Wise Society : Cosa vedere e fare a Losanna, una delle città più ecosostenibili d’Europa

Cosa vedere e fare a Losanna, una delle città più ecosostenibili d’Europa

di Vincenzo Petraglia
29 Novembre 2022

La capitale del Canton Vaud, affacciata sul Lago di Ginevra, è una delle città della Svizzera dove si vive meglio fra parchi, arte, eventi e dintorni ricchi di vigneti, castelli, treni panoramici e tante opportunità per fare sport all'aria aperta. In qualsiasi periodo dell'anno

È una delle città più green e dove si vive meglio della Svizzera, con i suoi tanti parchi, gli spazi per fare sport, i molti luoghi per la cultura. Losanna, capitale del Canton Vaud, a quaranta minuti dall’aeroporto di Ginevra e a meno di un’ora di battello  dalla cittadina di Evian, in Francia, offre molto a chi decide di visitarla. Vediamo dunque cosa visitare e cosa fare a Losanna, sia in città che nei meravigliosi dintorni. 

Losanna

Una vista della città di Losanna (Foto: www.diapo.ch – Courtesy Lausanne Tourisme).

Cosa vedere e cosa fare a Losanna

Affacciata sul Lago di Lèman, noto anche come Lago di Ginevra, con sullo sfondo alcune delle più belle vette alpine svizzere e le magnifiche colline del Lavaux, con i suoi vigneti terrazzati che arrivano fin quasi al pelo dell’acqua dichiarati nel 2007 Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, Losanna sorge in una posizione davvero strategica in un contesto paesaggistico ragguardevole, non per nulla scelta nel 1915 da Pierre de Coubertin per trasferirvi la sede del Comitato Olimpico Internazionale. Da allora il suo destino si è indissolubilmente legato allo sport, anche grazie al contesto in cui si trova, con il lago, ideale per jogging e lunghe passeggiate e per le discipline nautiche, e la massiccia presenza di piste ciclabili e verde cittadino (350 ettari di parchi e giardini pubblici, con una media quindi di 200 metri quadri di verde per ciascun abitante).

Il centro storico di Losanna: fra medioevo, cioccolaterie e ristoranti stellati

Il cuore medievale di Losanna, detto la Cité, è una vera chicca e si sviluppa intorno al castello, risalente al XIV secolo, e alla splendida cattedrale gotica di Notre-Dame, una delle più importanti della Svizzera, costruita tra il 1170 e il 1240 con le sue torri e le sue guglie. Qui, da oltre seicento anni, si perpetua una suggestiva tradizione risalente al 1405: ogni notte, per cinque volte dalle 22 alle 2, il “guet” (la vedetta cittadina) scandisce i rintocchi dell’orologio con la stessa rassicurante voce dei predecessori che in passato vigilavano sulla città per tenerla al sicuro da invasioni e catastrofi.

Dalla torre, per raggiungere la quale bisogna salire 153 gradini, si gode di una magnifica vista sul lago e fino alla costa francese e sulla città con le sue viuzze acciottolate brulicanti di cioccolaterie (fra tutte Blondel, la più antica, Durig e La Chocolatiere), negozi e locali storici (come il Tabac Besson, dove Georges Simenon, l’inventore del celebre Commissario Maigret, era solito rifornirsi di tabacco e pipe, e La Pinte Besson, il più antico luogo di ristoro della città, costruito nel 1780).

Senza dimenticare i diversi ristoranti stellati: Losanna è la capitale della gastronomia elvetica, eredità del grande Fredy Girardet, designato cuoco del secolo dai più grandi critici gastronomici francesi. Una cultura gastronomica che si lega a quella del buon vino, prodotto secondo tradizione nelle spettacolari vigne terrazzate del Lavaux: Chasselas e Pinot nero, ma anche Gamaret, Garanoir, Viognier, Merlot.

stazione metro

Diversi quartieri di Losanna sono stati negli ultimi anni recuperati e trasformati in zone molto trendy (Foto: VP).

