Wise Society : Mar Rosso, cercasi eco-sub per salvare la barriera corallina
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Mar Rosso, cercasi eco-sub per salvare la barriera corallina

È in partenza la seconda fase di un progetto per monitorare lo stato di salute del reef grazie alle osservazioni dei turisti appassionati di snorkeling e immersioni. La prima fase ha permesso di censire 72 organismi

Francesca Tozzi
11 luglio 2012

Foto di Derek Keats/flickr Il turismo ha sempre un certo impatto sull’ambiente. In particolare quando coinvolge ecosistemi delicati come, per esempio, le barriere coralline, l’ecosistema marino con la più alta biodiversità, ambiente nel quale il comportamento di bagnanti e sub non è sempre stato esemplare.

Come possono danneggiarla, i turisti possono anche contribuire a salvaguardarla partecipando alla seconda fase, ora in partenza, del progetto Ste (Scuba Tourism for the Environment) per monitorare lo stato di salute della barriera corallina del Mar Rosso. Un lavoro di ricerca, finanziato dal Ministero del Turismo egiziano, che il Marine Science Group dell’Università di Bologna sta portando avanti con successo proprio grazie ai molti turisti appassionati di snorkeling e di immersione che hanno partecipato alla prima fase.

 Ai sub che hanno deciso di aderire, dopo una fase preparatoria, è stato chiesto di osservare con attenzione i pesci e gli organismi del reef, di calcolare la frequenza con cui si imbattevano nelle 72 specie più comuni e di compilare delle apposite schede. I dati raccolti nella prima fase del progetto, dal 2007 al 2010 – 17.500 schede analizzate per un totale di 14.178 ore di immersione e 72 organismi censiti – hanno permesso di analizzare lo stato della biodiversità marina nell’area più frequentata dai sub, individuando zone in cui gli avvistamenti sono “molto buoni”, come Marsa Alam e Sharm el Sheik, e altre dove c’è ancora del lavoro da fare, come Hurgada.

L’innovativa metodica di monitoraggio ambientale introdotta dal Marine Science Group ha delle ricadute positive anche in chiave di turismo sostenibile: è stato, infatti, dimostrato che un briefing pre-immersione sulla delicata natura dell’ecosistema corallino e sulle tecniche di galleggiamento in immersione può migliorare il comportamento dei turisti subacquei riducendo notevolmente l’impatto sul reef.

Foto di David W Siu/flickr

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