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Cimena: il cinema itinerante che raggiunge i piccoli ricoverati

Un cinema su due ruote che viaggia e raggiunge i reparti di pediatria degli ospedali italiani, luoghi dove le emozioni sono congelate e gli sguardi lontani da dettagli rassicuranti

Fabio Di Todaro
26 aprile 2019

Al «Cimena», da qualche mese, ci possono andare anche i bambini meno fortunati. La licenza poetica racconta il progetto voluto da Elena Xerri: un cinema su due ruote che viaggia e raggiunge i reparti di pediatria degli ospedali italiani, luoghi dove le emozioni sono congelate e gli sguardi lontani da dettagli rassicuranti. Il cinema per i piccoli pazienti si adatta agli spazi disponibili, con un ampio catalogo di titoli: cartoni, film di animazione, cortometraggi. Ci si muove «a chiamata», in modo da poter ottenere anche la risposta più sentita possibile. Se i bambini non possono andare al cinema, è dunque il cinema a mettersi su quattro ruote e ad andare da loro.

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Cimena è il progetto voluto da Elena Xerri: un cinema su due ruote che viaggia e raggiunge i reparti di pediatria degli ospedali italiani

UN CINEMA «ITINERANTE» – Xerri, 41 anni, nata in Veneto, prima una vita come aiuto regista tra Milano e Roma e poi la decisione di stabilirsi a Bologna, ha fondato un’associazione di promozione cinematografica no profit e ha portato il suo «Cimena» per adesso negli ospedali Maggiore, Bellaria e Rizzoli di Bologna, oltre che in quello di Ravenna. Ma non esistono confini per il «Cimena». «Il mio sogno – dice la regista – è farlo arrivare davvero ovunque a bordo di un camioncino. Lo immagino arrivare nelle case di riposo per anziani, per esempio. O nei centri d’accoglienza. Il cinema è sempre stato la mia isola felice e vorrei che lo diventasse per tutti quelli che non possono goderne i benefici. Per questo voglio regalare a questi bambini ricoverati la visione di pellicole esclusive, perché l’esclusione che stanno vivendo in questo momento si trasformi, anche se per poco tempo, in esclusività».

COME SOSTENERE IL PROGETTO? – L’organizzazione, trattandosi di ospedali, è complessa. Ma Xerri non si è persa d’animo. Negli ultimi mesi ha condotto in prima persona – potendo contare sempre sulla disponibilità del marito Marco, direttore della fotografia per cinema e televisione – una campagna di «crowdfunding» per sostenere le spese del progetto: 6.200 gli euro raccolti, pari a due mesi di proiezioni. Le donazioni sono ancora possibili, attraverso il sito www.ilcimena.it. «Lo sguardo dei bambini regala soddisfazioni enormi – conclude la donna -. Ma a darci soddisfazione è anche l’idea di alimentare una piccola impresa pensata per bambini ricoverati, medici, infermieri ed educatori per creare nuovi stimoli attraverso la cultura».

Twitter @fabioditodaro

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