Una caccia al tesoro tecnologica e aperta a tutti, grandi e piccini. Le regole sono precise e il rispetto per l'ambiente doveroso. Ecco cos'è e come funziona il Geocaching
Voglia di divertirsi, passione per l’avventura e un’unità Gps. Bastano questi elementi per diventare dei veri geocher a lanciarsi nel geocaching, ovvero una caccia al tesoro mondiale dove la posta in gioco è il piacere stesso di aver scovato “il tesoro (che non è mai di reale valore economico)” prima di altri cachers. E allora andiamo ad approfondire l’argomento scoprendo innanzitutto cos’è il geocaching e capendo come funziona.

Foto Shutterstock
Che cos’è il geocaching
Un modo entusiasmante di esplorare il territorio andando alla ricerca di luoghi tramite GPS o App specifiche. Ecco, in pochissime parole, il significato di geocaching. Si tratta infatti di un tipo di caccia al tesoro in cui i partecipanti, detti appunto “geocacher”, usano un ricevitore GPS per nascondere o trovare dei “contenitori” chiamati “geocache” o semplicemente “cache” dentro i quali si trova il tesoro e un “logbook“, ovvero un blocknotes sul quale il geocacher lascia un segno del passaggio sotto forma di firma o commento. La definizione di geocaching, quindi, è tutta in questi pochi passi.
Come anticipato, il tesoro non è mai un oggetto di valore: all’interno della scatoletta, impermeabile e resistente, si trovano solitamente orpelli di scarso valore come piccoli giocattoli, gadget, monetine e così via, o una macchina fotografica usa e getta che viene utilizzata per scattarsi una fotografia ricordo.
Come funziona il geocaching
Il geocaching è un gioco trasversale che unisce tutti e può essere praticato a tutte le età. Si può giocare da soli, con gli amici o con la famiglia ed è sicuramente anche un’attività kids-friendly che può facilmente essere considerata tra le attività ecosostenibili da fare con i bambini in estate o in inverno. Si pratica sia su internet sia all’aperto e per partecipare basta registrarsi su uno dei siti che forniscono le informazioni necessarie al gioco. Il sito di riferimento italiano è senza dubbio Geocaching italia che è collegato anche ad un app geocaching utilissima.
Ma come funziona il geocaching concretamente? In pratica, dopo essersi registrati, si entra nel mondo dei cachet come “hider” (nasconditori) o “seeker” (trovatori).
- Da una parte ci sono i partecipanti che nascondono i geocache e che pubblicano sul sito sia le coordinate (longitudine e latitudine) in cui si trova il contenitore, rilevate accuratamente con un ricevitore GPS, con vari suggerimenti
- Dall’altra, ci sono gli utenti che vogliono cimentarsi nel ritrovamento dei geocache, che acquisiscono le coordinate della cache da cercare e con il loro ricevitore GPS si mettono alla ricerca del contenitore.
Per ogni cache nascosta esiste sul sito ufficiale una specifica pagina web con le caratteristiche, la descrizione, eventuali aiuti (“hint”), alcune foto o immagini. Una volta trovata la cache le regole sono sempre le stesse:
- Riportare nel logbook il proprio ritrovamento
- Se si vuole, prendere l’oggetto dal contenitore e lasciarne uno proprio.
- Dopo avere trovato il tesoro si può riportare sulla pagina del geocache il proprio ritrovamento, cercando, se possibile, di corredarlo di foto e di annotazioni che possono eventualmente fornire ulteriori indicazioni.
Se vi state chiedendo quanto costa tutto questo la risposta è “in pratica nulla”. I costi del geocaching da tenere in considerazione sono quelli degli spostamenti e di un piccolo Gps (ma è possibile utilizzare anche il proprio smartphone) e poi ci può essere il costo di qualche app a pagamento (i costi sono sempre contenuti nell’ordine di pochi euro). Insomma, il geocaching è gratis e quindi molto inclusivo!

Foto di Bernabe Colohua da Pixabay
Le regole da seguire durante il geocaching
Se turismo e geocaching si coniugano perfettamente, e ancora più vero che il geocaching è un’attività che rispetta l’ambiente e gli ecosistemi. Chi si iscrive a un sito di geocaching ne accetta le regole implicite ed esplicite. C’è, infatti, un vero e proprio codice di comportamento da geocacher che evita di creare pericoli per i partecipanti, per l’ambiente, per animali o altre persone.
