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Inquinamento indoor: se il nemico si nasconde dentro casa

Ogni anno quattro milioni di persone muoiono nel mondo a causa dell’esposizione ad ambienti chiusi inquinati. Con Gaetano Settimo, coordinatore del Gruppo di studio nazionale sull’Inquinamento Indoor dell’Istituto Superiore di Sanità, cerchiamo di capire quali sono i rischi maggiori per la nostra salute e come difenderci

Vincenzo Petraglia
2 Ottobre 2020

Si parla molto di qualità dell’aria e inquinamento delle nostre città, perennemente soffocate da traffico e smog, ma poco si parla – e poco si sa – di un nemico forse ancora più pericoloso (e subdolo), quello che si nasconde nelle nostre case, un inquinamento indoor che può essere causa di non pochi problemi e provocare danni non indifferenti alla nostra salute.

Un problema certamente sottovalutato dalla massima parte delle persone, forse perché si pensa, erroneamente, di essere al sicuro, nelle proprie abitazioni, dai pericoli accertarti derivanti dall’ambiente esterno. Eppure non è proprio così, anche perché, come hanno dimostrato diversi studi, la maggior parte delle esposizioni nocive alla nostra salute legate alla scarsa qualità dell’aria si annida proprio nella nostre case, fonti inquinanti forse meno appariscenti rispetto, per esempio, ai tubi di scarico delle nostre automobili, ma da temere allo stesso modo. Sommate le une alle altre in un ambiente, quello domestico, in cui trascorriamo buona parte delle nostre giornate, sono, infatti, in grado di generare un deleterio effetto moltiplicatore. I dati d’altronde parlano chiaro: quattro milioni di morti l’anno in tutto il mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dovute all’esposizione ad ambienti chiusi inquinati.

Con Gaetano Settimo, coordinatore del Gruppo di studio nazionale sull’Inquinamento Indoor dell’Istituto Superiore di Sanità, che dal 2010 ha il compito di fare ricerca e approfondire questi temi con l’obiettivo di creare una legge ad hoc sulla qualità dell’aria indoor, che in Italia ancora non esiste contrariamente a diversi altri paesi europei, cerchiamo di capire quali sono i reali pericoli che ogni giorno corriamo, quali i miti da sfatare, quali le conseguenze per la nostra salute e soprattutto come proteggerci migliorando la qualità dell’aria delle nostre case.

I dati parlano chiaro: gran parte dell’inquinamento cui siamo quotidianamente sottoposti deriva non dall’ambiente esterno ma da quello interno alle nostre case. Dobbiamo, dunque, preoccuparci più dell’aria che circola all’interno delle nostre abitazioni che di quella che respiriamo nelle strade delle nostre città?

inquinamento indoor Gaetano Settimo

Gaetano Settimo, coordinatore del Gruppo di studio nazionale sull’Inquinamento Indoor dell’Istituto Superiore di Sanità.

Sì, il grosso dell’esposizioni a sostanze e materiali che possono nuocere alla salute avviene proprio negli ambienti chiusi. Un problema che spesso viene sottovalutato dalla popolazione, che pensa erroneamente che sia l’inquinamento atmosferico esterno il problema principale. Certo lo è anche quello, ma spesso il nemico più pericoloso si nasconde proprio fra le mura delle nostre case e dei nostri uffici, dove trascorriamo la maggior parte delle nostre giornate, e negli altri luoghi che frequentiamo: dalle palestre ai ristoranti, fino alle scuole. È, infatti, l’associazione e l’effetto sommatoria dei vari inquinanti indoor, anche a basse concentrazioni, a provocare effetti nocivi sulla salute.

Quali sono queste conseguenze per la salute?

L’inquinamento indoor può causare disagio sensoriale, irritazione, mal di testa, cefalea e astenia, quindi questa sensazione di stanchezza cronica che molto spesso non viene associata all’inquinamento indoor ma che è provato attenuarsi quando ci si allontana per un certo periodo dal luogo dell’esposizione. E poi irritazioni a occhi e gola, problemi di natura cardiovascolare o respiratoria, come l’asma bronchiale, dermatiti, allergie, fino a gravi danni alla salute con malattie croniche e cancerogene.

