detto, infatti, il bushcraft in Italia non può essere “vissuto” nella sua interezza, visto che  – per fortuna – ci sono tante leggi a tutela dell’ambiente naturale. E se a chi ama la Natura possono sembrare eccessive (perché l’idea di base di queste pratiche è quella di vivere in sintonia con l’ambiente senza nuocervi) è comunque importante osservarle per prevenire qualunque tipo di incidente che potrebbe causare danni al bosco.

Si pensi, ad esempio, all’accensione di un fuoco incontrollato che le nostre leggi, ovviamente, vietano nelle aree boschive. Ricordiamo, anche che lo stesso campeggio libero in Italia è vietato e che è possibile solo quando la permanenza nello stesso posto è limitata alle ore notturne (ad essere precisi quando la tenda è montata solo dal tramonto all’alba si parla di bivacco notturno).

Per saperne di più sulle regole da osservare per un approccio al Bushcraft, vi segnaliamo la guida scritta da Marco Strano, Andrea Rossi, Ruth Pozzi, Francesco Rugginello – esperti di indagini e di reati – e  dedicata a coloro che praticano bushcraft, trekking ed escursioni nei boschi, fornendo loro delle indicazioni utili ad evitare rischi per l’ambiente e brutte conseguenze legali. Sicuramente chi pratica attività in natura ha tutto l’interesse a non nuocere alla natura stessa o mettere in pericolo un bosco con un fuoco incustodito, ma meglio sapere bene fin dove spingersi per evitare di commettere eventuali violazioni.

Maria Enza Giannetto

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