I nuovi quartieri fra rigenerazione urbana, musei e movida

La capitale olimpica, nominata migliore piccola città del mondo (con una popolazione cioè al di sotto dei 200mila abitanti) dalla nota rivista internazionale di lifestyle Monocle, non è solo tradizione: antico e moderno si mescolano imprescindibilmente, e lo si vede dai diversi quartieri che negli ultimi anni hanno cambiato volto con interventi di recupero molti dei quali incentrati sulla bioedilizia. Come il Flon, in passato vecchia area industriale dismessa e oggi una delle zone più cool della città, pullulante di locali e discoteche (il D! Club è stato eletto il miglior club della Svizzera), ristoranti e atelier di artisti e designer, o il Rotillon, altro quartiere diventato molto trendy, esempi mirabili di riqualificazione urbana e dinamismo di una città in fermento.

Museo

Il nuovo quartiere delle arti Plateforme 10 (Foto: Lausanne Tourisme).

Come dimostra anche il grande progetto Plateforme 10, il nuovo quartiere delle arti del vecchio scalo ferroviario cittadino, che ospita vari musei con taglio contemporaneo in una città che di musei ne conta davvero tanti (una ventina). Fra tutti, la Fondation de l’Hermitage, che ospita mostre sempre di grande impatto, e la Collection de l’Art Brut, o dell’Arte grezza, davvero unico nel suo genere, con opere di un’arte spontanea e lontana da ogni schema e stereotipo culturale realizzate da quelli che si possono definire dei “non artisti”, come malati psichiatrici o persone con storie difficili. E naturalmente, il Museo Olimpico, per un avvincente viaggio nel mondo dello spirito olimpico, inaugurato nel 1993 e interamente ridisegnato nel 2013 secondo le più moderne soluzioni tecnologiche e architettoniche. Infine, una vera chicca: Aquatis, dedicato al mondo degli animali e degli ecosistemi del pianeta, a cui sono collegati anche importanti progetti di salvaguardia del regno animale e degli ambienti che abitano.

L’architettura di Losanna fra passato, presente e futuro

Proprio l’architettura è un altro degli appeal della città, da quella medievale a quella contemporanea, passando per le splendide architetture di fine ‘800-inizio ‘900 di alcuni degli alberghi più noti del mondo (a Losanna venne fondata nel 1893 la celebre École hôtelière de Lausanne, la prima e più antica scuola di management alberghiero del mondo) come il Lausanne Palace, 5 stelle dove risiedono i membri del Cio, l’Hotel de l’Angleterre, frequentato anche da Lord Byron, e Hotel Châteaux d’Ouchy, proprio sul lago.

Per chi ama l’architettura contemporanea, nel campus universitario dell’École Polytechnique Fédérale (Epfl), il Rolex Learning Center, progettato dallo studio giapponese Sanaa, diventato un’icona del design contemporaneo, e lo SwissTech Convention Center, inaugurato nel 2014, edificio futuristico in grado di accogliere congressi scientifici internazionali con 3.000 posti a sedere, dotato di tecnologie sofisticate ed ecosostenibili, come quella della facciata costituita da pannelli solari colorati che assicurano la produzione dell’energia elettrica necessaria per l’intera struttura.

Il green, d’altronde, è uno dei capisaldi del governo locale, insignito più volte dell’European Energy Award Oro – Città dell’Energia, proprio per la capacità di Losanna di essere pioniera della sostenibilità con soluzioni tese al risparmio energetico e allo sviluppo delle fonti rinnovabili, con la presenza di verde in città (350 ettari di parchi e giardini pubblici), piste ciclabli, e tutto quanto possa incentivare stili di vita e azioni ecofriendly.

Losanna a natale

Losanna a Natale si trasforma in un caleidoscopio di luci e colori (Foto: Courtesy Lausanne Tourisme).