Quali sono le fonti di inquinamento indoor più rilevanti?

Non abbiamo un’unica grande sorgente, ma sicuramente le più impattanti sono quelle che vengono attivate da noi stessi, per esempio quando non usiamo correttamente un prodotto, oppure quando facciamo le pulizie utilizzando e magari, peggio ancora, miscelando i detersivi. Oppure quando respiriamo fumo passivo o quando non viviamo in ambienti sufficientemente puliti e salubri, che danno per esempio vita a umidità e muffe, o cuciniamo senza sistemi di ventilazione adeguati. Ancora, quando inseriamo nella nostra abitazione materiali che rilasciano sostanze nocive: dall’arredamento ai tessuti, per esempio di tende, divani, lenzuola, passando per le pitture e le vernici, i profumatori d’ambiente e i diffusori di aromi.

inquinamento indoor

Foto: Cdc / Unsplash

Tutte queste cose, associate a comportamenti sbagliati come per esempio non areare a sufficienza gli ambienti, che significa semplicemente aprire ogni tanto balconi e finestre per favorire il ricambio d’aria, non avere una puntuale e attenta manutenzione dei sistemi di aerazione forzata, non leggere attentamente le etichette e le istruzioni d’uso dei vari prodotti che abbiamo in casa, possono trasformarsi in un cocktail molto pericoloso per la nostra salute.

L’ambiente in cui viviamo è un concentrato di virus, funghi, acari, allergeni e batteri, tra cui la temibile legionella, che proliferano in ambienti umidi come condizionatori, impianti di riscaldamento, umidificatori e serbatoi d’acqua, ma anche sostanze molto pericolose, inserite fra le sostanze cancerogene, come l’amianto, la formaldeide o il radon, quest’ultimo gas radioattivo prodotto dal suolo sottostante l’edificio, motivo per cui gli ambienti più esposti sono quelli posti al piano terra, negli interrati e nei seminterrati. Oltre a molte altre sostanze potenzialmente pericolose, per il cui elenco completo e relative specificità si può far riferimento ai diversi opuscoli consultabili sul sito del Ministero della Salute.

Quali sono le stanze più “pericolose” della nostra abitazione?

inquinamento indoor Gaetano Settimo

Foto Shutterstock

Non ce n’è una in particolare, perché sono tutte le componenti inquinanti, quelle presenti in ciascuna stanza, che, sommate le une alle altre, producono effetti negativi. La presenza di questi composti dipende soprattutto allo stile di vita degli occupanti. Tra questi la cattiva aerazione dell’ambiente, il fumo passivo, i processi di combustione, prodotti sia per la cottura dei cibi che per il riscaldamento, l’uso di deodoranti e prodotti per la pulizia in dosaggi eccessivi.

Certamente la camera da letto, essendo il luogo dove trascorriamo almeno otto ore al giorno, è potenzialmente fra le più pericolose se si considera la sommatoria delle possibili varie fonti inquinanti: arredamento, coperte e lenzuola, tende, suppellettili, sistemi di condizionamento, fonti di composti organici volatili, o livelli di Co2 elevati, dovuti allo scarso ricambio d’aria nella stanza.

Ma anche la cucina può diventare ricettacolo di inquinanti. Per esempio, come sempre più spesso avviene oggi, per via di appartamenti sempre più mini soprattutto nelle grandi città, quando il piano cottura è molto vicino alla zona living. Se non correttamente gestito, per esempio attraverso l’apertura delle finestre quando si cucina o l’utilizzo di cappe e aspiratori, può sprigionare nell’aria composti organici volatili dannosi dovuti alle sorgenti di combustione – i fornelli – e all’umidità e al vapore prodotti.

