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Buono come il pane? Sì ma attenzione a quello confezionato…

Importazioni non controllate dall'Est Europa e prodotti da forno illegali mettono a rischio un alimento primario della tavola. La soluzione? Preferire baguette e filoni da panetterie a produzione propria, o farli in casa

Fiorenza Da Rold
29 febbraio 2012

Grazie a diverse recenti inchieste, su quotidiani e in Tv, che hanno fatto scalpore, abbiamo scoperto che circa un quarto del pane italiano, quello abitualmente venduto nei supermercati, viene dalla Romania. Baguette, filoni, pane affettato, pagnotte. Prodotti di scarsa qualità e a basso costo che arrivano preimpastati, precotti e surgelati, in modo da poter durare due anni. Per metterli in vendita, basta un breve riscaldamento nel forno.

La mancanza di legislazione per il pane confezionato

 

Integrale semi sesamoData la convenienza di costi all’origine, nell’arco dell’ultimo anno le importazioni sono più che raddoppiate, provocando un giro d’affari che ammonta a circa mezzo miliardo di euro. C’è da aggiungere che in Italia (contrariamente alle normative europee) non c’è l’obbligo per chi vende pane confezionato di esplicitare da dove viene il prodotto. E quindi, non essendoci la tracciabilità, poco si sa sugli aspetti igienici, nonché sulla provenienza degli ingredienti utilizzati. Non si può dimenticare infatti che i terreni dell’Europa dell’Est sono stati pesantemente contaminati dalla catastrofe di Chernobyl, con effetti drammaticamente destinati a durare per secoli. E purtroppo le importazioni di pane dall’Est non sono l’unica rete commerciale poco raccomandabile da evitare, perché nell’ambito dell’alimentazione c’è un altro fenomeno inquietante che addirittura si intreccia con la criminalità organizzata: ovvero un certo tipo di pane illegale che arriva dal Sud Italia e che viene venduto sui banchetti dagli ambulanti e nei mercati del Nord. Oltre 1000 forni abusivi identificati tra Napoli e provincia, con lavoratori sfruttati in nero che utilizzano ingredienti avariati.

Il cibo genuino esiste. È quello “sotto casa”

 

Multicereali MultisemiMa per fortuna una via d’uscita per i consumatori c’è. Basta seguire la regola aurea del Km0, valida per qualsiasi tipo di alimento, per controllare facilmente la genuinità del cibo. Quindi sarà sufficiente comprare il pane sotto casa, in un panificio con produzione propria, per escludere i rischi di cui abbiamo parlato. Però esistono ipotesi ancora più salutari, e tra tante l’idea migliore è quella di farsi il pane da soli, che in questo caso diventa addirittura a centimetro zero. È facile, oltre che conveniente, e anche molto comodo per avere sempre a disposizione pagnotte e sfilatini caldi in qualsiasi momento della giornata. Infatti si trovano oggi in commercio molte macchine del pane, dalle più semplici alle più evolute, dove basta versare gli ingredienti seguendo il ricettario e aspettare che il pane sia pronto. Con il piacere di poter scegliere ottime farine per ottenere un alimento di primissima qualità rispetto a quello in commercio, e paradossalmente risparmiando parecchio. Qualche esempio. Grano tenero e grano duro (quello per fare lo squisito pane di Altamura). iI farro, che ha proprietà antianemiche, ricostituenti e rinfrescanti. La segale, molto ricca di lisina (un aminoacido essenziale) e di importanti sali minerali (ferro, calcio, fosforo). Ma anche avena, orzo, riso, da usare preferibilmente miscelati con il grano. E nella stagione fredda il grano saraceno, molto proteico, ricostituente e riscaldante. È importante che le farine siano integrali, perché contengono il prezioso germe di grano (ricco di vitamine, proteine, sali minerali) e naturalmente la crusca, ottimo regolatore delle funzioni digestive.

Come scegliere le farine migliori

 

Integrale semi linoChi non ha mai provato la soddisfazione di fare il pane in casa, può cominciare con la miscela ai 7 cereali del “Molino Spadoni”, facilmente reperibile nei punti vendita della grande distribuzione: contiene tutti gli ingredienti necessari e basta seguire le semplici istruzioni sul retro della confezione. Ma fare il pane poi diventa una vera passione, un’attività creativa.  E quasi sempre allora viene voglia di impastarlo a mano, proprio come una volta. Molto più facile di quanto si immagini. Subito dopo viene spontaneo ricercare farine ancora più pregiate e salutari come quelle biologiche macinate a pietra per mantenere vitali tutte le proprietà nutritive: quelle di “Alce Nero” (www.alcenero.it), di “Antico Molino Rosso” (www.anticomolinorosso.com), e quelle biodinamiche con il marchio “Demeter” distribuite da Ecor (www.ecor.it), normalmente vendute da NaturaSì, catena di biosupermercati presente in tutta Italia. Ci si può sbizzarrire, provando diverse miscele e aggiungendo all’impasto semi e ingredienti personalizzati secondo il proprio gusto: i semi di girasole, per esempio, ottima fonte di vitamine (in particolare quelle del gruppo B (che fanno bene al metabolismo e al sistema nervoso), D (utile per le ossa) ed E (antiossidante); i semi di sesamo, che rafforzano il sistema immunitario e sono ricchi di calcio; i semi di lino, ricchissimi di preziosi Omega-3 per tenere sotto controllo il livello del colesterolo.

 

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2 risposte a Buono come il pane? Sì ma attenzione a quello confezionato…

  1. Pingback: Buono come il pane fatto in casa | AutentiCittà@Fiore Da Rold

  2. Giuseppe

    Intorno al 20 giugno scorso ho acquistato un pezzo di pane comune presso un supermercato di una nota catena. Dopo qualche giorno l’ho aperto per utilizzarlo ed ho constatato la presenza di una vasta macchia di colore salmone, che si era già propagata per buona parte del prodotto. La muffa è di colore grigiastro, ma il colore salmone da cosa è derivato? E’ da considerarsi sicuro?
    Grazie dell’attenzione riposta.

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