Wise Society : Combattere le malattie croniche con l’alimentazione: intervista a Camillo Ricordi
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Combattere le malattie croniche con l’alimentazione: intervista a Camillo Ricordi

di Vincenzo Petraglia
25 Aprile 2014

Il pioniere dei trapianti di isole pancreatiche Camillo Ricordi ci spiega come favorire, attraverso una dieta equilibrata, i meccanismi di autoriparazione dell'organismo

Nei paesi occidentali il diabete è la quarta causa di morte, con un’incidenza che raddoppierà nei prossimi 20 anni. Un problema spesso legato a sovrappeso e obesità. Se si calcola che metà degli italiani fra i 47 e i 74 anni è in sovrappeso e che gli obesi sono quasi 5 milioni (il 9% in più rispetto a 5 anni fa), ci si rende conto di quanto il problema sia preoccupante. Alla base, insieme a fattori genetici, c’è spesso un’alimentazione non appropriata, concausa, anche, di altre malattie croniche. Ne abbiamo parlato con il professor Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute and Cell Transplant Center dell’Università di Miami, pioniere dei trapianti di isole pancreatiche. L’abbiamo incontrato a Milano a margine del simposio “Science in Nutrition”, organizzato dalla Fondazione Paolo Sorbini.

Junk Food

Foto di Christopher Williams / Unsplash

Parliamo di diabete e obesità: la situazione è davvero così preoccupante nel nostro Paese?

Molto, soprattutto se si considera che il 22% dei bambini è in sovrappeso e il 10% obeso. Questi bambini saranno adulti affetti da malattie croniche, con ovvie ripercussioni sulla tenuta del sistema sanitario nazionale. Ciò costringe a una seria riflessione sulle nostre abitudini alimentari, negli ultimi tempi peggiorate perché più ricche di cibi-spazzatura e grassi nocivi alla salute. L’alimentazione è fondamentale nel processo di rigenerazione delle cellule e contribuisce a prolungare l’aspettativa di vita prevenendo patologie croniche, come il diabete appunto.

Cosa avviene esattamente dentro di noi quando non ci alimentiamo adeguatamente?

In ognuno di noi c’è bisogno di un giusto equilibrio di eicosanoidi, gli ormoni sintetizzati dalle cellule dell’organismo che ne produce di due tipi con effetti “buoni” o “cattivi”. Sono entrambi necessari ma il loro equilibrio garantisce la salute del sistema cardiovascolare, immunitario e nervoso. Quando a prevalere sono quelli “cattivi” l’organismo si infiamma e possono insorgere malattie cardiache, ipertensione, diabete, artrite, asma, depressione, Alzheimer. Si verifica ciò che viene comunemente definita “infiammazione silente”,  accesa in genere da un’alimentazione troppo ricca di cibi ad alto indice glicemico, come per esempio pasta, riso, patate e pane. Questa influisce negativamente sul sistema immunitario e, nell’ambito specifico di mia competenza, accresce il rischio di rigetto nei trapiantati. In pratica l’infiammazione “consuma” alla lunga le cellule staminali e con esse le possibilità di autoriparazione dell’organismo.

Come si può correre ai ripari?

Gli eicosanoidi controllano altri sistemi ormonali, ma non è possibile interferire farmacologicamente con la loro sintesi, influenzata invece dell’alimentazione. Questa, assieme all’attività fisica e all’assenza di fumo e alcol, diventa quindi un importante strumento di prevenzione. Gli eicosanoidi derivano dagli acidi grassi essenziali, omega-6, che si trovano nelle fonti proteiche e negli oli di semi, e omega-3, contenuti nel pesce. Purtroppo l’alimentazione di oggi è un po’ sbilanciata: ricca di omega-6 e carente di omega-3, una volta presenti anche nelle carni di animali nutriti con l’erba, oggi sempre più rari a trovarsi. Inoltre la sintesi degli eicosanoidi è influenzata anche dall’eccessivo consumo di carboidrati, che stimolano la produzione d’insulina. Una dieta più equilibrata, capace di prevenire le malattie croniche, prima causa di morte nel mondo, avrebbe bisogno quindi di un consumo moderato di carboidrati e maggiore di omega-3.

Omega-3

Foto di Ewa Urban da Pixabay

Per combattere le malattie croniche, quali sono gli alimenti che non dovrebbero mai mancare sulla nostra tavola?

Frutta e verdura ricche di polifenoli e antiossidanti, come mele, frutti bosco, pomodori, cipolle, cavoli e broccoli, oltre ad olio extravergine di oliva e appunto omega-3. Purtroppo però oggi i pesci in commercio sono spesso d’allevamento, nutriti con mangimi quasi privi di omega-3, per cui è consigliabile assumerne anche tramite integratori per assicurarsene il giusto apporto.

carote

Foto Gabriel Gurrola / Unsplash

Gli omega-3 sono un toccasana anche per il cervello…

Certo, perché contribuiscono a mantenerlo giovane e a prevenire malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, anche grazie alla capacità di favorire la produzione di BDNF (Brain Derived Neurotrophic Factor), che aiuta la produzione di neuroni e la loro connessione.

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