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Biowaste, risorsa e pilastro dell’economia circolare

Il Consorzio Italiano Compostatori evidenzia i benefici ambientali ed economici del compost e del recupero della frazione organica

Maria Enza Giannetto/Nabu
11 febbraio 2018
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«Il settore del Biowaste è un settore in rapida evoluzione e rappresenta ad oggi il pilastro su cui si costruisce l’Economia Circolare». confermaMassimo Centemero, direttore del Consorzio Italiano Compostatori (Cic), associazione italiana per la produzione di compost e biogas, Foto: Massimo Centemero

«Bisognerebbe prendere coscienza che il settore del Biowaste è un settore in rapida evoluzione e rappresenta ad oggi il pilastro su cui si costruisce l’Economia Circolare». Non ha dubbi Massimo Centemero, direttore del Consorzio Italiano Compostatori (Cic), associazione italiana per la produzione di compost e biogas che promuove la produzione di materiali compostati, tutelando e controllando le corrette metodologie e procedure. Il consorzio, che di recente ottenuto il riconoscimento da parte di European Compost Network (ECN) che attesta l’idoneità del percorso di verifiche e controllo del CIC a gestire un sistema di assicurazione della qualità del compost in Italia , conta più di 130 soci e riunisce imprese pubbliche e private produttrici di fertilizzanti organici e altre organizzazioni e imprese interessate alle attività di compostaggio. «Questo settore – spiega Centemero – rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo, un modello preso a riferimento da numerosi paesi e città metropolitane del mondo che, come noi, desiderano iniziare a costruire la filiera del Biowaste».

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Biowaste: sono state quasi 2 milioni le tonnellate di ammendante compostato (compost) prodotte a partire dai rifiuti organici trattati negli impianti di compostaggio e digestione anaerobica.

Numeri in continua crescita. Basti considerare che, secondo i dati resi noti dal Consorzio in occasione dell’VIII Forum Interregionale sul Compostaggio e la Digestione Anaerobica, promosso nell’ambito della Fieragricola 2018 a Verona, nel 2016, sono state quasi 2 milioni le tonnellate di ammendante compostato (compost) prodotte a partire dai rifiuti organici trattati negli impianti di compostaggio e digestione anaerobica. Si tratta nell’85% dei casi di ammendante compostato misto o ammendante compostato con fanghi (1.615.000 tonnellate) e per il rimanente 15% di ammendante compostato verde. Nel 60% dei casi il compost viene utilizzato dalle aziende agricole al fine di ripristinare la fertilità delle colture, sostituendo buona parte dei fertilizzanti chimici. Nel 30% dei casi viene scelto dal settore del florovivaismo, mentre nel 10% dall’industria dei fertilizzanti che acquista il compost sfuso dagli impianti e lo confeziona in miscela con torbe, concimi e altri materiali per la vendita presso i vivai specializzati, la grande distribuzione e i garden center per l’utenza hobbistica. L’apporto di compost ai suoli determina effetti agroalimentari positivi poiché ne migliora la qualità: aumenta la porosità, reintegra la sostanza organica (carbonio) e i principali elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio), riavvia i cicli biologici favorendo la presenza di batteri e lombrichi.

Importanti i benefici di ordine ambientale. «Anche se chiaramente non sono sufficienti per una sostituzione integrale – spiega Centemero – gli elementi nutritivi contenuti nel compost possono sostituire i fertilizzanti minerali». Dal punto di vista economico, inoltre, l’utilizzo del compost permette di evitare l’impiego di prodotti a volte importati dall’estero.

«Diffondere questi prodotti significa promuovere uno strumento efficace contro erosione, impermeabilizzazione, perdita di biodiversità e contaminazione», spiega ancora Centemero. «Il CIC da 25 anni lavora a fianco di aziende ed amministrazioni per consolidare le azioni di promozione della conoscenza del prodotto. Il nostro impegno parte dal garantire al mercato un prodotto di qualità attraverso la diffusione del Marchio Compost di Qualità CIC: nel 2016 il 33% del compost prodotto in Italia ha fatto parte del nostro Programma di controllo. Per questo il riconoscimento da parte dell’Ecn  ci rende particolarmente orgogliosi».

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