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Il Metodo Wal aiuta gli anziani a tenere in forma corpo e mente

Una sana camminata in sincronia con l'ascolto con cuffie di brani studiati e creati appositamente per andare incontro agli interessi più vari

Fabio Di Todaro
23 gennaio 2018
metodo wal, camminare, mente, corpo

Il metodo Wal è una strategia preventiva dei disturbi neuro-cognitivi della terza età, strutturata in modo da allenare tanto il corpo quanto la mente, Image by iStock

Tra i nuovi propositi dell’anno, per molti italiani c’è la volontà di muoversi di più e imparare qualcosa di nuovo. Curare, cioè, tanto il corpo quanto la mente. «Perché per un invecchiamento attivo c’è bisogno di entrambi», ripetono da anni gli esperti a una società pronta a tutto pur di spostare in avanti le lancette del fine-vita. «Mens sana in corpore sano», diceva Giovenale quasi duemila anni fa. La novità sta però nell’aver scoperto che l’insieme di sostanze liberate dall’attività fisica – endorfine, neurotrofine, maggiore ossigenazione cerebrale – rappresentano un’iniezione di energia che potenzia anche il rendimento professionale. Da qui l’idea venuta ad Annamaria Crespi, pedagogista che ha messo a punto il «metodo Wal»: una strategia preventiva dei disturbi neuro-cognitivi della terza età, strutturata in modo da allenare tanto il corpo quanto la mente.

BENEFICI ANCHE SUL LUOGO DI LAVORO – «Dopo i primi studi e le osservazioni sul cervello delle persone anziane, si è passati all’utilizzo della camminata con cuffie in cui si ascoltano lezioni di vario tipo sui ragazzi, per saggiarne l’efficacia sull’apprendimento – racconta Crespi -. Adesso s’è invece passati all’uso nelle aziende in cui i manager aumentano la propria capacità di apprendere e utilizzare ciò che hanno imparato grazie al nostro training strutturato». D’altra parte, leggendo le conclusioni di uno studio condotto dalla Bristol University su duecento lavoratori di tre società, si scopre che le loro performance professionali erano migliori nei giorni d’allenamento, rispetto a quelli di riposo. Nei giorni in cui i volontari si allenavano, la concentrazione sul lavoro aumentava, le pause si riducevano, le motivazioni crescevano e le scadenze risultavano maggiormente rispettate. Per farla breve: le performance sul luogo di lavoro erano migliori. Da un’altra indagine, condotta su 683 lavoratori, s’è scoperta invece la rapidità d’azione della pratica sportiva: tangibile già dopo trenta minuti d’esercizio. Non servono ritmi da primo della classe. «Vero è esattamente il contrario – dichiara l’esperta -. Il tipo migliore di esercizio sembra essere quello a basso impatto come una camminata a ritmo regolare o venti minuti in bicicletta con una pedalata costante». Per ciò che riguarda la durata, l’ideale è rappresentato da mezz’ora al giorno.

IN COSA CONSISTE IL «METODO WAL»? – L’allenamento «Wal» – acronimo di «walk and learn»: cammina e impara – consiste nel camminare rispettando un preciso ritmo, studiato sulla persona: a seconda delle caratteristiche individuali di peso, età, forma fisica. L’allenamento mentale avviene in sincronia con la camminata e consiste nell’ascolto in cuffia di brani audio della durata di 30-40 minuti, studiati e creati appositamente per andare incontro agli interessi più vari. I cosiddetti «AudioWal» sono delle storie narrate da voci di speaker, doppiatori o attori e intervallate da pause musicali, prodotte per potenziare la memoria, la curiosità, l’attenzione, alzare il tono dell’umore e attivare quelle zone del cervello che altrimenti andrebbero lentamente spegnendosi. Il catalogo comprende più di duecento titoli, divisi in 23 sezioni di argomenti. Il metodo è particolarmente indicato per le persone della terza età – si tratta di una ginnastica dolce, senza stress fisico – e in generale per tutti coloro che desiderano migliorare la capacità di attenzione e di memorizzazione. «La nostra idea è che anche strumenti di movimento indoor che si possono eseguire con appositi tappeti e calzini mettono in moto a cascata sostanze neurotrofiche e possono essere facilmente messe a disposizione dei lavoratori», Conclude Crespi. Movimento e apprendimento, se esercitati assieme, si rinforzano in maniera reciproca.

Twitter @fabioditodaro

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