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Mobility manager: nelle città italiane arriva l’esperto in spostamenti sostenibili

Andrea Ballocchi
24 Luglio 2020

Il rilancio della mobilità sostenibile, ancor più necessaria con il distanziamento sociale post coronavirus, passa anche dallo sviluppo della figura del mobility manager. Per questo il Decreto Rilancio, il provvedimento dell’emergenza sanitaria dell’Italia post-covid, intende favorire questa figura professionale. Il testo della legge richiede alle amministrazioni pubbliche con più di 100 dipendenti (prima era richiesto agli enti con più di 300 dipendenti) situate in un capoluogo di regione, in una città metropolitana, in un capoluogo di provincia o in un Comune con più di 50mila abitanti di inserire questa figura professionale che dovrà predisporre, entro il 31 dicembre di ogni anno, un Piano degli spostamenti casa-lavoro (Pscl) del proprio personale dipendente finalizzato a ridurre l’uso del mezzo di trasporto privato individuale.
Il responsabile preposto avrà funzioni di supporto professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilità “green”.

Mobility Manager

Immagine: 123RF.com

Chi è il mobility manager?

Il manager della mobilità è una figura inserita nel 1998 dal decreto interministeriale dedicato alla mobilità sostenibile nelle aree urbane. Esso prevede che le imprese e gli enti pubblici con più di 300 dipendenti e le imprese con oltre 800 addetti adottino un piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente, individuando a tal fine un responsabile della mobilità aziendale.

Cosa fa un Mobility Manager: i compiti e la retribuzione

Il mobility manager si occupa di ottimizzare gli spostamenti dei dipendenti di un’azienda e di ridurre così l’impatto ambientale conseguente.
Il decreto interministeriale del 1998 ha introdotto due figure di mobility manager: quello d’azienda e quello d’area. Il mobility manager d’azienda ha il compito di verificare le modalità degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti della propria azienda e di trovare delle alternative all’uso della macchina. Il mobility manager d’area, invece, viene nominato da un Comune, da una Provincia o da una Regione e deve organizzare tutti gli interventi in materia di mobilità, all’interno di un’area territoriale ampia, collaborando con le aziende di trasporto locale e con i vari mobility manager d’azienda presenti nella propria area di competenza. Nel caso in cui il Comune cui appartiene predisponga un Piano urbano della Mobilità sostenibile (Pums) è richiesto per legge che questo professionista faccia parte del gruppo di lavoro che si occuperà della redazione.
Il mobility manager scolastico ha il compito di organizzare e coordinare gli spostamenti casa-scuola-casa del personale scolastico e degli alunni.
Il mobility manager ha uno stipendio, ovvero una retribuzione che varia a seconda delle dimensioni della società. Può variare dai 40/50 mila euro lordi annui per una posizione impiegatizia, fino a 90 o 100mila euro lordi all’anno se si si arriva a posizioni dirigenziali o per responsabili della mobilità d’area.

Dal piano di mobilità alla rendicontazione dei risultati ottenuti: le responsabilità di un mobility manager

Nel recente Decreto Rilancio si specifica, inoltre, che il responsabile della mobilità promuove, anche collaborando all’adozione del piano di mobilità sostenibile, la realizzazione di interventi finalizzati a organizzare e gestire la domanda di mobilità delle persone, per ridurre l’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare nelle aree urbane e metropolitane. Tra le responsabilità del mobility manager c’è la necessità di rendicontare annualmente i risultati ottenuti: per esempio, nel caso del manager d’azienda, esso si occupa della predisposizione del piano di spostamenti, che viene trasmesso ogni anno al Comune, che stipula con l’impresa o l’ente pubblico proponenti eventuali accordi di programma per l’applicazione del piano. Una volta realizzato, il piano viene aggiornato con “un rapporto annuale che dovrà contenere la descrizione delle misure adottate e i risultati raggiunti”, specifica il testo della norma.

ragazza in treno

Immagine: 123RF.com

Come si diventa responsabile della mobilità: formazione e corsi

Con l’apertura a più enti pubblici, il lavoro di manager della mobilità diventa un’opportunità per il presente e per il futuro. Ma come si fa a diventare mobility manager? Il mobility manager ha una formazione interdisciplinare: può essere laureato o no, avere una preparazione umanistica oppure tecnica, spiega l’Agenzia nazionale Politiche attive del Lavoro, specificando che “per diventare mobility manager è però indispensabile frequentare un corso di specializzazione perché la gamma di competenze necessarie è molto ampia”. A questo proposito si segnala l’attività di formazione offerta da Euromobility, associazione nata per promuovere la figura del mobility manager. Ma è possibile trovare altre opportunità in varie università e istituzioni private e pubbliche.

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