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Venezia a numero chiuso: tutte le informazioni

di Mariella Caruso
27 Giugno 2022

A partire dal prossimo anno le entrate a Venezia saranno contingentate: le motivazioni che hanno spinto a inserire il numero chiuse sono varie, ma accomunate dal desiderio di favorire un turismo di qualità

 Tornelli da superare con un ticket d’ingresso che dovrà essere acquistato online dopo aver effettuato una prenotazione. Non sono le modalità dell’ingresso in un teatro o in uno stadio, ma quelle che dal prossimo anno dovranno essere seguite per visitare Venezia che diventa la prima città italiana e del mondo con accesso limitato. Inizialmente previsto per luglio 2022, a meno di altre proroghe, il city pass che farà diventare Venezia a numero chiuso sarà istituito a partire dal 16 gennaio 2023 e permetterà l’ingresso di soli 40.000 visitatori al giorno.

Venezia

Foto di Kit Suman / Unsplash

Venezia a numero chiuso: perché?

Le motivazioni che hanno portato alla decisione di limitare gli accessi a una delle città più iconiche del mondo sono molte e diverse fra loro. Ma l’obiettivo è comune: dar vita a un turismo di qualità che possa proteggere i fragili equilibri della città lagunare.

L’overtourism

Venezia è tra le città più belle del mondo. Ed è anche tra le più visitate. La classifica elaborata da Euromonitor nel 2019 (l’ultimo anno le cui presenze non state inficiate dalla pandemia) la pone al 46° posto della graduatoria internazionale. L’Istat, invece, mette Venezia al 2° posto tra le città italiane più visitate del 2019 con 12.948.519 di presenze. Si tratta di numeri incompatibili con la “fragilità” della città lagunare che, con il pass e con il numero chiuso, vuole limitare gli effetti dannosi del cosiddetto “overtourism”. L’istituzione del pass che trasforma Venezia a numero chiuso, infatti, non ha come prima motivazione una questione economica, ma di gestione del turismo.


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 Vivibilità, logistica e rifiuti

La misura che dal gennaio 2023 farà diventare Venezia a numero chiuso è stata pensata dal Comune veneto, che l’ha approvata nel 2019, per favorire il turismo di “qualità” e scoraggiare quello dei vacanzieri “mordi e fuggi”. Sono questi ultimi a mettere in crisi il sistema veneziano. L’altro numero di ingressi, infatti, rischia di paralizzare la viabilità e, soprattutto, la vivibilità di Venezia che ha a che fare con l’enorme quantità di rifiuti da smaltire e l’aumento del moto ondoso in laguna. Far diventare Venezia a numero chiuso, poi, permetterà di controllare l’evasione della tassa di soggiorno legato al fenomeno dei pernottamenti in strutture non registrate. Lo scorso aprile incrociando, alle 4 del mattino, i dati della Smart control room attraverso la quale il Comune di Venezia registra il numero degli ingressi attraverso i dati delle celle che agganciano i cellulari, le presenze non censite in città erano 40.000.

Piazza San Marco a Venezia

Foto di Claudio Schwarz / Unsplash

Venezia a numero chiuso: come funzionerà l’accesso

La tassa di sbarco per entrare in una Venezia a numero chiuso sarà richiesta dal 16 gennaio 2023 e avrà un costo che andrà dai 3 ai 10 euro a persona a seconda dei giorni di visita contrassegnati da colori diversi a seconda dell’affollamento. La visita potrà essere prenotata in anticipo e il contributo potrà essere pagato con carte di credito, Paypal o con bonifico già in fase di prenotazione. A fronte della prenotazione, sarà emesso un codice Qr che permetterà al visitatore di ottenere sconti sul trasporto pubblico, sull’ingresso ai musei e ad altre attrazioni turistiche.

Le esenzioni

Saranno esenti dal ticket di ingresso i residenti, chi vive, chi studia o lavora a Venezia. Una riduzione del 50% è prevista per chi soggiornerà in una struttura nel territorio della regione Veneto. Per l’arrivo delle navi da crociera inoltre si applicherà una tariffa unica di 7 euro per ogni passeggero che sbarcherà in Laguna.

Nessuno potrà evitare i controlli

Chi pensa di fare il furbo e saltare il pagamento, da quando sarà in vigore, rimarrà deluso. Oltre al controllo ai tornelli ci sarà un ulteriore controllo grazie a una smart control room collocata nel quartiere Tronchetto della città.

Venezia a numero chiuso per un turismo di “qualità”

Secondo il sindaco Luigi Brugnaro la “prenotabilità” di Venezia è la strada giusta da intraprendere, per una gestione più equilibrata del turismo.  Rendere Venezia a numero chiuso, però, potrebbe essere un’arma a doppio taglio per chi in città vive di turismo. Se da una parte il ticket metterà un freno all’invasione di turisti in un territorio così particolare come quello lagunare, limitando a 40.000 gli ingressi giornalieri, dall’altra c’è il rischio di un turismo di serie A e di serie B. Il ticket potrebbe disincentivare i turisti giornalieri a favore di quelli che, il Comune, considera di “alta qualità”. Ma quanti di questi frequenteranno, poi, i piccoli negozietti alimentando la piccola economia invece di quella dei grandi gruppi alberghieri?

Mariella Caruso

 

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