Wise Society : Si torna a parlare di Fracking: cos’è e come funziona

Si torna a parlare di Fracking: cos’è e come funziona

di Andrea Ballocchi
11 Maggio 2022

Si torna a parlare di fracking in un’epoca caratterizzata dalla crisi energetica e dalla necessità di trovare alternative energetiche più sicure. Succede nel Regno Unito, dove il Governo per quest’estate ha annunciato un giro di licenze per nuovi progetti di petrolio e gas nel Mare del Nord, così come una revisione sulla sicurezza delle tecnologie di fracking, su cui era stata posta una moratoria dal 2019, dopo quasi un decennio di sostegno all’industria. Accade anche in Colombia, dove la National Environmental Licensing Authority ha dato il permesso per l’installazione di una piattaforma e di un pozzo dedicato alla fratturazione idraulica, la prima del Paese. Gli Stati Uniti, principale esportatore mondiale di GNL (Gas Naturale Liquefatto) hanno proposto all’Unione Europea il loro gas per affrancarsi dal gas russo. Buona parte del gas USA è prodotta tramite questa tecnica che si sta evolvendo per essere sempre meno impattante, ma che presenta molti aspetti contraddittori, a cominciare dall’impatto su ambiente e salute, come evidenziano diversi studi.

Fracking: impianto di fratturazione idraulica

Foto Shutterstock

Cos’è il Fracking? 

La fratturazione idraulica, o fracking come è più comunemente conosciuta, è una tecnologia di perforazione usata per estrarre petrolio e gas naturale dal sottosuolo. “Il fracking è stato usato in modo sicuro negli Stati Uniti dal 1947” sostiene la IPAA – Independent Petroleum Association of America, ponendo qualche cifra per comprendere il fenomeno: più di 1,7 milioni di pozzi statunitensi sono stati portati a termine usando il processo di fracking, producendo più di sette miliardi di barili di petrolio e quasi 17mila miliardi di piedi cubici di gas naturale.

Come funziona?

Ma come funziona la fratturazione idraulica? Ebbene, il processo implica l’iniezione di liquidi e materiali ad alta pressione per stimolare la produzione ed estrarre combustibili fossili, creando fratture all’interno di formazioni rocciose di scisto, roccia porosa che trattiene il gas naturale e i suoi componenti liquidi. La tecnologia del fracking esiste fin dagli anni Quaranta; tuttavia, è stato solo quando è stata combinata con la perforazione orizzontale che il petrolio e il gas di scisto sono diventati accessibili. Il processo richiede in media dai tre ai cinque giorni per essere completato. Una volta che l’operazione di fratturazione è terminata, il pozzo è pronto a estrarre shale oil, shale gas o tight gas.

  • Lo shale oil è petrolio non convenzionale estratto tramite fracking;
  • Lo shale gas è gas naturale, in prevalenza metano, imprigionato in rocce metamorfiche sedimentarie, dette scisti argillosi o argilliti;
  • Il tight gas è estratto da sabbie compatte o da arenarie compatte.
Come funziona il fracking: illustrazione

Immagine: European Evinronment Agency

Fracking negli USA, in Europa e in Italia

A livello economico, la produzione di shale gas e shale oil ha rivoluzionato la storia energetica degli Stati Uniti: dal 2007 al 2016 hanno visto la loro produzione annuale di petrolio aumentare del 75%, mentre la produzione di gas naturale incrementare del 39%, grazie ai progressi nella perforazione orizzontale e nella tecnologia del fracking. Nel 2019 gli Usa sono diventati indipendenti per le forniture energetiche. Anche a livello occupazionale si è assistito a un autentico salto in avanti: uno studio commissionato dall’American Petroleum Institute mostra che l’industria del petrolio e del gas naturale ha sostenuto più di 11,3 milioni di posti di lavoro nel 2019.

