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Così un ambiente inquinato ci toglie anni di vita

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità più di un decesso su cinque a livello mondiale potrebbero essere evitati se soltanto si modificassero alcuni fattori ambientali

Francesco Monaco
4 maggio 2016

Ambiente inquinato, Image by iStockQuando si parla di prevenzione delle malattie, da qualche anno a questa parte si fa quasi sempre riferimento al cibo e ci si dimentica (spesso) dell’ambiente inquinato in cui si vive. Nulla di più sbagliato, perché così come gli alimenti che portiamo sulla tavola, anche le città in cui viviamo, la casa in cui dormiamo, l’ufficio in cui lavoriamo e i mezzi che utilizziamo per spostarci ogni giorno rappresentano fonti di contatto con sostanze che possono avere una ricaduta sul nostro stato di salute. Un aspetto non irrilevante, se a detta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità più di un decesso su cinque a livello mondiale (12,6 milioni ogni anno) – e il ventisei per cento tra i bambini con meno di cinque anni – potrebbero essere evitati se soltanto si modificassero alcuni fattori ambientali.

COSÌ UN AMBIENTE POCO SANO CI TOGLIE LA VITA – Il dato emerge dal secondo rapporto dal titolo “Prevenire le malattie attraverso un ambiente salutare”, diffuso dalla massima istituzione sanitaria a livello mondiale. Si tratta del contributo più completo e sistematico su quanto i fattori di rischio ambientali prevenibili possano contribuire a un’ampia gamma di malattie e incidenti. L’analisi è focalizzata sulle cause ambientali delle malattie e su quanto le stesse possano essere influenzate dall’ambiente. I dati mostrano come decessi, malattia e disabilità possano essere effettivamente ridotti ogni anno attraverso una politica ambientale adeguata. I numeri che emergono soltanto di poco inferiori a quelli diffusi lo scorso anno, che attribuivano oltre 13 milioni di morti all’ambiente malsano. A pagare il prezzo più alto, come al solito, le aree meno sviluppate del Pianeta: il sud-est asiatico, la Cina (in questo caso incide anche l’elevata densità abitativa e le differenze che sussistono tra le metropoli e le aree rurali del Paese) e l’Africa. Ma al quarto posto per numero di decessi (1,4 milioni ogni anno) si colloca l’Europa, seguita dalle nazioni africane che s’affacciano sul Mediterraneo (854mila) e dal Sud America (847mila). Le cinque principali malattie influenzate da scarse condizioni ambientali sono l’ictus, l’infarto del miocardio, varie forme di incidenti involontari, i tumori e le malattie croniche respiratorie (asma e broncopneumopatia cronico ostruttiva). Seguono la diarrea, le infezioni respiratorie, quelle neonatali e la malaria.

Image by iStockDIECI CONSIGLI PER MIGLIORARE L’AMBIENTE – Così, dopo aver scoperto quali sono le aree più longeve del Vecchio Continente, l’Organizzazione Mondiale della Sanità è tornata a porre l’accento sull’importanza dell’ambiente (e di conseguenza del suo inquinamento) sull’incidenza delle malattie. La ricerca, effettuata attraverso la revisione sistematica della letteratura e più di cento interviste a esperti internazionali, ha valutato l’impatto di fattori ambientali noti su specifiche malattie. Molteplici gli agenti inquinanti a cui si risulta esposti quotidianamente: nell’aria, nell’acqua, le radiazioni, l’inquinamento acustico, i rischi sul luogo di lavoro, le pratiche agricole, la costruzione di edifici e il cambiamento climatico. Due le categorie più a rischio: i bambini con meno di cinque anni (1,7 milioni di morti all’anno), adulti e anziani nella fascia d’età compresa tra 50 e 75 anni (4,9 milioni). Come fare in modo che anche il singolo individuo possa migliorare l’ambiente in cui e dunque proteggere la propria salute? L’Oms ha stilato un decalogo di indicazioni utili: generando energia pulita riducendo il rilascio di anidride carbonica, muovendosi con i mezzi pubblici, scegliendo carburanti «verdi» e tecnologie pulite (in casa e sul luogo di lavoro), riducendo l’esposizione alle sostanze inquinanti sul luogo di lavoro, garantendo (su larga scala) la sanificazione dell’acqua, riducendo lo spreco e favorendo il riciclo, proteggendosi adeguatamente dal sole, riducendo i luoghi in cui è possibile fumare (per minimizzare l’impatto del fumo passivo) e considerando la salute al primo posto ogni qual volta si compiono scelte politiche. Trasporti, energia, agricoltura e industria: è attraverso la svolta in questi settori che passa l’opportunità di vivere un po’ più a lungo.

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