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Compost: cos’è e come fare compostaggio a casa

Per ridurre i rifiuti e creare un fertilizzante per il proprio giardino, la soluzione migliore è intraprendere l'attività del compostaggio domestico. Una scelta green ed economica che permette di migliorare la qualità del proprio terreno attraverso la chiusura del ciclo dei rifiuti organici

Rosa Oliveri
3 Marzo 2021

Ridurre i rifiuti e contemporaneamente creare un fertilizzante per il giardino o l’orto di casa? È possibile con il compostaggio domestico. Una scelta green che conviene anche economicamente e può avere ricadute positive sulla gestione dei rifiuti urbani e sulla raccolta differenziata. Sempre più persone, infatti, si avvicinano alla “pratica” del compost che, con qualche piccolo accorgimento, si rivela davvero preziosa per l’ambiente.

Compost e compostiera

Foto Shutterstock

Che cos’è il compost e quante tipologie ne esistono

Il compost è il prodotto finale della procedura di compostaggio domestico, ovvero il processo di decomposizione (accelerata e controllata dall’uomo) e umificazione su residui di sostanze organiche. Detto anche terricciato o composta, è il risultato della bio-ossidazione e dell’umificazione del misto di materie organiche di scarto da parte di macro e microrganismi che “lavorano” in presenza di ossigeno ed equilibrio tra gli elementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione. Una volta prodotto, può essere utilizzato come ammendante vegetale o come fertilizzante.

Attenzione però, perché non tutto ciò che è organico può diventare compost. Sì agli scarti di cucina (pochi però di origine animale e alimenti cotti) e del giardinaggio e ai materiali biodegradabili.

  • Avanzi di cucina, scarti delle verdure, bucce della frutta.
  • Fondi di caffè e tè
  • Gusci d’uovo
  • Scarti del giardino e dell’orto: legno di potatura, sfalcio dei prati, foglie e fiori secchi
  • Materiali biodegradabili: carta non patinata, cartone, segatura da legno non trattato

Possono essere inoltre inseriti, ma solo in piccola quantità

  • Pane secco
  • Avanzi di cibo di origine animale
  • Cibi cotti (in piccole quantità, perché attrarrebbero insetti ed animali)
  • Foglie di piante poco degradabili (magnolia, lauroceraso, faggio, castagno, aghi di pino), li dovremo però miscelare con cura con altri materiali più degradabili

Assolutamente no, invece, a vetro, plastica, metallo, tessuti sintetici, prodotti chimici. Nel dettaglio nella compostiera non bisogna inserire: 

  • Cenere di sigaretta
  • Agrumi
  • Tessuti
  • Vernici e altri prodotti chimici
  • Carta patinata (riviste)
  • Legno verniciato
  • Piante malate, ad esempio dopo una virosi o batteriosi, per evitare il rischio di contaminazione
  • Resti di piante trattate con insetticidi

Da sottolineare che, un compost ben riuscito non puzza, quindi se di fronte alla lavorazione del compost cominciate a sentire cattivi odori, significa che qualcosa non sta funzionando bene. A seconda del metodo di compostaggio adottato, esistono tre diversi tipi di compost:

  1. Il compost fresco (con 2- 4 mesi di compostaggio con il cumulo): che è ancora in corso di trasformazione, ricco di sostanze nutritive ma poco stabile.
  2. Il compost pronto (5-8 mesi), che risulta stabile ma non è molto adatto a essere utilizzato come concime. È il compost per l’orto più adatto però, come fertilizzante prima della semina o del trapianto.
  3. Il compost maturo (12/18 o 24 mesi) è quello più stabile, meno adatto come concime, ma perfetto come terriccio per le piante in vaso o anche in caso di risemine.
Compost e terriccio

Foto Shutterstock

Come si realizza il compost domestico

Le forme di compostaggio domestico più utilizzate sono tre: cumulo, concimaia, compostiera. Di sicuro quella più adatta al compostaggio domestico, per piccoli spazi, e magari per creare compost per l’orto è quello con la compostiera. Ma vediamo anche le altre due modalità.

Metodo del cumulo

Chi ha un giardino o un ampio spazio all’aperto può di sicuro optare per il procedimento del compost in cumulo. Per praticarlo bisogna, innanzitutto, scegliere un luogo accessibile sempre, irrigabile e magari all’ombra di alberi che però faccia filtrare anche i raggi del il sole. Prima di cominciare a creare il cumulo, è indispensabile posizionare del legno sminuzzato alla base per evitare la formazione di fango nei mesi invernali. Un aspetto da non sottovalutare per la buona riuscita del compostaggio è la giusta ossigenazione.

E’ fondamentale per i batteri che operano la biodegradazione in condizione aerobica. Per un corretto ricambio d’aria, bisogna non schiacciare troppo il materiale del cumulo e rimescolarlo periodicamente con un forcone.

Con la concimaia

Un’alternativa al cumulo può essere la concimaia, ovvero una buca scavata nel terreno dove accumulare gli scarti organici. In questo caso, però, si possono riscontrare problemi per la tendenza ad accumulare acqua, e per lo scarso scambio d’ossigeno con l’esterno. Il sistema è senza dubbio più complesso e servono tubi drenanti, uno strato di ghiaia o quantomeno un bancale sotto il materiale organico.

Con la compostiera

Il compostaggio domestico si realizza soprattutto con i compostatori o le compostiere. La compostiera in plastica, legno o rete è sicuramente l’attrezzo più utile per chi ha a disposizione uno spazio di piccole dimensioni, o addirittura vuole fare compostaggio sul balcone di casa.

Le compostiere o composer sono contenitori di varie dimensioni fino a circa da mille litri, con diversi tipi di apertura che hanno il grande pregio di evitare i cattivi odori e nascondere il compost. Rivoltare il materiale può essere un po’ più complicato ma è comunque un buon compromesso per chi vuole fare compostaggio domestico senza poter procedere con cumuli e concimaie.

Ovviamente è necessario garantire la giusta miscelazione tramite l’alternanza di strati azotati e carbonio e una buona circolazione dell’aria che comunque mantenga la giusta umidità (60%) per la riproduzione dei microrganismi aerobici. In pratica, dopo aver messo alla base della compostiera uno strato di rami o di scarti azotati e carboniosi, si inseriscono gli scarti scarti vegetali che possono essere rivoltati dopo un paio di mesi per poi essere reinseriti nel composer e lasciati per altri 5 mesi. Alla fine di questo periodo, si troverà un prodotto omogeneo e pronto per essere essiccato al sole e poi utilizzato nel terreno.

Compostiera fai da te: come realizzarla a casa

A seconda dello spazio a disposizione, esistono diverse possibilità per realizzare una compostiera fai da te. Si può optare per soluzioni in legno, in metallo o in plastica, scegliendo tra vai tutorial che si trovano anche online.

Una delle possibilità più utilizzate è quella della rete metallica zincata a maglia da 2,5 x 5 cm e alta un metro per realizzare un cilindro fermato in due punti con fil di ferro. Il cilindro dovrà poi essere rivestito esternamente con il tessuto in juta e coperto con tessuto impermeabile.

Se lo spazio a disposizione è poco, invece, meglio optare per una soluzione più ridotta con un bidoncino di plastica. Basta creare dei fori nel bidone (parte inferiore e laterale) e rivestire con la zanzariera il fondo del bidone, mettendo anche la rete e della ghiaia sulla base per non  far marcire il compost. Alla base della compostiera, va inserito un sottovaso, con la terra e i lombrichi che avvieranno il processo del compost.

Rosa Oliveri

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