Wise Society : Sandro Parisotto di Scarpa «La sostenibilità parte all’interno delle aziende»
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Sandro Parisotto di Scarpa «La sostenibilità parte all’interno delle aziende»

Elisabetta Pina
12 Novembre 2021

«Dobbiamo batterci tutti per la sostenibilità. Noi lo facciamo anche in casa: fra tre anni la nostra azienda sarà interamente sociale e sostenibile. Tutti i dipendenti lo hanno capito». A dirlo è Sandro Parisotto, presidente di Scarpa, azienda storica di Asolo oggi leader mondiale nelle calzature da montagna, con una profonda sensibilità per l’ambiente e la sostenibilità. Già nel 2020 l’azienda veneta che da 80 anni si occupa di abbigliamento tecnico d’alta quota, ha trasformato il suo claim “camminare, correre, arrampicare” nella sua “personale corsa” verso la sostenibilità al 100 per cento pensando a un futuro (vicino) davvero green. Un esempio è il Green Manifesto, un programma serrato e dettagliato per la salvaguardia dell’ambiente partendo proprio all’interno della azienda che già ora produce calzature con l’esclusivo utilizzo di fonti rinnovabili, prodotti realizzati con materiali di riciclo e promuove iniziative sportive e culturali a favore dell’ambiente. Un impegno a 360 gradi, quindi, che ci racconta Parisotto.

Sandro Parisotto, CEO di Scarpa

Sandro Parisotto

Dottor Parisotto, dopo il Green Manifesto, Scarpa prosegue la sua “strada” verso la sostenibilità 100 per cento. Da Spirit, la scarpa ecosostenibile a iniziative come Climb and Clean, fino all’essere main sponsor di eventi di plogging, presidente il vostro impegno verso l’ambiente è davvero a 360 gradi, quali sono i vostri obiettivi per il 2022?

«Partiamo da una premessa. Noi siamo un’azienda che vive la montagna e la natura ogni giorno. Il rispetto per l’ambiente è un valore che spontaneamente, senza forzature, è parte del nostro DNA da sempre. Con il Green Manifesto, lanciato all’inizio del 2021 abbiamo voluto mettere “nero su bianco” i nostri principi sostenibili per concretizzarli in nuove iniziative, finalizzate ad allineare le nostre attività ai migliori standard internazionali. Si tratta di un impegno programmatico molto importante, poiché rappresenta il faro che guiderà l’azienda da qui in avanti per il prossimo futuro. Già il 100 per cento dell’energia elettrica utilizzata da noi in Italia proviene da fonti rinnovabili certificate, consentendo di neutralizzare la produzione di una quantità di CO2 di circa 1000 tonnellate ogni anno. Un impegno che si è rafforzato, a partire da inizio 2021, con l’utilizzo esclusivo di energia da biomassa vegetale a basso impatto. A ciò si somma il risparmio di emissioni già ottenuto grazie agli impianti fotovoltaici installati sulla sede di SCARPA, che verranno rinnovati e ampliati nei prossimi mesi. Le iniziative sono tantissime e l’impegno in questa direzione è a 360 gradi, unito alla ricerca di prodotti altamente innovativi e all’avanguardia, come dimostrano i notevoli investimenti in Ricerca e Sviluppo nell’ordine di circa il 5 per cento del fatturato».

Quanto è importante per lei fare “educazione ambientale” all’interno della sua azienda?

Nirmal Purja, ambassador SCARPA

Nirmal Purja, ambassador SCARPA, primo uomo ad avere scalato il K2 nei mesi invernali, con ai piedi lo scarpone Phantom 8000 HD – Foto Scarpa

«Ritengo fondamentale la diffusione di una cultura di rispetto dell’ambiente all’interno della nostra azienda.

Per questo motivo, nell’ambito del Green Manifesto, tra le prime iniziative concrete portate avanti c’è l’istituzione di una figura professionale denominata “ambasciatore di sostenibilità”. Sono 16 i nostri dipendenti nominati Sustainability Ambassador e sono distribuiti in ogni funzione aziendale e a disposizione dei colleghi per qualsiasi domanda in materia di sostenibilità, avendo una specifica competenza e sensibilità. Ma non solo: tutto il nostro personale della sede italiana di Asolo è stato formato sui temi dell’innovazione sostenibile. Non poteva essere altrimenti rivolgersi agli appassionati di montagna e outdoor e promuove questi valori».

