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Prosecco sostenibile se ricicla gli scarti trasformandoli in energia

Il Consorzio di Tutela del famoso vino veneto ha messo a punto un progetto per riciclare gli scarti di produzione trasformandoli in energia, vivificando il terreno in modo naturale e incrementando la quantità e qualità delle viti

Francesca Tozzi
10 maggio 2013

Prosecco di ValdobbiadeneIl Prosecco non è solo uno dei prodotti di punta del vino made in Italy, degno rivale dello Champagne che ha superato in diverse occasioni: PRO.S.E.C.CO. (PROduzione Sostenibile di Energia da Combustione e di Compost) è anche il nome di un interessante progetto in tema di sostenibilità ambientale volto a trasformare in energia gli scarti di potatura.

Promosso dal Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore in collaborazione con l’Università di Padova, questo progetto di cui si è appena conclusa la prima fase di sperimentazione, nasce per rispondere al problema dello smaltimento delle biomasse residuali originate dai processi di gestione del vigneto e di vinificazione, primi fra tutti sarmenti e vinacce. Obiettivo è eliminare la consuetudine della bruciatura all’aperto dei residui della potatura, pratica vietata, e favorire un riutilizzo intelligente, che permetta di dare nuova vita a questi materiali rendendoli utili nella produzione aziendale.

Passando per la gestione efficace delle biomasse attraverso la combustione e il compostaggio, la verifica dell’impatto in atmosfera della combustione dei materiali di scarto della vinificazione, la valutazione della Carbon Footprint del processo produttivo. I risultati di questa prima fase hanno confermato che è possibile utilizzare i sarmenti di vite come combustibile per la produzione di energia termica.

Prosecco sostenibileAnche il compostaggio dei sarmenti in combinazione con le vinacce si rivela una tecnica valida ed efficiente per ottenere dell’humus da riutilizzare nei vigneti per vivificare il terreno in modo naturale. Il processo di compostaggio è una valida soluzione per bio-sanificare i sarmenti dai residui dei fitofarmaci distribuiti nel vigneto e dai patogeni presenti nel legno, soprattutto se il compost viene inoculato con organismi antagonisti. L’ultima tecnica oggetto di studio è la triturazione dei sarmenti sul filare e la loro bio-sanificazione mediante trattamenti con funghi antagonisti.

Tutte tecniche che senza l’uso di sostanze chimiche andranno a incrementare la quantità e qualità produttiva della vite, favorendo la biodiversità. I risultati del progetto, prontamente applicabili, saranno utilizzati per redigere delle buone pratiche di gestione da adottare nel territorio del Conegliano Valdobbiadene, che permetteranno di conciliare sempre di più la viticoltura con la qualità dell’ambiente.

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