Wise Society : Alla COP24 si tratta per rendere operativo l’Accordo di Parigi
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Alla COP24 si tratta per rendere operativo l’Accordo di Parigi

Al vertice in corso in Polonia è cruciale che l’Europa si impegni ad aumentare entro il 2020 i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni in linea con la soglia critica di 1,5 gradi

Fabio Di Todaro
11 dicembre 2018

Quando fu pubblicato agli inizi di ottobre, il rapporto del Comitato dell’Onu per il clima (Ipcc) attirò l’attenzione in tutto il mondo. Il dossier conteneva infatti allarmi seri e circostanziati sui rischi collegati all’aumento delle temperature, attualmente fuori dai binari tracciati, più verso un aumento di 3 gradi centigradi che di 1,5 come invece previsto negli accordi di Parigi del 2015. Ma questo documento è diventato un nuovo terreno di scontro fra i Paesi più restii ad accettare il cambiamento climatico e gli altri convenuti alla Conferenza climatica COP24 in corso a Katowice in Polonia.

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Foto: cop24official/Flickr

VENT’ANNI PER SALVARE IL PIANETA – I Paesi in questione – Russia, Stati Uniti, Arabia e Kuwait – non hanno infatti voluto inserire nel documento finale una frase per «accogliere» le conclusioni del documento dell’Ipcc, preferendo invece una frase più soft, con la quale la Conferenza «prendeva nota» delle indicazioni del documento. Alla fine, nell’impossibilità diraggiungere un accordo, in base alle regole dell’Onu quel passaggio del testo è stato accantonato. Molti Paesi non hanno nascosto la propria frustrazione e delusione. «Non si tratta di questa o quella parola, si tratta di accettare un documento che noi stessi abbiamo commissionato», ha dichiarato dal palco Ruenna Haynes, delegata di St Kitts and Nevis, riscuotendo l’applauso della platea. «Siamo molto arrabbiati e riteniamo atroce che alcuni paesi abbiano trascurato i messaggi e le conseguenze che questi comportano, non accettando quanto sia obbligatorio agire su questo fronte», ha detto Yamide Dagnet del World Resources Institute e precedentemente della delegazione del Regno Unito. «Spero sinceramente che tutti i Paesi combatteranno per questo e che non chiuderemo la Cop24 facendoci sfuggire un momento storico». La comunità scientifica internazionale l’ha ripetuto di nuovo: sono rimasti solo vent’anni per salvare il nostro pianeta dai rischi del riscaldamento globale, poi ci aspetterà la catastrofe.

EUROPA: OBIETTIVO EMISSIONI ZERO ENTRO IL 2040 – Per vincere questa sfida è indispensabile un maggiore impegno da parte dei Paesi più ricchi. L’accordo di Parigi, infatti, prevede la necessità di una più rapida azione climatica per quei paesi che hanno maggiori capacità economiche e responsabilità storiche per l’attuale livello di emissioni in grado di alterare il clima. L’Europa senza dubbio è tra questi e ha un grande potenziale per agire più rapidamente e impegnarsi a raggiungere zero emissioni nette entro il 2040, attraverso una strategia climatica di lungo termine in grado di accelerare una giusta transizione verso un’Europa rinnovabile e libera da fonti fossili. Secondo Legambiente, «in Europa ci sono tutte le condizioni per sfruttare appieno le potenzialità economiche imprenditoriali e tecnologiche andando ben oltre il 55 per cento di riduzione delle emissioni entro il 2030, in coerenza con una traiettoria in grado di consentirci di raggiungere zero emissioni nette entro il 2040».

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Per il successo della COP24 sono necessari l’adozione delle linee guida per rendere operativo l’Accordo di Parigi, l’impegno dei governi ad aumentare entro il 2020 le attuali strategie in atto e l’adeguato sostegno finanziario ai Paesi più poveri e vulnerabili per far fronte ai loro impegni di riduzione delle emissioni e poter adattarsi ai mutamenti climatici in corso, Foto: cop24official/Flickr

IL SUCCESSO PASSA DA TRE MOSSE – Per il successo del vertice in corso in Polonia fino a venerdì è dunque cruciale che l’Europa si impegni in modo chiaro e forte ad aumentare entro il 2020 i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni in linea con la soglia critica di 1,5 gradi. Un segnale indispensabile per creare le condizioni politiche favorevoli all’adozione di un pacchetto di decisioni ambizioso ed equilibrato, articolato su tre pilastri: l’adozione delle linee guida per rendere operativo l’Accordo di Parigi, l’impegno dei governi ad aumentare entro il 2020 le attuali strategie in atto e l’adeguato sostegno finanziario ai Paesi più poveri e vulnerabili per far fronte ai loro impegni di riduzione delle emissioni e poter adattarsi ai mutamenti climatici in corso.

Twitter @fabioditodaro

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