Il mondo si sta muovendo, finalmente, per cercare di cambiare le cose. A farlo sono soprattutto i giovani che scendono in campo con determinazione. Che opinione si è fatto dei nuovi eroi green da Greta ai Fridays For Future italiani?

«Indubbiamente ogni iniziativa mirata alla sensibilizzazione delle persone su temi così importanti, se fatta con basi scientifiche e cognizione di causa, può essere un tassello significativo di un più ampio mosaico. I giovani in special modo sono il motore del cambiamento, e credo in generale che aziende come la nostra abbiano una forte responsabilità nel diffondere i giusti messaggi. Proprio per veicolare in modo coerente ed efficace i nostri valori aziendali, scegliamo con attenzione i suoi ambassador. Alcuni tra i più importanti atleti di climbing, trekking, scialpinismo, alpinismo e trail running rappresentano la nostra azienda nelle competizioni di tutto il mondo e si fanno portavoce del “mondo Scarpa” sensibilizzando sulle tematiche ambientali e di sostenibilità».

Secondo lei, in ambito di sostenibilità, le aziende italiane come si stanno muovendo?

«È un dato di fatto che la sensibilità da parte del mondo industriale e delle aziende sia aumentata negli ultimi anni, anche se indubbiamente la strada è ancora lunga. Un brand come il nostro sente il dovere di farsi portavoce dei valori di rispetto per l’ambiente e la montagna, e più generale per la natura. Questi sono imprescindibili per noi e il nostro impegno in questo ambito parte da molto lontano. Crediamo che non ci siano percorsi alternativi a quello della sostenibilità e le aziende più grandi e più innovative devono essere un esempio per tutti. Quando parliamo di sostenibilità, in primis gli obiettivi sono produrre inquinando il meno possibile e creare prodotti che a fine vita non inquinino. In senso più ampio, stiamo portando avanti una logica di certificazione della sostenibilità, che ci proietta in una dimensione di sostenibilità sociale, dunque di rispetto e attenzione verso la propria comunità: è questo il vero cambiamento che tutte le aziende sono oggi chiamate ad affrontare».

Secondo lei, quanto in Italia siamo “responsabilizzati” dei nostri acquisti in ottica di sostenibilità?

«I consumatori, specialmente i più giovani che si stanno avvicinando al mondo outdoor in questo periodo, sono sempre più sensibili a questi temi e le loro scelte di acquisto si orienteranno sempre più in questa direzione. Questa rinnovata coscienza ambientale non può che essere un punto di partenza per le aziende, che dovranno adeguarsi alle nuove esigenze e sensibilità del mercato».

La montagna oggi sta acquistando sempre più valore, sia dal punto di vista turistico sia spirituale. Sta diventando un simbolo del nuovo modo di viaggiare, sempre più sostenibile. La sua azienda è in qualche modo promotrice di questi valori?

«La pandemia ha modificato le abitudini delle persone e ha fatto riscoprire la montagna e l’outdoor in generale. Scarpa da sempre è sinonimo di amore per la montagna, un luogo magico e straordinario che merita attenzione: non possiamo dunque che essere contenti di questa riscoperta, purché sia accompagnata da una coscienza legata al rispetto di questi luoghi. Dal nostro punto di vista questi valori si declinano anche nel creare dei prodotti sostenibili, il che significa realizzare scarpe e scarponi fatti per durare. La cura con cui creiamo le nostre calzature non è finalizzata soltanto al risultato estetico e funzionale: un prodotto più solido e durevole è anche più sostenibile perché – dovendo essere sostituito con meno frequenza – riduce nella maniera più immediata i consumi. La spinta innovativa dell’azienda si rivolge sempre di più al trovare metodi di produzione e materiali ecosostenibili, sull’esempio del Pebax® Rnew, il materiale totalmente biologico e riciclabile che Scarpa ha utilizzato per prima nei suoi scarponi da scialpinismo. In aprile abbiamo lanciato sul mercato Mojito Bio, la prima scarpa certificata biodegradabile al 100%, mentre in giugno è stata la volta di Spirit, una calzatura dall’anima eco-sostenibile realizzata con materiali riciclati e rinnovabili. Si tratta di due prodotti che rappresentano per noi un passaggio fondamentale all’interno del nostro percorso e tracciano la rotta per il futuro di un intero comparto. Nei prossimi anni i materiali green saranno sempre più protagonisti di questa svolta».

Mojito bio, scarpa biodegradabile

Moijto Bio – Foto Scarpa

Elisabetta Pina

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