Wise Society : L’Italia dei rifiuti è a due velocità
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L’Italia dei rifiuti è a due velocità

L'Ispra fotografa il "pattume" del Belpaese nel "Rapporto rifiuti urbani" 2013: cala la produzione pro-capite, aumenta la raccolta differenziata e il riciclo, ma il 37% finisce ancora in discarica contro lo 0,5% della Germania

Mariella Caruso
29 luglio 2014

Discarica a Catania - Foto Flickr by Giuseppe CroceÈ un’Italia a due velocità quella fotografata dal rapporto Rifiuti Urbani di Ispra. Non tanto nella produzione di rifiuti, in calo in tutto il Paese coerentemente con gli indicatori socio-economici in calo per la crisi, ma per quanto riguarda la gestione degli stessi a partire dalla raccolta differenziata che è ancora una chimera in alcune regioni. Non è un caso che lo smaltimento in discarica sia ancora una forma di gestione più che diffusa tra i nostri confini con il 37% dei rifiuti dei rifiuti urbani prodotti che lì vengono indirizzati contro lo 0,5% della Germania e il 3% di Svezia, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca e Austria. Dai dati del rapporto che fotografa l’Italia dei rifiuti del 2013 risulta che sono 6,3 milioni le tonnellate di rifiuti di rifiuti urbani conferiti nelle 180 discariche attive (solo 9 in meno rispetto al 2012).

Sono 44, invece, gli impianti di incenerimento con la maggior parte di questi operanti nelle regioni settentrionali con 28 impianti dei quali 13 in Lombardia e 8 in Emilia Romagna. Soltanto 16 quelli che sono ubicati nel resto d’Italia, equamente divisi tra Centro e Sud. Ad essere incenerite sono 5,8 tonnellate di rifiuti di cui 2,5 milioni di indifferenziati, oltre 1,8 di frazione secca, oltre 1 milione di Css (combustibili solidi speciali) e 418 mila di rifiuti speciali tra cui 35 mila di rifiuti sanitari.

Per quanto riguarda il trattamento meccanico biologico (Tmb) i rifiuti avviati sono 9,1 milioni di tonnellate di cui 8,8 milioni di rifiuti urbani indifferenziati, sia urbani sia di altre frazioni merceologiche. Gli impianti in funzione sono 117: di cui 39 al Nord, 32 al Centro e 46 al Sud. Fuori dall’Italia esportiamo, invece, 395 mila tonnellate di rifiuti per il 99,3% non pericolosi. La maggior parte di questi vengono “inviati” nei Paesi Bassi che ne accoglie il 23,9%; seguono l’Austria con il 22,4%, la Slovacchia (10,7%) e la Cina (10,1%). Di contro importiamo ne importiamo 218 tonnellate in prevalenza dalla Francia (160 mila).

CALANO I RIFIUTI DA IMBALLAGGIO. Sono stati 11,3 milioni di tonnellate gli imballaggi e rifiuti di imballaggio raccolti nel 2013, con un calo di 48 mila rispetto al 2012. Il ribasso è in linea con la tendenza del mercato nazionale, sia in termini di consumi delle famiglia, sia di attività industriali. Il recupero si attesta intorno a oltre 8,7 milioni di tonnellate, con un incremento di 96 mila tonnellate rispetto al 2012. Di questo recupero l’87,2% è rappresentato dal riciclo, il restante 12,8 viene destinato invece al recupero energetico.

Foto by Flickr - Luca Conti PRODUZIONE E DIFFERENZIATA. Per quanto riguarda la produzione dei rifiuti in Italia nel 2013 si è fermata a 29,6 milioni di tonnellate, quasi 400 mila in meno rispetto al 2012 con un calo percentuale dell’1,3%. Un calo coerente, come detto in apertura, con la contrazione della spesa delle famiglie che nel 2013 si è attestata tra l’1,9 e il 2,5%. A livello nazionale nel 2013 ogni italiano ha prodotto in media 18 chili di rifiuti in meno con un calo percentuale del 3,6% che segue la diminuzione di 23 chili già registrata nel 2012. La regione che produce più rifiuti è l’Emilia Romagna con 625 kg di prodotti pro-capite, segue la Valle D’Aosta (565) e la Liguria (559). Un altro capitolo riguarda la raccolta differenziata – base per ogni tipo di riciclo e utilizzo ulteriore dei rifiuti – perché le variazioni tra le regioni sono molto spiccate e passano dal 64,6% di Veneto e Trentino Alto Adige fino al 13,4% della Sicilia che conquista una poco onorevole maglia nera. In generale la percentuale nazionale di raccolta differenziata raggiunge il 42,3% con un aumento del 2,3% rispetto al 2012 quando si attestava al 40%. A primeggiare è il Nord con il 54,4% di differenziazione, segue il Centro con il 36,3% e il Sud con il 28,9%. Oltre veneto e Trentino, tra le regioni più virtuose ci sono Friuli Venezia Giulia (59,1%), Marche (55,5%), Piemonte (54,6%), Lombardia (53,3%), Emilia Romagna (53%) e Sardegna (51%). Al Sud fa bene la Campania con il 44%.

PER CONCLUDERE. Se lo smaltimento in discarica interessa il 37% dei rifiuti, il riciclaggio e il trattamento raggiungono il 38,7% della produzione nazionale. A essere recuperato è il 14,6% della frazione organica formata dall’umido e dal verde e il 24,1% delle restanti frazioni merceologiche; il 19,2% dei rifiuti è incenerito; l’1,9% avviato ai cementifici per essere utilizzato come combustibile per la produzione di energia; lo 0,7%, dopo opportuno trattamento, serve per la copertura delle discariche; l’1,7% costituito da rifiuti già lavorati in impianti di trattamento meccanico biologico viene inviato a ulteriori trattamenti quali la raffinazione per la produzione di combustibili solidi speciali (Css) o la biostabilizzazione mentre l’1,3% viene spedito all’estero.

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