Cos'è il fracking e quali sono i rischi di questa tecnica di estrazione di idrocarburi dal sottosuolo? Cerchiamo di vederci chiaro
Purtroppo non si è mai smesso di parlare di fracking (o fratturazione idraulica). Anzi, sono molti i progetti avviati ultimamente nel mondo per l’estrazione di gas naturale e petrolio dal sottosuolo. Basti pensare, ad esempio, che buona parte del gas USA è prodotta tramite questa tecnica che, pur evolvendosi per diventare sempre meno impattante, presenta numerosissimi aspetti contraddittori, a cominciare dall’impatto su ambiente e salute. E allora cerchiamo di approfondire l’argomento scoprendo cos’è la fratturazione idraulica, i pro e i contro del fracking e la situazione in Italia e nel mondo.

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Cos’è il Fracking? Significato del termine
La fratturazione idraulica, o fracking come è più comunemente conosciuta, è una tecnologia di perforazione usata per estrarre il petrolio e il gas naturale intrappolati nelle rocce sotterranee poco impermeabili, come lo shale (il cisto) “Il fracking è stato usato in modo sicuro negli Stati Uniti dal 1947” sostiene la IPAA – Independent Petroleum Association of America, ponendo qualche cifra per comprendere il fenomeno: più di 1,7 milioni di pozzi statunitensi sono stati portati a termine usando il processo di fracking, producendo più di sette miliardi di barili di petrolio e quasi 17mila miliardi di piedi cubici di gas naturale.
Come funziona il fracking
Ma come funziona la fratturazione idraulica? Il processo implica l’iniezione di liquidi e materiali ad alta pressione per stimolare la produzione ed estrarre combustibili fossili, creando fratture all’interno di formazioni rocciose di scisto, roccia porosa che trattiene il gas naturale e i suoi componenti liquidi. Il processo è di per sé molto semplice. Eccolo spiegato qui sotto, punto per punto
- Viene scavato un pozzo verticale, che si inserisce per chilometri nel sottosuolo
- Il pozzo viene curvato orizzontalmente per attraversare e raggiungere lo strato di roccia che contiene gas o petrolio
- Nel sottosuolo viene iniettato un fluido ad alta pressione, che solitamente consta di una miscela composta per il 90% circa da acqua, addizionata con sabbia e additivi chimici
- La pressione esercitata dalla miscela crea microfratture nella roccia, e la sabbia contenuta al suo interno provvede a mantenere aperte queste fratture permettendo al gas o al petrolio di salire verso la superficie
- A questo punto il gas e il petrolio vengono raccolti
La tecnologia del fracking esiste fin dagli anni Quaranta; tuttavia, è stato solo quando è stata combinata con la perforazione orizzontale che il petrolio e il gas di scisto sono diventati accessibili. Il processo richiede in media dai tre ai cinque giorni per essere completato. Una volta che l’operazione di fratturazione è terminata, il pozzo è pronto a estrarre shale oil, shale gas o tight gas.
- Lo shale oil è petrolio non convenzionale estratto tramite fracking;
- Lo shale gas è gas naturale, in prevalenza metano, imprigionato in rocce metamorfiche sedimentarie, dette scisti argillosi o argilliti;
- Il tight gas è estratto da sabbie compatte o da arenarie compatte.

Immagine: European Evinronment Agency
Pro e contro del Fracking
La tecnica della fratturazione idraulica è decisamente divisiva: se da un lato si tratta di un’industria che crea posti di lavoro e ricchezza, dall’altro gli studi evidenziano che la tecnica provoca non pochi impatti ambientali e sanitari. Qui sotto i pro e i contro del fracking.
