Wise Society : Housing sociale anni Settanta
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Housing sociale anni Settanta

Piscine all'aperto, solarium, palestre, chiese, negozi e parcheggi. Un villaggio autonomo e circondato dal verde. Un progetto innovativo che ha anticipato i tempi

16 dicembre 2009

Alterlaa.netA prima vista può far pensare a un’architettura alveare, luogo residenziale per cittadini sfortunati. Ma con a uno sguardo più attendo questo complesso residenziale di 24 palazzi, ognuno con 27 piani, sorto alla periferia di Vienna tra il 1973 e il 1985, ha alcuni aspetti molto innovativi e decisamente in anticipo sui tempi. Si tratta infatti degli albori di un fare architettura sociale che oggi affascina  architetti, politici e imprenditori, concordi nel valutare quanto il cosiddetto Social Housing possa diventare un’opportunità per migliorare la qualità della vita di persone poco abbienti e rappresentare un’opportunità di impresa. I palazzi viennesi sono stati pensati come delle piccole cittadelle autonome con tanto di chiesa, scuole, centri commerciali, parcheggi e ristoranti. Non solo, ma sul tetto di ogni edificio si trovano piscine scoperte: uno dei luoghi, come campi da tennis, palestre, saune, solarium e piscine coperte (frequentate dal 70% dei residenti), presenti negli edifici per coltivare la salute del corpo. Il complesso è circondato da giardini con i giochi per i bambini e i primi 15 piani sono stati ideati con terrazze a verde che anticipano i giardini verticali ora tanto in voga nelle architetture delle metropoli internazionali. (www.alterlaa.net)

 

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