Wise Society : Il Salone del gusto contro la “pornografia alimentare”
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Il Salone del gusto contro la “pornografia alimentare”

La X edizione in programma dal 23 al 27 ottobre a Torino punta su agricoltura famigliare e sostenibilità. Perché come dice Petrini "non ci si può chiudere dentro una sterile logica gastronomica".

Mariella Caruso
9 Giugno 2014

Foto: Monica Arellano-Ongpin/FlickrA vent’anni dalla prima volta e dopo nove edizioni che lo hanno visto crescere, non soltanto dal punto di vista espositivo, il Salone del gusto si prepara al decimo compleanno con un’edizione da ricordare.

Il decennale dell’evento nato dalla fervida mente di Carlin Petrini è in programma dal 23 al 27 ottobre al Lingotto di Torino ad una manciata di mesi dall’inaugurazione di Expo 2015 che, sulla carta, dovrebbe trattare gli stessi temi messi dal Salone del Gusto al centro del dibattito sin dalla sua nascita.

«Nel 1996 non veniva in mente a nessuno che il cibo, gli agricoltori, i pescatori potessero essere una delle chiavi della politica degli anni a venire – ha esordito Petrini alla presentazione della decima edizione del Salone -. Oggi tutti, invece, parlano di cibo, ma non lo fanno nella maniera giusta: di gastronomia non se ne può più. Anche gente per bene sta diventando fuori di testa, in tv c’è Masterchef e altri programmi, una vera e propria pornografia alimentare. Il diritto al piacere è fondamentale, naturalmente, ma per tutti anche per chi non ha i soldi. Per questo parteciperemo all’Expo in maniera critica – ha aggiunto Petrini -, perché chi gli vuole bene non può stare zitto, ed è per questo che noi alziamo la voce andando controcorrente. L’Expo non ha più niente a che vedere con i temi originari e il sistema paese non ha bisogno di un Expo senz’anima».

Il Salone del Gusto, invece, un’anima ce l’ha e in quest’edizione la dedicherà alla sostenibilità e all’agricoltura familiare. «Non ci si può chiudere dentro una sterile logica gastronomica – ha sottolineato il patron di Slow Food -, l’appuntamento di Torino è politico: parliamo di sostenibilità, diritti di contadini, pescatori e artigiani di essere trattati bene. Occorre dare valore al cibo, bisogna accompagnare i produttori verso nuove prospettive. A Torino arriveranno contadini da ogni angolo del mondo per partecipare a Terra madre. Non politici o maître a penser, ma gente umile».

«Oggi rischiano di sparire alcune specie: il commercio impone solo banane Cavendish – ha aggiunto il nuovo presidente di Slow food Italia, Gaetano Pascale -. Noi vogliamo salvare i prodotti dimenticati: oltre i 2.000 che fanno già parte del progetto di tutela dell’Arca del gusto nato da alcuni anni, chiediamo ai visitatori di portare a Torino altri prodotti da salvare per arrivare all’obiettivo dei 10.000 che ci siamo prefissati per il 2016». Il perché di tutto questo è spiegato con alcuni dati: «Su oltre 30.000 piante commestibili, solo 30 sono quelle utilizzate in maggioranza per soddisfare il fabbisogno energetico mondiale con tre specie coprono che oltre il 50%: dello stesso e sono riso, grano e mais».

Va da sé che il Salone sarà ambientalmente sostenibile come nelle altre edizioni. La novità del 2014 è la ricerca della sostenibilità sensoriale. E non solo. La cartella stampa è stata realizzata con il carattere tipografico “easy reading”, studiato per la lettura dei dislessici. Anche questa è sostenibilità.

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