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Energie rinnovabili: i paesi del sole

Non sono campioni del mondo. Ma almeno di Italia sì. Torre San Giorgio, Vipiteno e Senigallia salgono sul podio del Campionato Solare 2010. Che premia i comuni più virtuosi per l'installazione di impianti solari termici e fotovoltaici

Sebastiano Guanziroli
1 ottobre 2010

Torre San Giorgio in provincia di Cuneo, è il comune “più solare” d’Italia. Capita anche questo nell’Italia del 2010 che cerca di sviluppare un po’ disordinatamente le proprie fonti di energia rinnovabile, e in particolare quella che potrebbe essere la regina nel “paese d’ ‘o sole”.

Panorama di Torre San Giorgio - CN

Il piccolo paese collinare è il vincitore assoluto del “Campionato Solare” curato da Legambiente in collaborazione con Klimaenergy. La competizione, che quantifica la diffusione del solare in rela zione a impianti solari termici e fotovoltaici, è una classifica elaborata in rapporto alla popolazione esistente cui hanno preso parte i 3.886 Comuni italiani dove sono presenti gli impianti. A Torre  San Giorgio sono stati installati sui tetti delle case, sulle coperture delle aziende, a terra e su pensiline. Il sindaco Mario Monge racconta con orgoglio: «Abbiamo messo in campo una politica di incentivi che ha trovato grande interesse tra i cittadini: Waiting at the Window da Joyseph/flickrsiamo solo settecento anime, ma abbiamo circa un centinaio di aziende, e siamo abituati a guardare avanti e investire nel futuro. E da quando abbiamo comunicato i dati per concorrere al Campionato, siamo cresciuti ancora di più». Edoardo Zanchini, dell’Ufficio Energia e Clima di Legambiente, non è troppo stupito della vittoria di un piccolo paese del cuneese: «Ormai è chiaro che il processo di diffusione delle energie alternative dipende soprattutto dalla volontà delle amministrazioni e dei cittadini. Se in un comune ci sono incentivi e c’è chi è pronto a raccoglierli, il gioco è fatto».

 

Scorrendo la classifica generale, che vede dietro Torre San Giorgio ben sei comuni del Trentino Alto Adige, ciò che stupisce è la pressochè totale assenza del Mezzogiorno: solo Torrenova, in provincia di Messina, decimo in classifica, figura tra i primi cinquanta: «L’assenza del Sud in termini assoluti è evidente – prosegue Zanchini – Da una parte il problema è che si fa molto “nero”, quindi non c’è interesse a usufruire degli incentivi per installare il solare termico. Ma d’altra parte manca proprio una politica complessiva come quella altoatesina, dove le fonti rinnovabili sono viste come una risposta vera e propria alle esigenze dei cittadini. Manca la visione d’insieme, anche se in una regione come la Puglia, ad esempio, si vedono importanti sviluppi».

 

Vipiteno, photo taken by user Fantasy/WikimediaCommonsSe Torre San Giorgio è vincitore assoluto e vincitore della categoria “Piccoli Comuni”, Vipiteno guadagna il primo posto tra i “Comuni Medi”: qui i pannelli sono collocati per la maggior parte sui tetti delle case e degli alberghi, a conferma della vocazione turistica della località in provincia di Bolzano.  Tra i “Comuni Medio Grandi”, compresi tra 20.000 e 100.000 abitanti, è Senigallia nelle Marche a vincere, seguita da Aosta.

 

Se i comuni italiani piccoli e medi potrebbero figurare bene anche nella Champions League europea del solare – l’anno scorso l’ha vinta Prato allo Stelvio – le note dolenti arrivano con i grandi. Qui fanno categoria a parte Bolzano e Trento, con la prima impegnata a promuovere l’efficienza energetica in edilizia con il protocollo CasaClima e con l’introduzione nel Regolamento Edilizio dell’obbligo di installazione di pannelli in tutti i nuovi edifici e nelle ristrutturazioni. Terza è Terni, in umbria, dove è stato realizzato un progetto di solare termico presso il carcere, dopo aver organizzato un corso di formazione per installatori rivolto ai detenuti. Secondo Zanchini, «il problema dei grandi comuni italiani è che non hanno, tranne rare eccezioni come Bolzano o Reggio Emilia, una strategia complessiva di risparmio energetico combinata con lo sviluppo delle fonti rinnovabili. In Europa, invece, ci sono molti esempi di grandi o grandissime città impegnate a dare questo tipo di risposte ai cittadini, che pretendono riduzione delle emissioni e dell’inquinamento».

 

La crescita del solare non è solo una tendenza, è un fatto. Anche in Italia. Con qualche preoccupazione per il futuro, però, perchè i messaggi che arrivano dalle istituzioni non sempre sono chiari, come se mancasse una reale volontà di promuovere le tecnologie pulite. Chi fa un investimento sul futuro magari può fare a meno di qualche incentivo, ma non della certezza che il suo sforzo iniziale verrà comunque riconosciuto e premiato.

Terni, vista dall'Eremo di Sant'Onofrio a Cesi, Umbria album di Un ragazzo chiamato Bi/flickr

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