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Se la sosta è smart, la città vive meglio

I casi di Madrid e Recanati per il parcheggio intelligente sono stati presentati a Citytech Milano 2014

Andrea Ballocchi
30 ottobre 2014

MadridSi fa presto a dire sosta: essa entra in gioco nella mobilità sostenibile e di certo aiuta a migliorare le nostre città, spesso descritte come giganteschi garage a cielo aperto. L’indagine nazionale su sosta e parcheggi 2006 di Aipark (l’Associazione italiana tra gli operatori nel settore della sosta e dei parcheggi) ha evidenziato come l’ambito urbano spesso sia carente di posti auto con effetti evidenti su traffico, occupazione del suolo, congestione e impatto sulla qualità dell’aria. E conseguentemente sulla qualità della vita.

Come migliorare lo stato delle città in questo senso? Alcuni esempi interessanti sono stati presentati nel corso del convegno “Space sharing: condividere lo spazio per muovere le città”, promosso da Aipark in occasione dell’evento sulla mobilità sostenibile Citytech Milano 2014. E che mostrano come le buone pratiche siano possibili non solo all’estero, dove certo brilla il caso Madrid, ma anche in Italia con politiche accorte e partnership pubblico-privato, come nel caso di Recanati.

LA SOSTA ECOSOSTENIBILE DI MADRID – Ma partiamo da Madrid, la prima città al mondo che applica criteri ecosostenibili nella gestione della sosta su strada. Come ha spiegato Elisa Barahona, direttore generale per la pianificazione della sostenibilità e mobilità della capitale spagnola, quest’anno nella capitale spagnola è stato adottato il Piano urbano della mobilità sostenibile 2014-2020, che prevede l’implementazione di misure sostenibili come la gestione della “Sosta su strada smart”, le biciclette pubbliche e le zone a bassa emissione. Nel piano entrano in gioco il servizio regolamentato della sosta, l’uso delle telecamere per l’accesso alle zone residenziali, i percorsi prioritari limitati e la gestione della segnaletica stradale: tutti questi aspetti sono gestiti a sistema. Decisamente interessante è il nuovo modo di gestire le zone di sosta regolamentata in ottica più sostenibile ed equa per il cittadino: ogni autoveicolo paga la tariffa della sosta prendendo in considerazione non solo la zona, il tipo di spazio e l’ora, ma anche la tecnologia della vettura e il livello di occupazione della specifica area di sosta. In pratica la tariffa è più elevata o più bassa (o invariata) in funzione della classificazione dell’auto, in coerenza con le regole europee approvate per l’emissione di ossido di azoto. L’obiettivo che si è data l’amministrazione è ambizioso: «Intendiamo ridurre il flusso di veicoli privati del 6% a beneficio di modi più sostenibili di muoversi in città, puntando al trasporto pubblico (+3%) e all’uso delle bici e veicoli green (+3%)», ha affermato Barahona, segnalando che nella città, dove vivono 3,2 milioni di persone, ogni giorno affluiscono 800 mila veicoli privati.

IL CASO RECANATI – C’è poi il caso di Recanati (21 mila abitanti circa): qui entra in gioco invece il partnernariato pubblico-privato e una sfida importante: dare nuova vita al centro storico e commerciale che «contava su pochissimi posti auto rapportati alla domanda», spiega Davide Fornasiero, direttore generale di Interparking, società che ha realizzato “Centro città 2.0”. Il progetto, conclusosi lo scorso maggio, ha il suo cardine nella realizzazione di un nuovo parcheggio a struttura da 330 posti auto, provvisto di due ascensori e nella gestione dei parcheggi a raso (650 posti auto), facilitando il deflusso dei mezzi. Il Comune ha messo a disposizione le aree sulle quali il privato ha investito con fondi propri (5,5 milioni di euro). Risultato: razionalizzazione del traffico, costi zero per l’amministrazione e l’investimento del privato viene ripagato con la concessione dei parcheggi a raso per 45 anni e dei parcheggi a struttura (99 anni).

 

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