I paesi dell’Unione Europea hanno adottato politiche diverse nei confronti del gas di scisto, che vanno dal divieto di fratturazione idraulica in Francia e Bulgaria alle trivellazioni esplicative e ai test di fratturazione idraulica in Polonia. In ogni caso in diversi Paesi europei, Italia compresa, il fracking è vietato. Il motivo è legato al fatto che si tratta di una tecnica controversa.

Cartello che dice che il fracking è pericoloso

Foto Shutterstock

Pro e contro del Fracking 

Partiamo dall’aspetto economico e occupazionale relativo alla fratturazione idraulica: negli Stati Uniti è divenuto il motivo dell’indipendenza energetica nazionale. Non solo: c’è anche l’aspetto occupazionale a fornire motivi sufficienti per il sostegno offerto dal Governo. Un rapporto del 2017 dell’American Petroleum Institute (API) rilevava che l’industria del petrolio e del gas naturale sostenesse 10,3 milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti – con un aumento di 500mila dal 2011 – e prevede che l’industria avrebbe sostenuto altri 1,9 milioni di posti di lavoro entro il 2035. Vero o falso?

I posti di lavoro

Secondo alcuni non è così. In These Tipmes sostiene che nel corso degli anni, l’API ha pubblicato rapporti che affermano che l’industria nazionale del fracking crea fino a 11 milioni di posti di lavoro, sia direttamente che indirettamente. Questi numeri – o versioni di essi – sarebbero in contrasto con altre stime, compresi i rapporti sul lavoro del governo federale. L’organizzazione Food & Water Watch dice di aver creato un modello più accurato che si basa sui posti di lavoro diretti e sulle relative attività di supporto, tra cui la costruzione degli oleodotti e il trasporto dei prodotti. “Il totale arriva a poco più di 500mila nel 2020, o circa lo 0,4% di tutti i posti di lavoro nel Paese”.

I rischi ambientali e di salute

Per quanto riguarda i rischi ambientali e di salute, la già citata IPAA statunitense sostiene che ci sono “ampie prove” che l’aumento dell’uso del gas naturale – reso possibile dal fracking – “ha migliorato la salute pubblica e la qualità dell’aria negli ultimi anni. Questo non significa che non ci siano rischi, ma l’intero corpo della ricerca su questo tema mostra che questi rischi sono gestibili”.

Sono tuttavia diversi gli studi che affermano il contrario. Ne citiamo alcuni tra cui il principale e più recente è stato realizzato dalla statunitense Environment Protection Agency. Nel report, EPA rivela di “aver trovato prove scientifiche che le attività di fratturazione idraulica possono avere un impatto sulle risorse di acqua potabile in alcune circostanze”. L’EPA ha identificato fino a 1.084 sostanze chimiche che sono state sono state usate nei fluidi per la fratturazione idraulica tra il 2005 e 2013. In 98 di esse sono stati riscontrati potenziali pericoli per la salute umana associati all’esposizione cronica per via orale a queste sostanze chimiche, sotto forma di insorgenza di tumori, effetti sul sistema immunitario, tossicità a livello cardiaco, neurologico e a livello epatico e renale, nonché sul sistema riproduttivo e dello sviluppo.

Secondo uno studio condotto dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health le persone anziane che vivono vicino o sottovento allo sviluppo non convenzionale di petrolio e gas estratto mediante fracking sono a più alto rischio di morte precoce rispetto agli individui anziani che vivono lontano. Non solo: coloro che vivevano più vicino ai pozzi avevano un rischio di mortalità elevato e statisticamente significativo (2,5% in più) rispetto a chi non vive vicino.

Infine, secondo i risultati di uno studio dell’Università di Rochester, la qualità dell’acqua potabile pubblica è compromessa dallo sviluppo dello shale gas. Lo studio, in particolare, trova che ogni nuovo pozzo trivellato entro un chilometro da una fonte di acqua potabile pubblica è stato associato a un aumento dell’11-13% nell’incidenza di nascite pretermine e basso peso alla nascita nei bambini esposti durante la gestazione.

Andrea Ballocchi

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