Cosa ne pensa dei purificatori d’aria? Sono davvero utili?

Certamente possono essere utili, ma la parola d’ordine è informarsi sulle caratteristiche e le modalità di utilizzo, perché possono essere efficaci in determinate situazioni e non in altre, in base per esempio alla grandezza degli ambienti, al numero di persone presenti nell’abitazione e così via.

Un capitolo non trascurabile e probabilmente piuttosto subdolo, anche perché in genere molto caro soprattutto alle nostre mamme, è quello della pulizia e dei prodotti igienizzanti…

Sì perché si ha la convinzione che profumato corrisponde a pulito. Non è affatto così, anzi. Il pulito, infatti, non ha odore. Il bouquet di profumi associato in genere ai prodotti per la casa altro non è che una fonte di emissioni nocive, ecco perché nella scelta dei prodotti per la pulizia della casa dovremmo preferire sempre quelli senza odori, quindi senza allergeni.

In generale comunque i detersivi vanno usati con moderazione e seguendo sempre la dosi massime consigliate perché contengono composti organici volatili, che vengono rilasciati nell’ambiente durante l’utilizzo. Alternative più naturali peraltro ci sono, dall’aceto e al bicarbonato. Fondamentale, poi, leggere attentamente le etichette e mai mescolare questi prodotti, perché alcune miscele possono risultare molto molto pericolose, finanche mortali.

detersivi

Spesso si abusa con i detersivi, o si usano in modo improprio: un rischio per la nostra salute – Foto: Kelly Sikkema / Unsplash

Quali altri consigli possiamo dare in generale per ridurre l’inquinamento indoor degli ambienti in cui viviamo?

Evitare temperatura e umidità elevate e aprire le finestre almeno due o tre volte al giorno, anche solo per pochi minuti, il tempo necessario al ricambio d’aria. Utilizzare la cappa quando si cucina, effettuare una corretta manutenzione degli impianti di riscaldamento e rimuovere immediatamente eventuali muffe, segno tangibile che il microclima domestico non è ottimale e che non c’è sufficiente ricambio d’aria. E, come si diceva prima, utilizzare con parsimonia i prodotti per la pulizia e i deodoranti leggendo sempre prima con attenzione le etichette. Quando si finisce di pulire è bene inoltre non sostare nella stanza, arieggiandola. Tra gli altri accorgimenti, anche quelli di mantenere il più possibile puliti e salubri gli ambienti in cui si vive, di evitare di fumare, di ridurre i processi di combustione e la presenza di tappeti in casa: se proprio non si riesce a rinunciarci, vanno puliti scrupolosamente e con una certa frequenza. In generale quando avvertiamo degli odori in casa, come quello classico “di nuovo” – per esempio, quando ritinteggiamo una stanza o compriamo un nuovo mobile – sempre meglio lasciare arieggiare la stanza almeno 48-72 ore prima di utilizzarla.

Molto importante anche informarsi sui materiali che si usano nella propria abitazione, sia a livello strutturale che di arredamenti interni, scegliendo ovviamente quelli più salutari. A questo proposito è importante investire sempre di più, anche a livello istituzionale e tra gli operatori tecnici, sulla certificazione dei materiali a bassa emissione e sull’informazione e la prevenzione. Il tema dell’efficientamento energetico, per esempio, in questi mesi molto in voga, non deve mirare solo al risparmio in bolletta, ma anche e soprattutto a migliorare la salute degli individui. Edifici intelligenti, insomma, che oltre al risparmio energetico migliorino anche la salute delle persone. Quello della sensibilizzazione e della prevenzione, d’altronde, che è un discorso che col nostro gruppo di sull’inquinamento indoor stiamo cercando di portare avanti, è un fronte quanto mai importante, nell’attesa di una legislazione organica di riferimento, che nel nostro Paese ancora manca.

Vincenzo Petraglia

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Gaetano Settimo

Gaetano Settimo

Ricercatore Istituto Superiore di Sanità
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