Wise Society : L’anestesia generale ai bambini non fa male
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L’anestesia generale ai bambini non fa male

Infondato l’allarme sui possibili danni neurologici nei piccoli pazienti. I difetti dell’apparato genitourinario tra le prime cause di intervento in età pediatrica

Fabio Di Todaro
20 novembre 2015

Infondato l’allarme sull'anestesia generale ai bambini, Foto FlickrNessuna conseguenza per i bambini sottoposti a un intervento chirurgico in anestesia generale nel corso dei primi mesi di vita. Sono chiare le conclusioni di una ricerca pubblicata su The Lancet, mirato a indagare gli effetti dell’anestesia generale sul sistema nervoso centrale. A dispetto di alcuni possibili danni ipotizzati al termine di alcune ricerche su modelli animali, le preoccupazioni appaiono ingiustificate.

NESSUNA CONSEGUENZA A DUE ANNI DALL’INTERVENTO – Il messaggio giunge dal congresso della Società statunitense di anestesiologia, svoltosi a San Diego. È in questo contesto che sono stati discussi i risultati dello studio multicentrico GAS, condotto su 722 neonati – tutti nati da meno di cinque mesi, molti dei quali prematuri – sottoposti a chirurgia per ernia inguinale in Italia, Stati Uniti, Australia, Regno Unito, Canada, Paesi Bassi e Nuova Zelanda. Prima degli interventi, durati in media un’ora, la metà dei bambini aveva ricevuto un’anestesia generale e l’altra metà un’anestesia spinale. Nessun problema è emerso nei successivi due anni, come confermato dai test neurologici e cognitivi. Un’evidenza che prova per la prima volta come «l’esposizione per un’ora all’anestesia generale non è un problema per i bambini», afferma Nicola Disma, anestesista dell’Istituto Gaslini di Genova, coinvolto nel progetto con il Buzzi di Milano e l’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo.

COSA RESTA DA SCOPRIRE? – Si può dunque escludere che, nel breve termine, l’anestesia generale ai bambini possa comprometterne lo sviluppo del sistema nervoso. Ma, come spiega Disma, «siccome la capacità di ragionamento e la memoria continuano a evolvere per tutta la vita», gli stessi pazienti saranno rivalutati al compimento del quinto anno di vita. Assodate le conclusioni dell’analisi intermedia, adesso l’obiettivo è escludere qualsiasi disfunzione riguardante anche le aree cerebrali più complesse. Rimane da valutare anche un’esposizione più prolungata oltre che multipla, sullo Foto Iguanageek Flickrsviluppo nervoso e cognitivo di un bambino.

QUANDO SI USA IL BISTURI COI BAMBINI? – Qualsiasi intervento chirurgico provoca paura e dolore nei bambini. La difficoltà nel renderli immobili rende quasi sempre necessario il ricorso all’anestesia generale. Stando ai dati forniti dalla Società Italiana di Chirurgia Pediatrica, gli interventi più comuni riguardano i bambini affetti da criptorchidismo (quando il testicolo non si trova nello scroto, solitamente l’intervento viene effettuato dopo un anno di vita), stenosi della valvola pilorica (impedisce il passaggio del cibo dall’esofago allo stomaco), idrocele e infiammazione dell’appendice. L’intervento è sempre preceduto da una visita preoperatoria, in cui i genitori vengono informati in merito alla procedura e si valuta quale sia la procedura anestesiologica – che può avvenire per inalazione o attraverso una puntura, la scelta avviene in base all’età del paziente – più sicura ed efficace.
Twitter @fabioditodaro

 

 

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