Wise Society : «Il latte artificiale fa male all’ambiente»
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«Il latte artificiale fa male all’ambiente»

A sostenerlo uno studio dell'Imperial College di Londra secondo cui incentivando l'allattamento al seno si potrebbero ridurre le emissioni di anidride carbonica, il consumo d'acqua e i rifiuti.

Fabio Di Todaro
4 ottobre 2019

Nella settimana dedicata, a livello mondiale, all’allattamento al seno (1-7 ottobre), giunge per la prima volta una nuova evidenza a favore del latte materno. Oltre che per il bene del bambino e della mamma, questa scelta sarebbe d’aiuto anche per l’ambiente. Di questo pare convinto un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra, che all’impatto ambientale del latte artificiale ha dedicato finanche un commento sulla rivista scientifica «British Medical Journal». A loro avviso, la produzione non necessaria di latte artificiale contribuirebbe alle emissioni di anidride carbonica per una quota compresa tra 95 e 153 chilogrammi: considerando un solo bambino nutrito con il latte in formula.  Un tema importante, quello sollevato dai ricercatori inglesi, che riporta l’attenzione sull’impatto che la nostra dieta ha sulla salute dell’ambiente.

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Secondo i ricercatori, la produzione non necessaria di latte artificiale contribuirebbe alle emissioni di anidride carbonica per una quota compresa tra 95 e 153 chilogrammi, Image by iStock

I COSTI AMBIENTALI DEL LATTE IN FORMULASoltanto per il Regno Unito, il risparmio sulle emissioni ottenuto sostenendo le madri nell’allattamento al seno equivarrebbe a togliere ogni anno dalla strada tra le 50mila e le 77.500 auto. Si stima che l’industria alimentare, in particolare la produzione di prodotti lattiero-caseari e di carne, contribuisca a circa il 30 per cento dei gas serra globali. La maggior parte dei tipi di latte in formula consiste in latte vaccino in polvere. Il metano prodotto dal bestiame è un potente e importante gas serra e il latte vaccino ha un’impronta idrica, cioè un consumo di acqua dolce, fino a 4.700 litri per un chilogrammo di polvere. Inoltre, si legge nel documento, il latte artificiale in polvere per neonati può essere fatto in modo sicuro soltanto usando acqua riscaldata ad almeno 70 gradi centigradi, un consumo energetico equivalente alla ricarica di 200 milioni di smartphone ogni anno. Secondo gli esperti, l’allattamento al seno risolverebbe molti di questi problemi: richiede poche risorse e produce uno spreco minimo o nullo. Senza contare i risparmi a livello finanziario, visto che l’allattamento al seno può favorire la salute della popolazione. Il costo ambientale dell’aumento delle malattie è ancora oggetto di studio. Nonostante questo, secondo gli esperti, a livello globale solo il 41 per cento dei 141 milioni di bambini nati ogni anno viene allattato al seno esclusivamente fino a 6 mesi.

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Soltanto per il Regno Unito, il risparmio sulle emissioni ottenuto sostenendo le madri nell’allattamento al seno al posto del consumo di latte artificiale equivarrebbe a togliere ogni anno dalla strada tra le 50mila e le 77.500 auto, Image by iStock

I RIFIUTI PRODOTTI DAL LATTE – Sul fronte dei rifiuti, uno studio del 2009 ha mostrato che ogni anno 550 milioni di confezioni per lattanti, che comprendono 86mila tonnellate di metallo e 364mila tonnellate di carta vanno a finire in discarica. Inoltre, poiché il latte vaccino in polvere è a livello nutrizionale inadeguato per un neonato in via di sviluppo: la formula è integrata con vari additivi, tra cui vitamine, minerali, cocco, oli di pesce, ecc. Anche se non è chiaro se questi integratori siano adeguati per i bambini, la loro produzione ha un effetto innegabile sull’ambiente. Altri costi per l’ambiente includono l’uso della carta, rifiuti di plastica e il trasporto in più fasi della produzione, la commercializzazione e la vendita di sostituti del latte materno. L’impatto ambientale di tutti questi aspetti non è stato ancora documentato. Per gli esperti occorre un approccio variegato, tra cui un migliore supporto alle madri, un migliore accesso al latte materno donato e conservato nelle banche di latte, un aumento del numero di consulenti per l’allattamento e così via. «La nostra casa è in fiamme – avvertono gli esperti -. La prossima generazione ci impone di agire rapidamente per ridurre le impronte di carbonio in ogni ambito della vita. L’allattamento al seno fa parte di questo puzzle e sono necessari investimenti urgenti in tutto il settore».

Twitter @fabioditodaro

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