Nelle regole, che devono essere esplicitamente approvate prima di registrarsi ad uno dei siti web di geocaching, viene sempre fatto presente che i “babbani” (definizione presa in prestito dalla saga di Harry Potter per definire chi non pratica l’attività di geocaching) si sentono un po’ impauriti da attività che coinvolgano segretezza, scatole nascoste, tecnologie che ricordano i film di spionaggio. Per questo si cerca sempre di fare ben presente questa caratteristica a coloro che decidono di dedicarsi a questo gioco: ad esempio, viene sempre esplicitamente ricordato che i tesori non vanno mai nascosti in luoghi che possono creare allarme, pericolo, o essere scambiati per oggetti pericolosi.
Per sintetizzare, comunque, le regole del geocaching sono le seguenti:
- Rispetto dell’ambiente: principio del CITO (Cache In, Trash Out): porta via la spazzatura che trovi, lascia i luoghi più puliti di come li hai trovati.
- Discrezione (“muggles”): non farti notare troppo da chi non conosce il gioco per non rovinare il nascondiglio.
- Correttezza: non loggare cache che non hai realmente trovato.
- Collaborazione: se noti una cache danneggiata, segnala al proprietario con un maintenance log.
- Creatività e responsabilità: se nascondi una cache, rendila sicura, ben mantenuta e interessante per gli altri.
In generale non c’è limite alla fantasia nel nascondere i geocache, ma in genere vengono scelti luoghi di un certo interesse turistico, naturalistico o storico, o comunque luoghi che è interessante visitare. Come detto, infatti, il vero tesoro è la caccia, l’esperienza che si fa tra amici e in famiglia e che, al pari di una passeggiata in natura o di un trekking urbano. E soprattutto godersi le meraviglie di una giornata all’aperto in armonia con l’ambiente e la natura magari coniugandolo con altre attività all’aperto, come ad esempio il bushcraft oppure un forest bathing.

Foto di Dirk (Beeki®) Schumacher da Pixabay
Come creare un geocaching
Se ti stai chiedendo come creare e nascondere una cache stiamo per spiegartelo. In questo modo entrerai a far parte degli hider, ovvero dei “nasconditori” di tesori. Sono tante le cose da tenere a mente, quindi te le elenchiamo qui sotto in modo schematico.
Preparazione della cache
Se vuoi nascondere una cache, devi innanzitutto prepararla. Tieni a mente queste regole, perfette per creare un tesoro sicuro.
- Scegli il contenitore giusto: deve essere resistente, impermeabile e con chiusura ermetica (es. Tupperware, scatole militari in metallo, provette a vite).
- Inserisci il logbook: quaderno o foglietto protetto da bustina trasparente, dove i giocatori firmeranno il loro passaggio/ritrovamento.
- Aggiungi una matita o penna: non è obbligatoria, ma utile per i seekers che dimenticano di portarla con sé.
- Eventuali oggetti da scambio: piccoli gadget, adesivi, pupazzetti, ricordando la regola dello “scambio alla pari”. Chi trova un tesoro, infatti, può prenderlo e sostituirlo con un altro piccolo oggetto!
Scelta del luogo
Quando si gioca a geocaching grande cura deve essere ovviamente dedicata alla scelta del luogo in cui nascondere la cache. Segui queste regole:
- Deve essere accessibile in sicurezza (niente zone pericolose o private senza permesso).
- Meglio in posti interessanti (panorami, luoghi storici, natura).
- Evita aree troppo trafficate dove rischi di essere visto dai “muggles” (non geocacher).
- Rispetta sempre le regole locali, parchi naturali e proprietà.
Il nascondiglio perfetto deve essere sicuramente ben mimetizzato, ma non impossibile da trovare. Inoltre devi fare in modo che non deturpi l’ambiente. Evita quindi di scavare nel terrendo, di piantare chiodi sugli alberi o di danneggiare il patrimonio naturale. Ovviamente devi fare anche attenzione agli agenti atmosferici: benché la scatola in cui l’hai inserito sarà sicuramente resistente e impermeabile, fai in modo che resti il più possibile asciutto in caso di pioggia.
Rilevamento delle coordinate e creazione della scheda
Dopo aver trovato il giusto nascondiglio e aver piazzato la cache, devi rilevare le coordinate precise in modo da dare la possibilità ai seekers di trovare il tesoro. Procedi così:
- Usa il GPS o lo smartphone e lascia che si stabilizzi per qualche minuto sul punto del nascondiglio.
- Segna le coordinate più precise possibile.
- Ripeti la rilevazione più volte per sicurezza.
