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Aida: 900 chilometri in bicicletta da Susa a Trieste

Nascerà grazie al crowdfunding la ciclovia “Alta Italia da Attraversare” di Fiab Onlus, inserita nella rete Bicitalia e riconosciuta dal Ministero dei Trasporti

Rosa Oliveri
12 dicembre 2019

Porta il nome di un’eroina di Giuseppe Verdi, Aida, acronimo del progetto «Alta Italia Da Attraversare». Un nome che è tutto un programma, anche se non ha nulla che ricordi la sofferenza di un esilio e un amore difficile come nel caso della protagonista dell’opera lirica. Resta comunque un’Aida altrettanto altisonante, di successo, a indicare un’iniziativa per muoversi, a forza di pedalate, in tutta l’Italia Settentrionale, con il supporto costante della tecnologia. È dunque, un’impresa anche questa “eroica”, perché «nata quasi per caso» con un crowdfunding dal basso.

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Fiab Milano Ciclobby, Fiab Onlus, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – Associazione di Protezione Ambientale per la mobilità ciclistica: questi i promotori del progetto Aida-Alta Italia Da Attraversare, foto: FIAB Onlus

I promotori sono stati, prima i volontari di Fiab Milano Ciclobby e, poi, a livello nazionale, quelli di Fiab Onlus, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – Associazione di Protezione Ambientale per la mobilità ciclistica, che hanno pensato al crowdfunding per dare vita a un itinerario ciclabile lungo 900 chilometri e collegare così la Francia all’Istria, il Moncenisio a Trieste, attraverso Susa, Torino, Vercelli, Novara, Milano, Brescia, Verona, Vicenza, Padova, Venezia, Treviso, Pordenone, Udine.

Accogliendo l’invito-slogan “Adotta un chilometro”, a meno di una settimana dalla chiusura della raccolta fondi online fissato per il 15 novembre 2019, era già stato superato il traguardo dei 30mila euro. Quest’ultima era, infatti, la somma minima necessaria per collegare le città del Nord, sfruttando il 50% degli itinerari già presenti. «Aida è una musica, un sogno, un movimento», sottolineano gli ideatori del progetto, inserito nella rete Bicitalia riconosciuta dal Ministero dei Trasporti. «Unire i tracciati esistenti, invece di realizzare nuove infrastrutture, – spiegano, – oltre a soddisfare la domanda ciclo-turistica e quella di mobilità locale per gli spostamenti in sicurezza casa-lavoro, permette di ampliare la rete ciclabile nazionale e di collegare tra loro, oltre a 4 regioni e 13 capoluoghi, anche otto beni Unesco, tra i quali Villa Reale di Stupinigi, il Cenacolo di Milano, l’Arena di Verona, l’Olimpico di Vicenza e il Botanico di Padova».

Con importanti ricadute, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sui piani sociale ed economico. «Sono tantissimi i benefici per le popolazioni e il territorio – viene sottolineato. – Un chilometro di ciclovia genera in media 5 posti di lavoro, oltre a 100mila euro di indotto all’anno, stando ai dati della rete ciclabile europea Eurovelo dell’European Cyclists Federation (Ecf)». Inoltre, la ciclovia «attrae un turismo responsabile e attento, coinvolgendo le altre 4 ciclovie VenTo, Garda, Sole e Adriatica». E se sono stati raggiunti in tempo utile i 30mila euro per coprire la distanza da Susa a Trieste (gli ultimi tremila sono stati versati da Fiab Lombardia) ora si può sognare più in grande. Ogni euro in più raccolto prima della chiusura del crowdfunding del 15 dicembre andrà a confluire in più ampi obiettivi. Con una somma di 35mila si potrà pensare di inserire il percorso Aida in un’app di navigazione già esistente, per i prossimi cinque anni; raggiungendo la soglia dei 40mila euro, invece, si potrà realizzare un’apposita app gratuita iOs & Android, da utilizzare anche offline mentre si pedala, che darà indicazioni per raggiungere, per esempio, il B&B o il ciclo-riparatore più vicini e che funzionerà per cinque anni.

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La campagna di crowdfunding di Aida invita i sottoscrittori ad adottare un chilometro dei 900 della ciclovia che unisce l’Italia settentrionale da parte a parte, Foto: FIAB onlus

Ma nello specifico, cosa significare adottare un chilometro di Aida? «Sperando ora di arrivare anche alla realizzazione dell’app – rispondono da Fiab, – ogni chilometro adottato da un sostenitore permetterà, oltre alla messa in posa del percorso, di poterlo allo stesso tempo tracciare con Gps e con una videocamera in grado di scattare foto geo-referenziate per mapparlo e documentare le criticità; stampare più di 8.000 adesivi-segnavia resistenti a sole e pioggia, da apporre nei due sensi di marcia e prendersi cura per almeno tre anni degli stessi; promuovere nei singoli territori politiche a favore della mobilità ciclabile».

Tutti in sella, allora. Aida aspetta cicloamatori, cicloturisti e pendolari di tutti i giorni.

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