Pro – I posti di lavoro
Partiamo dall’aspetto economico e occupazionale relativo alla fratturazione idraulica: negli Stati Uniti è divenuto il motivo dell’indipendenza energetica nazionale. Non solo: c’è anche l’aspetto occupazionale a fornire motivi sufficienti per il sostegno offerto dal Governo. Un rapporto del 2017 dell’American Petroleum Institute (API) rilevava che l’industria del petrolio e del gas naturale sostenesse 10,3 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti – con un aumento di 500mila dal 2011 – e prevede che l’industria avrebbe sostenuto altri 1,9 milioni di posti di lavoro entro il 2035. Vero o falso?
Secondo alcuni non è così. In These Times sostiene che nel corso degli anni, l’API ha pubblicato rapporti che affermano che l’industria nazionale del fracking crea fino a 11 milioni di posti di lavoro, sia direttamente che indirettamente. Questi numeri – o versioni di essi – sarebbero in contrasto con altre stime, compresi i rapporti sul lavoro del governo federale. L’organizzazione Food & Water Watch dice di aver creato un modello più accurato che si basa sui posti di lavoro diretti e sulle relative attività di supporto, tra cui la costruzione degli oleodotti e il trasporto dei prodotti. “Il totale arriva a poco più di 500mila nel 2020, o circa lo 0,4% di tutti i posti di lavoro nel Paese”.
Contro – I rischi per la salute
Per quanto riguarda i rischi ambientali e di salute del fracking, la già citata IPAA statunitense sostiene che ci sono “ampie prove” che l’aumento dell’uso del gas naturale – reso possibile dal fracking – “ha migliorato la salute pubblica e la qualità dell’aria negli ultimi anni. Questo non significa che non ci siano rischi, ma l’intero corpo della ricerca su questo tema mostra che questi rischi sono gestibili”.
Sono tuttavia diversi gli studi che affermano il contrario. Ne citiamo alcuni tra cui il principale e più recente è stato realizzato dalla statunitense Environment Protection Agency. Nel report, EPA rivela di “aver trovato prove scientifiche che le attività di fratturazione idraulica possono avere un impatto sulle risorse di acqua potabile in alcune circostanze”. L’EPA ha identificato fino a 1.084 sostanze chimiche che sono state sono state usate nei fluidi per la fratturazione idraulica tra il 2005 e 2013. In 98 di esse sono stati riscontrati potenziali pericoli per la salute umana associati all’esposizione cronica per via orale a queste sostanze chimiche, sotto forma di insorgenza di tumori, effetti sul sistema immunitario, tossicità a livello cardiaco, neurologico e a livello epatico e renale, nonché sul sistema riproduttivo e dello sviluppo.
Secondo uno studio condotto dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health le persone anziane che vivono vicino o sottovento allo sviluppo non convenzionale di petrolio e gas estratto mediante fracking sono a più alto rischio di morte precoce rispetto agli individui anziani che vivono lontano. Non solo: coloro che vivevano più vicino ai pozzi avevano un rischio di mortalità elevato e statisticamente significativo (2,5% in più) rispetto a chi non vive vicino.
Contro – I rischi ambientali
Non mancano neanche i rischi ambientali legati al fracking. Secondo uno studio dell’Università di Rochester, la qualità dell’acqua potabile pubblica è compromessa dallo sviluppo dello shale gas. Lo studio, in particolare, trova che ogni nuovo pozzo trivellato entro un chilometro da una fonte di acqua potabile pubblica è stato associato a un aumento dell’11-13% nell’incidenza di nascite pretermine e basso peso alla nascita nei bambini esposti durante la gestazione.
Dal punto di vista ambientale, inoltre, la fratturazione idraulica:
- E’ un’attività idrovora. Servono infatti milioni di litri d’acqua per ogni pozzo. L’acqua di scarto è spesso contaminata e difficile da trattare.
- E’ fonte di emissioni climalteranti. Il gas sfugge nell’atmosfera durante il processo, contribuendo all’effetto serra
- E’ fonte di sismicità indotta. L’attività di fratturazione e l’iniezione di fluidi nei pozzi di scarto sono stati collegati a terremoti di bassa intensità in alcune regioni (Oklahoma, UK).

