La città californiana prima al mondo a imporre etichette con l'esatto livello di radiazioni generate da ogni dispositivo.
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Foto di Tim Gouw/Unsplash
Si chiama “The Right to Know”, il diritto di sapere, l’ordinanza del municipio della città di San Francisco che impone ai rivenditori e ai costruttori di cellulari di informare il consumatore sui rischi per la sua salute con un’etichetta che riveli l’intensità delle radiazioni emesse dai loro apparecchi. Secondo la normativa, che verrà presto approvata, ogni modello di cellulare dovrà esibire il tasso di assorbimento specifico (SAR specific absorbance rate) che misura la quantità di potenza da radio frequenze assorbita dal corpo quando questo è esposto ad un campo elettromagnetico. Negli Stati Uniti il limite di SAR fissato dalla Federal Communication Commission è di 1,6 W/kg. Nonostante questi limiti, i risultati controversi di un recente progetto di ricerca, l’Interphone Study fanno emergere una forte correlazione tra l’uso di telefoni cellulari e l’insorgenza di malattie come il tumore al cervello. Proprio questi risultati hanno infine convinto Gavin Newsom, sindaco di San Francisco, a firmare l’ordinanza e a promuovere una campagna di sensibilizzazione pubblica su social networks come Twitter e Facebook. «Si tratta di una misura che aiuterà il consumatore a fare una scelta informata» spiega Sophie Maxwell, la principale firmataria della normativa, mentre i commercianti e l’industria telefonica sostengono che il decreto farà credere che alcuni modelli sono più sicuri di altri creando così solo molta confusione tra i consumatori.