Rilevate le coordinate corrette, devi accedere al tuo sito/app di riferimento per inserire la scheda della tua cache. Dovrai inserire:
- Nome della cache (creativo e accattivante).
- Tipo di cache (tradizionale, multi-cache, mystery…).
- Dimensione del contenitore.
- Difficoltà e terreno (da 1 a 5).
- Descrizione con eventuali curiosità sul luogo.
- Le coordinate rilevate.
Ricorda che se diventi un hider, sarai responsabile del tuo tesoro: dovrai quindi controllare periodicamente che il contenitore sia integro e il logbook asciutto. Inoltre, se ricevi segnalazioni di problemi, dovrai intervenire tempestivamente per risolverli.
I tipi di geocache e il contenuto delle scatole
Facciamo un piccolo approfondimento sugli oggetti contenuti all’interno delle geocache, perché qui si apre un mondo davvero vasto. Come anticipato, gli oggetti che si ritrovano nei cache sono in genere di scarso valore: matite, libri, giochini e in alcuni casi possono essere anche geocache tematici. Il vero valore del geocaching risiede infatti nel ritrovamento del geocache, e non in quello che fisicamente vi si trova.
In casi particolari le cache possono contenere un oggetto di maggiore valore o interesse, che viene in genere incluso come “premio” per il “FTF”, ossia il “First To Find”. Ci sono poi i Trackable, oggetti numerati, di proprietà di un geocacher, che viaggiano di cache in cache.
Quanto alle tipologie di geocache, ci sono quelle singole (le più semplici) ma anche quelle più articolate. Qui di seguito alcuni esempi:
- mistery/Puzzle, cache ‘jolly’, da utilizzare quando, ad esempio, per trovare il contenitore finale è necessario risolvere un quiz, le event Cache, in cui le coordinate sono accompagnate da una data e da un orario per un vero e proprio evento da cachers;
- Earthcache introdotto negli Stati Uniti con la sponsorizzazione dell’Associazione Americana per la Geologia, in cui le coordinate corrispondono ad un luogo caratterizzato da qualche particolarità geologica e/o legato all’ambiente e/o a reperti fossili.

Foto di Martin Lostak / Unsplash
Siti ed app geocaching per neofiti ed esperti
Sono tanti, in Italia e nel mondo i siti on line per praticare il geocaching. Eccoli elencati qui di seguito.
Geocachingitalia: è il punto di riferimento italiano. Propone mappe tematiche, strumenti di ricerca, tutorial, informazioni, eventi, geocache, progetti sul territorio e contenuti di ampio respiro. Oltre a sezioni rigorose e progetti seri, ci sono anche contenuti umoristici ed invenzioni particolari nel nome della sperimentazione.
Geocaching.com: è il sito internazionale che però ha una nutrita parte anche in italiano e localizzata sul territorio. E’ sicuramente da tenere d’occhio perché è davvero molto ricca!
Origini del geocaching
Il geocaching nasce il 2 maggio 2000 quando, dopo che l’amministrazione del presidente Bill Clinton aveva rimosso il Selective Availability (un segnale che disturbava i GPS civili compromettendone la precisione), Dave Ulmer si recò nelle colline intorno a Portland per nascondere un contenitore con libri, videocassette e un bloc notes con una penna, e inviò le coordinate del nascondiglio sul newsgroup “sci.geo.satellite-nav”, insieme ad un messaggio dal titolo “The Great GPS Stash Hunt” spiegando la sua idea.
Il cache nascosto da Ulmer fu trovato il 6 maggio 2000 da Mike Teague che ne firma il logbook e annuncia la creazione di una pagina web dove raccogliere le informazioni sugli stash e sui ritrovamenti. Con la diffusione del gioco, il 15 maggio 2000, James Coburn crea su eGroups (che ora è diventato Yahoo! Groups) una mailing list chiamata “GPSStash” e lo annuncia sul newsgroup. In poche settimane il gioco arrivò anche in Australia.
Il 30 maggio 2000 Matt Stum lascia un messaggio all’interno della mailing list nel quale propone il cambio del nome da “stash” a “cache” suggerendo anche “geocaching” come nome del gioco in modo da utilizzare un termine che ricordasse quando gli esploratori nascondevano contenitori con cibo e rifornimenti per poterli trovare al ritorno. E il 2 settembre 2000 viene registrato il dominio “geocaching.com”, un sito dedicato esclusivamente a questa nuova attività. Il primo Geocache italiano è invece stato nascosto il 27 aprile 2001 in Sicilia.
Maria Enza Giannetto

