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Meno emissioni delle auto? In Svizzera fanno così

Anche nel mercato delle automobili, la Svizzera è all'avanguardia con l'obbligo dell'etichetta energetica per i veicoli. Un'informazione trasparente che offre uno strumento in più ai consumatori

Sebastiano Guanziroli
15 luglio 2013

Etichetta energetica automobili, per chiarire i consumi delle autoUn’etichetta come quelle che siamo ormai abituati a vedere sugli elettrodomestici in vendita. Una linguetta che appare in evidenza accanto alle auto nei concessionari svizzeri dal gennaio 2012, dando informazioni su consumi, efficienza del veicolo, emissioni di CO2 e permettendo un confronto tra veicoli con differenti sistemi di propulsione in relazione alla loro efficienza energetica.

E che funziona. Perché è trasparente, chiara, e i consumatori dimostrano di utilizzarla al momento di decidere un acquisto. «L’etichettatura è stata ben accetta fin da subito anche dagli importatori d’auto – racconta Renato Gazzola, portavoce del Touring Club Svizzero – In Svizzera non abbiamo produttori, ma importatori. Hanno capito che era un passo importante per contenere consumi ed emissioni, una politica che è strategica per la nostra Confederazione».

Il Touring Club è parte attiva di questa politica, perché è l’ente controllore dell’etichettatura. Le vetture vengono classificate nelle rispettive categorie in base al coefficiente di valutazione BWZ, composto per il 30% dal consumo energetico relativo (consumo di energia/peso a vuoto) e per il 70% dal consumo energetico assoluto. Le categorie di efficienza, che vanno dalla A alla G, permettono di comparare veicoli delle stesse dimensioni. I dati provengono dai produttori e il Touring Club poi effettua ogni anno prove a campione comparando i dati ottenuti con le indicazioni fornite dal costruttore. «Normalmente non ci sono grosse divergenze – prosegue Gazzola – Capitano divergenze sul peso dichiarato dei veicoli o sul numero dei cavalli motore. Comunque noi facciamo le prove su strada, mentre i dati originali sono rilevati al banco prova a rulli, e sono i nostri che usiamo per l’etichettatura».

NRMA New Cars/flickr

In Europa, etichetta energetica per pneumatici

Da una lettura generale dei 4648 modelli presi in considerazione, emerge che il 44% sono diesel, tutti dotati di filtro antiparticolato. I diesel moderni hanno un’efficienza superiore rispetto alla quella dei motori a benzina: a seconda dei modelli confrontati un motore diesel consuma dal 20 al 30% in meno, in litri, rispetto al benzina. A causa dell’alta densità e del maggiore contenuto di carbonio, le emissioni di CO2 si riducono però soltanto del 10-15% rispetto alla benzina. I veicoli a gas naturale emettono meno anidride carbonica rispetto ai veicoli a benzina e diesel e non producono fuliggine.

L’etichetta viene adeguata ogni anno. Le autorità elvetiche ritengono che il progresso tecnologico si intensificherà al punto da consigliare aggiornamenti più frequenti. Quindi una vettura che in un determinato anno ha meritato la qualifica “A”, l’anno successivo potrà scendere nella “B” se nel frattempo saranno arrivati sul mercato nuovi modelli energeticamente più efficienti. «L’etichetta viene rielaborata in funzione delle emissioni di CO2 – prosegue Gazzola – Chi ne emette di meno sarà sempre più avvantaggiato. Presto poi verrà emessa un’ordinanza per abbassare ancora il limite, e chi lo supererà sarà penalizzato con una tassa all’importazione. L’obiettivo per i prossimi anni è far scendere la soglia di emissione sotto i 90 punti».

Svizzera Energia è la piattaforma cui fanno capo tutte le attività nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Una piattaforma nata dalla collaborazione tra la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e numerosi attori del mondo economico, delle organizzazioni ambientaliste, dei consumatori e delle agenzie dell’economia privata. Un organo efficiente che avrebbe molti suggerimenti da dare all’Unione Europea o all’Italia circa l’istituzione dell’etichettatura. Ferma, al momento, ai soli pneumatici e diventata obbligatoria dal novembre 2012. Un passo comunque importante, considerato che circa il 20 percento del consumo di carburante di un veicolo dipende dai pneumatici e dalla loro resistenza al rotolamento. Aiuterà gli automobilisti a trovare pneumatici sicuri, silenziosi e a basso consumo energetico, con effetti considerevoli: si è calcolato che, a seconda della velocità di riconversione del mercato, il potenziale di risparmio andrebbe da 0,56 a 1,51 milioni di tonnellate di petrolio greggio equivalente in tutta Europa. Siamo sulla buona strada?

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