Losanna fra eventi, luci e atmosfere natalizie

Musei e architettura si legano a un altro aspetto su cui Losanna sta puntando molto, quello della cultura e degli eventi. Imperdibili i cartelloni del Théâtre de Vidy e dell’Opéra de Lausanne, come imperdibili sono anche la Festa delle Luci (Festival Lausanne Lumières), che in tutto il periodo natalizio trasforma la città in un caleidoscopio di colori e luci proiettate sugli edifici simbolo del centro, e il Bô Noël, che anima fino alla fine dell’anno il centro con svariati mercatini natalizi, che rendono ancora più magica l’atmosfera di questa città. Eventi che rientrano nel fitto calendario di iniziative messe in campo da Lausanne Tourisme per rendere la città ancora più attrattiva anche nel periodo invernale.

Cosa fare e cosa vedere nei dintorni di Losanna

I dintorni di Losanna, di cui si può andare alla scoperta facilmente e in modo molto conveniente tramite il Lausanne City Pass, che consente di acquistare un unico biglietto a tariffa agevolata della durata di uno, due o tre giorni e di prendere tutti i mezzi di cui si ha bisogno sia in città che fuori, offrono svariati appeal. Le colline del Lavaux intorno a Losanna sono spettacolari e danno il meglio di sé soprattutto nel periodo autunnale, quando gli sconfinati vigneti terrazzati che le ricoprono (facilmente raggiungibili in treno dal centro città in una decina di minuti), Patrimonio Unesco dal 2007, si infiammano di rosso. Si può andare di cantina in cantina, in mountain bike o facendo trekking, per degustare i migliori vini del Lavaux, come lo Chasselas e il Pinot nero, il Gamaret, il Garanoir, il Viognier e il Merlot.

Colline vigneti e lago

Le colline con i vigneti terrazzati del Lavaux, patrimonio Unesco (Foto: VP).

Il tutto avendo come sfondo l’azzurro del Lago di Lèman (vale la pena prendere il battello d’epoca Montreux, risalente al primo ‘900, che collega le varie cittadine affacciate sul lago) e alcune delle più belle vette alpine svizzere. Una cornice fiabesca che non a caso ha affascinato e ispirato grandi nomi dell’arte e della letteratura: da Rousseau a Voltaire, da Mozart a Goethe, passando per Stendhal, Victor Hugo, Strauss, Stravinsky, George Sand, George Simenon, Coco Chanel, Jean Cocteau fino al nostro Hugo Pratt, che qui diede disposizione di essere sepolto e dalla cui penna nacque l’intramontabile mito di Corto Maltese.

Montreux, Chillon e Vevey: tra musica, cinema e castelli fiabeschi

A una trentina di chilometri da Losanna, Montreux è la località di villeggiatura più nota della zona, nota non a caso come Riviera di Montreux: un tratto di costa del lago davvero suggestivo con alle spalle la spettacolare vetta Rochers-de-Naye, raggiungibile con un treno a cremagliera.

Montreux, la città dei grandi miti della musica

La fama di Montreux comincia già nell’800 quando, anche grazie al suo speciale microclima mediterraneo, diventa meta prediletta di nobili e benestanti inglesi. È così che diventa tappa del Grand Tour e di figure come Mary Shelly, l’autrice di Frankenstein, e Lord Byron. Il centro storico è un rincorrersi di viuzze acciottolate e palazzi belle époque, come quella dello storico Hotel Fairmont Le Montreux Palace, dove nel 1936 venne firmata la Convenzione di Montreux per regolamentare la navigazione dello Stretto dei Dardanelli nel Bosforo. La terrazza panoramica, magari per un un tè o un caffè, è imperdibile.

