Wise Society : Parola d’ordine: recuperare le pile
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Parola d’ordine: recuperare le pile

Nel 2016 la raccolta dovrà arrivare al 45%. Per ora la maggioranza delle batterie finisce in discarica. E il piombo, che potrebbe servire per batterie e tubazioni, finisce nell'ambiente

Cesare Giuzzi
19 Giugno 2013

 Batteries, foto di Jomme V./Flickr

 

Il Cobat è il consorzio nazionale per il recupero delle batterie esauste. Si occupa della raccolta separata dei rifiuti di pile ed accumulatori portatili, nei negozi e nei centri per la raccolta differenziata dei rifiuti. Non solo, perché il Consorzio, opera anche a livello industriale con la raccolta presso le officine, i capannoni industriali, meccanici ed elettrauto. In ogni caso, sia la batteria di un cellulare, di un orologio da polso, o di un’auto, l’obiettivo finale è quello di raccogliere quanto più materiale possibile evitando in tutti i modi che si possa disperdere nell’ambiente.

Ogni anno in tutta Europa si calcola che vengano vendute circa 900.000 tonnellate di batterie portatili non al piombo e si stima che in Italia siano circa 13.000 tonnellate. Si tratta del variegato panorama delle pile allo zinco, alcaline o nichel-cadmio, che, con formati diversissimi, alimentano i telefonini, orologi, computer, piccoli elettrodomestici, giocattoli e tutti gli oggetti di più comune uso quotidiano con batteria. Una realtà articolata, per la quale non esiste un sistema di censimento e di raccolta differenziata strutturato: al di là di iniziative sporadiche, tutto il resto finisce in discarica, si stima ben 75.155 tonnellate (dato 2002). Secondo quanto fissato dalla Direttiva europea al 2012 la raccolta totale dovrà essere almeno pari al 25% e nel 2016 dovrà raggiungere almeno il 45% delle batterie vendute. Smaltire completamente questi pericolosissimi oggetti è fondamentale. Riciclare la batteria usata dell’auto, ad esempio, permette di recuperare il piombo che, se trattato correttamente, servirà per produrre altre batterie, tubazioni o per le saldature. Inoltre in questo modo le sostanze inquinanti come l’acido solforico e il piombo non vengono disperse nell’ambiente.

 

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