Wise Society : Vuoi dire stop alle sigarette? Ecco cosa ci guadagni (in salute)
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Vuoi dire stop alle sigarette? Ecco cosa ci guadagni (in salute)

Essere consapevoli dei rischi che si corrono cominciando o continuando a fumare è il primo passo per decidere di non farlo o per smettere del tutto. Perchè, come dimostrano le ricerche della Fondazione Veronesi, il tabagismo è una dipendenza che può costare cara. Non solo al portafoglio

Laura Campo
10 maggio 2013

La testa, Fondazione Umberto VeronesiChe il fumo faccia male alla salute non è certo una novità. C’è scritto anche sui pacchetti di sigarette in bella vista. Ma la Fondazione Veronesi, che il 25 maggio prossimo festeggia i primi 10 anni di attività, non si stanca di elencare nel dettaglio i danni al nostro organismo che arrivano dall’uso (anche minimo) di sigarette. Con la convinzione che informare sui rischi che si corrono non sia una “minaccia” di cattivo gusto ai tabagisti, ma un atto di doverosa divulgazione scientifica.

Ecco allora un quadro della situazione messo a punto proprio con i consigli degli esperti della Fondazione rivolto a chi, almeno una volta, ha pensato di farla finita con le bionde o vorrebbe cominciare a farlo.

In agguato tumori e malattie croniche

Il cuore, Fondazione Umberto VeronesiPrimo e più grave pericolo del tabagismo è sicuramente l’insorgenza di tumori. Non solo a carico delle vie respiratorie, ma anche del seno e del collo dell’utero per le donne, della vescica, del pancreas, del rene, dello stomaco e del sangue (leucemia mieloide) per tutti. Altrettanto nocivi e gravi sono gli effetti sull’apparato cardio-cerebrovascolare con aumento del rischio d’infarto del miocardio e ictus tromboembolici. Seguono lo sviluppo di malattie croniche come l’asma e danni alla cavità orale e alle prime vie digestive (faringotonsilliti e laringiti acute e croniche) displasie del labbro e del cavo orale, della laringe e dell’esofago. Inoltre il fumo facilita l’insorgenza di ulcera gastrica e duodenale.

Le donne rischiano anche molto in gravidanza: le tossine del fumo passano, tramite i vasi del cordone ombelicale e la placenta, direttamente al bambino. Per gli effetti della nicotina si ha una diminuzione dell’irrorazione sanguigna dell’utero e della placenta e quindi anche un minore apporto di sostanze vitali al feto, mentre il monossido di carbonio (CO) assunto con il fumo riduce l’apporto d’ossigeno nella circolazione sia della madre che del figlio. Il fumo sarebbe inoltre responsabile nel nascituro anche di un aumento delle malattie ed infezioni a carico dell’apparato respiratorio inferiore.

E sempre la popolazione femminile dedita alle sigarette rischia una menopausa precoce, con frequenza di osteoporosi più elevata, senza contare che l’uso delle bionde ha effetti negativi ben visibili anche sulla pelle, rendendola avvizzita, precocemente “vecchia” e sui denti che diventano più “gialli” e più deboli anche per l’aumento di gengiviti.

Gli uomini invece rischiano disfunsioni erettili (soprattutto in età medio-avanzata) e danni alla fertilità perchè le sostanze chimiche presenti nella sigaretta alterano i livelli degli ormoni e degli enzimi che regolano la quantità di spermatozoi, così come la loro forma e la loro mobilità (e quindi la capacità di risalire l’utero).

I benefici per chi dice basta

Ma visto che smettere di fumare spesso non è facile, val la pena di ricordare che i vantaggi dell’abbandonare questa cattiva abitudine sono molto veloci e alcuni addirittura immediati.

Dopo soli 20 minuti dall’ultima sigaretta la pressione arteriosa e il battito cardiaco tornarno a livelli normali; dopo 8 ore anche il livello di ossigeno nel sangue si normalizza; dopo 24 ore diminuisce il rischio di infarto; dopo 48 migliora la percezione di odori e sapori. A più lungo termine (3 mesi) migliorano la circolazione e la respirazione, si recupera fiato e forza fisica (5-6mesi), ma soprattutto dopo un anno si dimezza il rischio di malattie croniche e dopo 5 quello del tumore al polmone mentre il livello di rischio di ictus torna pari a quello di un non fumatore.

Certo, chi ha detto basta o ci ha provato sa che le prime 48 ore specie se si è fumatori accaniti, sono le più dure perché si può vivere una vera e propria crisi di astinenza dalla nicotina che ha come conseguenze l’irritabilità, la voglia irrefrenabile di fumare, l’aumento dell’appetito e la difficoltà di dormire.

Sintomi che diventano sempre più forti nei giorni successivi a cui si aggiunge anche la dipendenza psicologica, variabile da individuo a individuo, che spesso peggiora la sensazione di malessere fisico dovuto all’astinenza da fumo.

Dove chiedere aiuto: numeri e indirizzi utili

Image by © Dave and Les Jacobs/Blend Images/CorbisPer superare questi indubbi momenti di difficoltà bisogna allora non aver paura o imbarazzo a chiedere aiuto: per esempio rivolgendosi ai centri anti-fumo della propria città consigliati dall’Istituto Superiore di Sanità, oppure contattando un Numero Verde contro il Fumo 800 554088 (anonimo e gratuito, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 16:00), o ancora affidandosi al proprio medico di fiducia che potrà consigliare una terapia farmacologica e un adeguato supporto psicologico (anche ricorrendo a terapie di gruppo).

Infine, secondo gli esperti, possono essere utili anche piccole ma concrete strategie per rafforzare la propria scelta,  tra cui quella di compilare un diario giornaliero, che identifichi in maniera precisa l’ora, il luogo, il grado di desiderio legato ogni singola sigaretta, lo stato dell’umore e l’attività svolta all’insorgere della voglia di fumare; nascondere o buttare via tutti i posacenere che ci sono in casa, regalare gli accendini e condividere con parenti e amici la proprio decisione di rinunciare al fumo.

 

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