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Fracking nel mondo: USA, Europa e Italia
Nel mondo l’uso del fracking non omogeneo. Senza dubbio negli Stati Uniti la produzione di shale gas e shale oil ha rivoluzionato la storia energetica del Paese. Basti pensare che dal 2007 al 2016 la loro produzione annuale di petrolio è aumentata del 75%, mentre la produzione di gas naturale è incrementata del 39%, grazie ai progressi nella perforazione orizzontale.
In Europa
Al contrario, i paesi dell’Unione Europea hanno adottato politiche diverse nei confronti del gas di scisto, che vanno dal divieto di fratturazione idraulica in Francia e Bulgaria alle trivellazioni esplicative e ai test di fratturazione idraulica in Polonia. In ogni caso in diversi Paesi europei, Italia compresa, il fracking è vietato. Il motivo è legato al fatto che si tratta di una tecnica controversa a causa dei rischi ambientali e sanitari ad essa associati.
Qui di seguito un’elenco aggiornato con lo stato dell’arte relativo alla legislazione sul fracking in Europa:
- Francia: il fracking è vietato dal 2011 tramite legge basata sul principio di precauzione; confermato anche nel 2013 dalla Corte Costituzionale; nel 2017 esteso il divieto a tutta l’estrazione di idrocarburi entro il 2040
- Germania: è in vigore una moratoria nazionale dal 2011/2012 per la fratturazione idraulica ad alto volume; il fracking è ammesso solo entro regolamentazioni molto restrittive .
- Bulgaria: in vigore dal 2012 un divieto completo di fracking
- Paesi Bassi: divieto in vigore dal 2015; moratoria prorogata
- Irlanda: totale divieto già dal 2013 per fracking onshore Regno Unito: In scozia è in vigore una moratoria permanente dal 2015, così come nel Galles. In Inghilterra: il fracking per lo shale gas è vietato.
- Spagna: sono in vigore leggi regionali e nazionali (es. Clima 2021) che vietano nuove licenze per estrazione di gas e petrolio, includendo il fracking
- Italia: moratoria dal 13 febbraio 2019 (Decreto-legge 135/2018 convertito in legge 12/2019) su esplorazione e produzione di idrocarburi, compreso il fracking.
- Danimarca: fracking vietato onshore e nuove licenze offshore non concesse .
Nel mondo
In realtà, nonostante le controversie legate ai rischi del fracking, sono molti i Paesi del mondo che hanno ultimamente concesso licenze per la fratturazione idraulica. Tralasciando gli Stati Uniti, dove il fracking è ampiamente utilizzato, nuovi progetti sono in atto o in fase di definizione in Australia, Arabia Saudita, Russia, Argentina e Messico. In particolare.
- In Australia: Empire Energy ha avviato la perforazione di un nuovo pozzo orizzontale nel bacino di Beetaloo grazie a un accordo di 10 anni con il governo territoriale. Gli incidenti non si sono fatti attendere. A gennaio 2025 le miscele contaminate utilizzate per la fratturazione idraulica sono state inavvertitamente rilasciate nell’ambiente. Sempre in Australia potrebbe partire il primo progetto di fracking nella regione del Kimberley: il governo ha infatti approvato una valutazione per 20 pozzi.
- Arabia Saudita: Saudi Aramco, una delle più grandi compagnie petrolifere del mondo, potrebbe avviare uno dei più grandi progetti di Shale Gas al di fuori degli Stati Uniti. Si tratta del giacimento di Jafurah, in Arabia Saudita: le estrazioni dovrebbero partire quest’anno.
- Russia: il Paese ha sviluppato la sua prima flotta di fratturazione idraulica. Il completamento dei test preliminari è atteso per la fine del 2025.
- Messico: il Governo sta valutando progetti di fracking per ridurre la sua dipendenza energetica dagli USA. Per il 2025 sono il programma già 11 progetti, benché non esistano ancora i dettagli né sui siti di estrazione né sugli impianti.
Andrea Ballocchi
