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Ciclovie d’Italia, il futuro è nella mobilità turistica

Nel nostro paese si contano, sulla carta, 6000 km di ciclovie nazionali: i fondi ci sono e alcuni progetti sono già partiti.

Andrea Ballocchi
8 maggio 2019

C’è il Giro d’Italia che sta per partire, ma per i milioni di appassionati che salgono in bicicletta per passione la notizia più importante è rappresentata dai seimila chilometri che compongono il sistema nazionale di ciclovie turistiche che attraversano il Belpaese.

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La mappa delle ciclovie italiane, Foto: MIT (www.mit.gov.it)

Per ora di certo c’è la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale a inizio anno del decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti dedicato alla “Progettazione e realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche” in cui si precisano le cifre stanziate per finanziare i costi della progettazione e della realizzazione del sistema nazionale di ciclovie turistiche, ciclo-stazioni e di interventi concernenti la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina. Le risorse superano i 361 milioni di euro, suddivisi annualmente fino al 2024, ma c’è ancora da lavorare per vedere realizzate le infrastrutture. Per ripartire le risorse, si legge in una nota, il Ministero è in attesa che le Regioni inviino gli studi di fattibilità entro fine 2019.

CICLOVIE E LAVORI IN CORSO – Le infrastrutture nazionali sono dieci: Ciclovia del Sole (Verona-Firenze); la VenTo (Venezia-Torino); Ciclovia dell’Acquedotto pugliese (500 km), che va da Caposele (Avellino) a Santa Maria di Leuca (Lecce), quest’ultima terminale della Adriatica, che parte da Chioggia (Venezia); la Tirrenica, che si snoda da Ventimiglia (Imperia) a Roma. Ci sono poi: la Ciclovia della Sardegna (1230 km) che parte da S. Teresa di Gallura (Olbia Tempio) a Sassari passando per Cagliari; la Ciclovia della Magna Grecia (1000 km), da Lagonegro (Potenza) a Pachino (Siracusa); la Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia (150 km); il Grab di Roma (44 km); e la Ciclovia del Garda, itinerario ad anello lungo il lago omonimo, partendo e terminando a Peschiera del Garda (Verona).

Come procedono i lavori? Facciamo il punto su alcune di queste: per la Ciclovia del Sole (670 km, tra Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana) pochi giorni fa è stato presentato un evento nazionale di presentazione a Bologna, città dove a marzo è stato dato il via ai lavori per realizzare un tratto in terra, circa 46 km, in prevalenza lungo l’ex ferrovia Verona-Bologna, tra Emilia Romagna e Lombardia, che dovrebbe essere ultimato entro giugno 2020. A oggi è stato ultimato il tratto che dal Brennero arriva a Mantova, e dopo l’Emilia si passerà in terra toscana per ultimare la tratta che si innesta nella Euro Velo 7, una delle più importanti ciclovie d’Europa, da Capo Nord a Malta (7.400 km totali). Altrettanto importante è VenTo (700 km circa), ovvero EuroVelo 8, al momento è stato realizzato lo studio di fattibilità “che richiede ancora le fasi di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva”, si fa sapere attraverso il sito web ufficiale.

Per la Ciclovia del Garda (140 km) posta tra le prime due arterie nazionali, dopo il primo tratto di pochi chilometri inaugurato l’anno scorso, si è avuto l’ok del protocollo d’intesa, con cui è stato dato il via a un nuovo capitolo del percorso per realizzare la pista ciclabile lungo il più grande lago d’Italia. Si va verso il protocollo d’intesa tra le sei regioni in cui passerà l’infrastruttura, come allo stesso punto si è per la Adriatica e la Magna Grecia.

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Ciclovie: l’8,4% dell’intero movimento turistico in Italia è rappresentato dalle presenze dei cicloturisti Foto di fgmsp/Pixabay

IL GIRO D’AFFARI MILIARDARIO DEL PRODOTTO INTERNO BICI – Se per realizzare le ciclovie nazionali si ragiona sul prossimo futuro, al presente ci sono già dati importanti, riguardanti le presenze cicloturistiche rilevate nel 2018: sono state ben 77,6 milioni le presenze registrate nelle strutture ricettive e nelle abitazioni private, che rappresentano l’8,4% dell’intero movimento turistico in Italia. Significa che più di sei milioni di persone hanno deciso di fare vacanza in bicicletta. Questi dati fanno parte del primo rapporto sul cicloturismo e cicloturisti in Italia realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente, che ha messo in luce anche l’aumento dei cicloturisti sia aumentato del 41% tra il 2013 e il 2018, generando oggi un valore economico pari a 7,6 miliardi di euro all’anno. “Una cifra enorme che porta a quasi 12 miliardi di euro il valore attuale del PIB (Prodotto Interno Bici), ovvero il giro d’affari generato dagli spostamenti a pedali in Italia, calcolando la produzione di bici e accessori, delle ciclo-vacanze e dell’insieme delle esternalità positive generate dai cittadini in bicicletta”, segnala in una nota la stessa Unioncamere.

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