Wise Society : L’Agricoltura rigenerativa, spiegata: cos’è e quali benefici offre a clima, sostenibilità ed economia
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L’Agricoltura rigenerativa, spiegata: cos’è e quali benefici offre a clima, sostenibilità ed economia

Andrea Ballocchi
1 Dicembre 2020

Puntare sull’agricoltura rigenerativa per affrontare i cambiamenti climatici, per ridurre le emissioni climalteranti e favorire biodiversità e sostenibilità ambientale. È molto più di uno slogan: si tratta di un intento su cui puntano grandi imprese. Due esempi: il primo riguarda Gucci e le parole del suo presidente e Ceo, Marco Bizzarri che ha parlato di questo modello di agricoltura come una delle azioni mediante cui proteggere la biodiversità. “Molto dipende anche da come si gestiscono le coltivazioni, per questo stiamo convertendo il nostro modello in agricoltura rigenerativa”, ha affermato di recente, ricordando l’impegno nel centrare l’obiettivo di carbon neutrality.

Il secondo riguarda Illycaffè, società promotrice del programma Regeneration 2030, patrocinato dall’Unione Europea e che vede schierate grandi aziende di vari settori come fondazioni, università e centri di ricerca. L’obiettivo è passare a un nuovo paradigma rigenerativo per l’economia, la società e il benessere collettivo. Come ha spiegato Andrea Illy, tale programma intende fornire un contributo “alla transizione da una società estrattiva a una nuova società rigenerativa e circolare”. L’agricoltura è parte integrante di questa visione.

Agricoltura rigenerativa

Foto di Manfred Antranias Zimmer da Pixabay

Questa tendenza verso un nuovo modo di concepire il mondo agricolo e agroalimentare trova il sostegno di organizzazioni mondiali come FAO, IPCC ed EAT Forum. Essi affermano, infatti, l’importanza fondamentale della transizione verso metodi agricoli sostenibili. Solo così l’Europa (e non solo) potrà raggiungere i propri obiettivi di decarbonizzazione, soddisfacendo le esigenze di sicurezza alimentare, proteggendo i propri terreni agricoli e costruendo un sistema alimentare più sano.

Cos’è l’agricoltura rigenerativa e quali benefici offre

L’agricoltura ha un impatto ambientale significativo. Basti pensare che – solo in Europa – fino al 2012 contribuiva al 10% delle emissioni di gas serra dell’UE, segnala l’Agenzia europea dell’ambiente. Benché nel tempo si sia provveduto a ridurre il suo potere impattante, nel resto del mondo l’agricoltura si sta muovendo nella direzione opposta: infatti, tra il 2001 e il 2011, le emissioni globali derivanti dall’agricoltura e dal bestiame sono cresciute del 14 %

Ecco perché c’è bisogno di ripensare il modello agricolo. L’agricoltura rigenerativa aiuta in questo. Con questo termine si intende un approccio alla gestione delle aziende agricole mirato a invertire il cambiamento climatico attraverso pratiche in grado di ripristinare i suoli degradati. Mira a ricostruire la materia organica del suolo e ad accrescere la sua biodiversità, aumentando sensibilmente la quantità di anidride carbonica prelevata dall’atmosfera, innalzando notevolmente la fertilità del terreno e il ciclo idrico.

Lo spiega il Center for Regenerative Agriculture and Resilient Systems della California State University, sostenendo che l’agricoltura rigenerativa è una pratica olistica di gestione del territorio che sfrutta il potere della fotosintesi nelle piante per chiudere il ciclo del carbonio e ricostruire la salute del terreno, la resilienza delle colture e la densità dei nutrienti. Essa migliora la salute e la materia organica del terreno, mediante l’attuazione di pratiche specifiche. Questo non solo aiuta ad aumentare la salute della biota del suolo, ovvero la sua componente vitale, ma ne incrementa la biodiversità. Inoltre, incrementa sia la capacità di trattenere l’acqua che di sequestrare il carbonio a profondità maggiori, riducendo così i livelli di CO2 atmosferica. È anche un modo per invertire il fenomeno del consumo di suolo, di cui sono noti gli effetti collaterali.

viticoltura

Andrea Cairone on Unsplash

Le tecniche più utilizzate

Questa pratica agricola è attuata mediante diverse tecniche che comprendono lavorazioni del terreno ridotte al minimo, per preservarne l’habitat e le caratteristiche del terreno, la copertura del suolo, il ricorso alla rotazione delle colture, l’impiego di compost e concimi animali, l’inoculazione nei suoli di compost o estratti per ripristinare l’attività microbica del suolo, e il ricorso al pascolo gestito per arricchirne ulteriormente la vitalità del terreno.

Nello stesso tempo la rigenerazione del terreno si accompagna a quella degli ecosistemi e della valorizzazione della biodiversità, ma in termini ancora più ampi, l’idea è rinnovare anche la stessa relazione tra gli esseri viventi.

Agricoltura rigenerativa in Europa e in Italia

A livello europeo si segnala l’iniziativa dell’EIT (European Innovation Technology) Food, denominata Regenerative Agriculture Revolution. Si tratta di una serie di attività mirate ad aiutare agricoltori e aziende agroalimentari ad adottare pratiche più rigenerative e a sensibilizzare l’opinione pubblica sugli importanti benefici per la salute, l’ambiente e l’economia derivanti dal consumo di alimenti prodotti in un modo più ecologico.

Gli effetti di questo programma si sentono anche in Italia dove il 3 dicembre 2020 parte la Challenge Lab EIT Food, una 11 giorni di sfide online a colpi di collaborazione e co-progettazione.

Un’attività pratica è condotta dalla Regeneration Academy, nel sud della Spagna. Più che una fattoria, è un “villaggio” biologico che sorge su 110 ettari di terreno e che ha l’ambizione di diventare un punto di riferimento di questo modello agricolo nel sud della Spagna.

In Italia si segnala il gruppo di lavoro di Deafal denominato AOR Agricoltura Organica e Rigenerativa, costituito da esperti in campo economico, ambientale, agronomico e veterinario e che vuole fornire iniziative di formazione e informazione, contando anche sulla presenza di agronomi. Deafal (Delegazione Europea per l’Agricoltura Familiare di Asia, Africa e America Latina) è una ong che opera nell’ambito dello sviluppo rurale promuovendo la tutela ambientale e la salvaguardia della biodiversità nei Paesi del Sud e del Nord del mondo e, più in generale, l’emancipazione e lo sviluppo umano. Conta sul sostegno di numerosi partner, da Slow Food a Italia Nostra.

Andrea Ballocchi

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