Il lungolago di Montreux è delizioso e fra i simboli della cittadina c’è la scultura dedicata a Freddie Mercury, che qui visse per diversi anni componendo con i suoi colleghi l’ultimo album dei Queen, “Made in Heaven”, registrato negli storici Mountain Studio. La cittadina è stata da sempre città della musica. Nello storico Casinò di Montreux, costruito nel 1881, si sono esibiti moltissimi grandi musicisti e si sono scritte le pagine della storia musicale dagli anni ’70 con ospiti quali i Doors, i Rolling Stones, i Led Zeppelin, i Pink Floyd, i Deep Purple, David Bowie, Michael Jackson e molti altri, che hanno portato Montreux a ospitare uno dei festival del jazz più famosi al mondo.

castello di chillon

Il Castello di Chillon, non lontano da Losanna, risalenti all’XI secolo (Foto: VP).

Il castello di Chillon, fra letteratura e storia

Dal centro di Montreux parte la Promenade verso Villeneuve, che dopo circa tre chilometri porta al meraviglioso Château de Chillon, risalente all’XI secolo, uno dei castelli più affascinanti d’Europa e il più visitato della Svizzera, reso immortale da Lord Byron, che proprio qui ambientò il suo celebre romanzo Il Prigioniero di Chillion. Costruito su un isolotto roccioso, è un luogo di grande fascino con i suoi bastioni e le sue torri, i camminamenti e le sue sale affrescate. Qui meritano una sosta anche il Café Byron, per una gustosa pausa ristoro, e il museo del Fort de Chillon, per vivere, anche attraverso la realtà virtuale, l’esperienza della vita militare in un bunker.

Vevey, la cittadina di Charlie Chaplin e Le Corbusier

Sempre lungo la Promenade, ma dal lato opposto, andando verso Losanna si raggiunge Vevey, altra piccola gemma della Riviera. Il centro storico è un intrico di vicoletti lastricati, ristoranti, boutique e atelier, il lungolago una delizia per passeggiate sospesi nel tempo, mentre, ogni martedì e sabato mattina, il Mercato della Grande Place, un’esplosione di colori e profumi.

In questo contesto decise di trascorere gli ultimi 25 anni della sua vita l’indimenticabile Charlie Chaplin, cui è dedicato, nella vicina Corsier-sur-Vevey, il Chaplin’s World, un incredibile viaggio nel geniale mondo dell’interprete di film come Il Grande Dittatore e Tempi moderni, che, rifiutato dall’America del Maccartismo, nel Vaud aveva trovato la sua nuova patria. Altro museo imperdibile è l’Alimentarium – Musée de l’Alimentation, unico nel suo genere: un coinvolgente percorso interattivo nel mondo del cibo, fra abitudini e falsi miti da sfatare. Come pure imperdibile, per gli amanti dell’architettura, è la Villa “Le Lac” di Le Corbusier, piccolo gioiello funzionalista che il grande architetto svizzero naturalizzato francese progettò nel 1923 sulle rive del lago.

passerella ghiacciaio Glacier 3000

La spettacolare passerella Peakwalk (Foto: Glacier 3000)

Glacier 3000, fra adrenalina, sport invernali e viste mozzafiato

Un po’ più distante, raggiungibile con un trenino panoramico da Montreux, merita un’escursione, sopra Gstaad, al confine fra il Canton Vaud e il Cantone Vallese (du Valais) e il Cantone di Berna, il Glacier 3000, dove, a tremila metri di quota, si trova, oltre a tracciati per gli sport invernali e a un ristorante panoramico, anche il Peak Walk by Tissot. Si tratta di un ponte sospeso che collega due vette del ghiacciaio, Les Diablerets: una passerella di metallo, lunga ben 107 metri e larga solo 80 centimetri, poco adatta a chi soffre di vertigini ma in grado di offrire adrenalina e soprattutto una vista mozzafiato. Si possono, infatti, ammirare ben 24 cime innevate alte più di 4.000 metri, fra cui l’Eiger, il Mönch, la Jungfrau, il Cervino, il Grand Combin e sullo sfondo persino il Monte Bianco. Scenari davvero indimenticabili.

Vincenzo Petraglia

>>  TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE >>> Carinzia Slow Food: tuffo nella bellezza fra terme, natura e cibi antichi

© Riproduzione riservata
Altri contenuti su questi temi: , ,
Continua a leggere questo articolo: