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Spreco alimentare: in Italia resta ancora molto da fare

Anche se ci sono segni di miglioramento, l'80% avviene tra le mure domestiche. I rimedi anti-spreco

Fabio Di Todaro
5 febbraio 2019

Supera i 15 miliardi l’anno lo spreco alimentare in Italia, una cifra pari all0 0,88 per cento del prodotto interno lordo (Pil). E quasi l’80 per cento di esso avviene tra le mura domestiche. Le statistiche sono migliori rispetto al passato, ma comunque non permettono di alzare i calici in occasione della giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare. Nelle case degli italiani si continua a buttare ancora troppo cibo, avanzi che spesso, opportunamente messi assieme tra loro, potrebbero essere utilizzati per preparare pietanze buone per tutta la famiglia. Ma ciò non accade: per indolenza e superficialità nella maggior parte dei casi, dal momento che si trascura quelle che sono le ricadute anche economiche di un simile atteggiamento.

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Supera i 15 miliardi l’anno lo spreco alimentare in Italia, Foto iStock

I PARADOSSI DI UN MONDO GLOBALIZZATO – Secondo il rapporto «Waste Watcher 2019», un italiano su 5 spreca a sua insaputa: soprattutto nel commercio e nel pubblico (dalle scuole agli ospedali, dagli uffici alle caserme). Una situazione in miglioramento, ma che impone comunque di andare avanti, per migliorare soprattutto lo scenario domestico. «La percezione degli italiani – spiega Andrea Segrè, fondatore e presidente di Last Minute Market – è ancora poco consapevole della necessità di una grande svolta culturale nella gestione del cibo a livello domestico. Eppure è questo il punto, la prevenzione degli sprechi alimentari deve partire da noi, nel quotidiano delle nostre vite, perché mangiare è un atto di giustizia e di civismo: verso noi stessi, verso gli altri, verso il mondo. I paradossi del cibo sono evidenti: 821 milioni di individui sulla terra soffrono la fame e una persona su tre è malnutrita. Ma intanto una persona su otto soffre di obesità. Tutti possiamo dare il nostro contributo all’obiettivo spreco zero. Come? Acquistando solo ciò che serve realmente, compilando liste precise che non cadano nelle sirene del marketing, scegliendo alimenti locali e di stagione basati sulla dieta Mediterranea, consultando etichette e scadenze, utilizzando al meglio frigo, freezer e dispensa per gli alimenti senza stiparli alla rinfusa».

COSA FINISCE NELLA SPAZZATURA? – Pane e verdure fresche sono fra gli alimenti più spesso buttati, ma a pesare sulla pattumiera sono bevande analcoliche, legumi, frutta fresca e pasta: spesso senza nemmeno essere stati consumati. Nelle fasi di produzione e distribuzione, invece, si spreca cibo per poco più di tre miliardi (il 21,1 per cento del totale). Sono i dati diffusi oggi alla Fao in occasione della giornata odierna. Sotto un profilo di rilevazione sociale colpisce un altro dato, quello legato alla «hit» degli sprechi degli italiani: il cibo è saldamente in testa, anche se negli ultimi cinque anni è cresciuta la percezione dello spreco alimentare rispetto a quelli idrici, energetici o monetari (conseguenza anche di un potere d’acquisto sempre più debole).

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Spreco alimentare: pane e verdure fresche sono fra gli alimenti più spesso buttati, ma a pesare sulla pattumiera sono bevande analcoliche, legumi, frutta fresca e pasta spesso senza nemmeno essere stati consumati, Foto iStock

I RIMEDI ANTI-SPRECO – Quali rimedi anti-spreco sono più frequentemente adottati dagli italiani? Il 65 per cento provvede a un controllo della dispensa prima di fare la spesa, il 61 per cento congela il cibo a rischio deperibilità e il 54 per cento cerca di prevenire controllando la quantità di cibo ottimale prima di cucinarlo. Più di un italiano su due (52 per cento) verifica l’edibilità del cibo prima di risolversi a buttarlo, molti si dedicano a ricette con cibo di recupero dagli avanzi del pasto prima (48 per cento), solo un italiano su tre (34 per cento) richiede al ristoratore una borsa per trasportare a casa il cibo che non è riuscito a consumare e solo uno su cinque (22 per cento) dona al vicino il cibo in eccesso a rischio spreco.

Twitter @fabioditodaro

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