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Come recuperare l’acqua di cottura

Dal pediluvio al giardinaggio alle pulizie, l'acqua usata per bollire pasta, riso e verdure può essere riutilizzata in diversi ambiti sfruttando le sostanze disperse nella cottura

Francesca Tozzi
18 settembre 2012

Foto di orangeek/flickrSi sa che, cucinando il cibo nell’acqua, parte delle sostanze contenute in esso vengono disperse durante la bollitura: amidi nel caso della pasta e del riso (per questa ragione e per facilitare la digestione, è bene tenere entrambi sempre un po’ al dente), vitamine e sali minerali nel caso di carne, pesce, verdure e legumi.

È inevitabile e non possiamo di certo consumare tutti gli alimenti a crudo.

Quello che possiamo fare è però usare per bollire quelle pentole con lo scolapasta incorporato in modo da recuperare l’acqua di cottura, acqua che lungi dall’essere uno scarto, ha diverse possibilità di utilizzo.

  • La prima e più intuitiva maniera per recuperarla è usarla per lavare i piatti, mettendoli in ammollo nell’acqua bollente appena scolata oppure cominciando con le pentole e aggiungendo i piatti subito dopo quando è ancora calda. In questo modo si sfrutta solo il potere sgrassante dell’alta temperatura, utile anche per i fornelli incrostati o il lavabo opaco.
  • La seconda maniera è usare l’acqua di cottura (della carne e delle verdure) come base per la preparazione di zuppe, vellutate e minestre recuperando così preziosi minerali e vitamine e potenziando in modo naturale il sapore della nuova pietanza. L’acqua di bollitura del pesce, unita a carota, sedano, cipolla e aromi, è un ottimo brodo per la preparazione dei risotti.
  • La terza è utilizzarla per lessare altri cibi in modo tradizionale, usando quindi un’acqua già arricchita ed evitando di consumarne di nuova, o con il vapore attraverso il cestello.
  • Con l’acqua della pasta ricca di amido, già salata e ancora calda si possono fare degli ottimi pediluvi, aggiungendo eventualmente degli oli essenziali per rendere più piacevole l’esperienza; un ottimo sistema per ammorbidire unghie e cuticole prima della pedicure. Oppure si può usare al posto dell’acqua normale durante il lavaggio dei capelli per renderli più morbidi o per lavare i denti in alternativa al dentifricio.
  • Quando l’acqua ricca di nutrienti si raffredda si può comunque usare per innaffiare le piante così i nutrienti passeranno nel terreno. Se si cucinano le uova alla coque o sode, si può usare sia l’acqua nel pentolino sia il guscio per “fertilizzare” il terreno.

Piccoli gesti in sé non determinanti ma utili a mantenere alta l’attenzione sulla necessità di non sprecare una risorsa che quotidianamente solo a livello domestico se ne va dispersa tra bagni, docce, rubinetti dimenticati o tenuti aperti troppo a lungo, lavaggi in lavastoviglie o a mano sotto l’acqua corrente.

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Una risposta a Come recuperare l’acqua di cottura

  1. Tutto bene, ma credo che usare acqua salata per le piante non sia un’ottima idea.

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