Wise Society : Ecco come far viaggiare le merci sul Po
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Ecco come far viaggiare le merci sul Po

Uno studio di fattibilità cofinanziato dalla UE potrebbe presto aprire una via d'acqua in grado di ridurre il traffico su gomma. E l'inquinamento

11 agosto 2014

Foto: redyamflan/FlickrIn attesa che il progetto di navigazione turistica da Milano a Venezia prenda piede (così come avvenuto sulla linea da Locarno a Milano che dovrebbe essere completata in tempo per l’Expo 2015), la Commissione Europea sta pensando di rendere navigabile al trasporto merci il tratto dal capoluogo lombardo fino al mare. Con un finanziamento di 520.000 euro Bruxelles ha infatti deciso di cofinanziare uno studio di valutazione volto a realizzare un canale navigabile da Truccazzano, sul Naviglio Martesana, a Pizzighettone (Cremona). L’iniziativa si inserisce nel quadro dei collegamenti Ten-t e il costo totale dello studio è di 1,004,000 euro. Un piano strategico per i trasporti del nostro paese su cui la UE punta molto, tanto da aver inserito il tratto nel corridoio Mediterraneo (lo stesso della Torino-Lione).

L’obiettivo finale è quello di ridurre il traffico su gomma che intasa le autostrade padane diminuendo l’impatto ambientale realizzando un trasporto merci da Milano all’Adriatico attraverso chiatte capaci di trasportare fino a 2000 tonnellate di carico che toglierebbero dalla strada decine di automezzi pesanti al giorno.

Entro fine 2015 è previsto il completamento dei lavori per trasformare il tratto dell’Idrovia Mantova-Adriatico da categoria tre (700 tonnellate) a categoria cinque (1500-2000 tonnellate). L’idrovia, già canale Fissero-Tartaro-Canalbianco-Po di Levante, interessa le province di Mantova, Verona e Rovigo, ed offre fondali costanti lungo i 136 chilometri di lunghezza, velocità di corrente minima, ed elevata sicurezza.

Sul fronte dell’idrovia ferrarese, i 70 km di canale navigabile che vanno dal Po, passando per la città di Ferrara, fino a giungere al mare, a Porto Garibaldi, sono in fase di adeguamento per consentire la navigazione commerciale di imbarcazioni di quinta categoria. Si tratta di un collegamento fondamentale per connettersi al “core port” di Ravenna, terminale sud del sistema idroviario padano veneto e punto di interscambio con i traffici marittimi.

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