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A casa al caldo risparmiando

Circa i due terzi dell'energia domestica se ne va per il riscaldamento della casa. E i costi lievitano. Per contenerli i sistemi non mancano, dalla casa passiva a qualche piccolo accorgimento

Francesca Tozzi
14 gennaio 2013

riscaldamento Energia consumo energetico casa passivaCirca i due terzi dell’energia domestica utilizzata in un anno sono destinati al riscaldamento della casa e dell’acqua, e il riscaldamento invernale è responsabile del rilascio di quasi una tonnellata al mese di gas e fumi nell’aria ogni mese. Anche con l’arrivo del freddo più intenso è possibile, però, consumare meno energia, emettendo meno Co2 e risparmiando.

La cosiddetta “casa passiva”, per esempio, edificio progettato in modo tale da limitare al massimo la dispersione del calore, non solo riesce a fare a meno dei sistemi tradizionali di riscaldamento senza rinunciare al comfort ma consente anche di risparmiare il 90% sui costi. Nata in Svezia, la casa passiva ha poi avuto un largo seguito in Germania, Austria, Olanda, in Svizzera e nel nord della Francia. In Germania quasi il 50% delle nuove costruzioni ha caratteristiche tali da farle rientrare nella categoria. In Austria sarà lo standard prescritto per tutti gli edifici a partire dal 2015 mentre nella regione austriaca del Vorarlberg questo standard edilizio è già obbligatorio da 6 anni.

In Italia questa tipologia di casa è diffusa nel Nord Italia, soprattutto nel Trentino Alto Adige; meno nel Centro e nel Sud. C’è da dire però che a partire dal 2021 tutti i nuovi edifici costruiti in Europa dovranno rispondere alle caratteristiche di “passività”, con un consumo energetico per il riscaldamento entro un limite massimo di 15 kilowattora all’anno per metro quadro, mentre il consumo di energia totale, comprendendo quindi anche luce, elettrodomestici, acqua calda non dovrebbe superare i 40 kilowattora per metro quadro all’anno. Meno di un quarto rispetto ai consumi di un edificio tradizionale.

Per consumare di meno a volte però basta osservare alcune semplici regole valide anche per le case più vecchie. Evitare, per esempio, le dispersioni dovute agli spifferi usando silicone, nastro isolante e zerbini e tutto ciò che serve per rimediare alle fessure da cui passa l’aria, dalle finestre alle porte. Riscaldare tutta la casa non sempre è necessario: meglio concentrare il calore dove serve chiudendo parzialmente i rubinetti dei termosifoni delle stanze che non servono in modo che il flusso di acqua calda si diffonda di più nei termosifoni delle altre stanze. In alcuni casi, si possono installare delle valvole termostatiche. Naturalmente, è d’obbligo tenere chiuse le porte delle stanze non utilizzate e non coprire i termosifoni con mobili, soprammobili, stoffe o tende. Infine, meglio non impostare una temperatura troppo alta e fissarla tra i 19 e i 20 gradi, tenendo le finestre chiuse. Ridurre la temperatura anche solo di 2 gradi fa risparmiare dal 10% al 20% dell’energia necessaria per riscaldare la casa, oltre 130 euro all’anno per una famiglia media composta di quattro persone.

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