Wise Society : Il futuro è già qui. Parola di Time

Il futuro è già qui. Parola di Time

di di Sebastiano Guanziroli
10 Dicembre 2010

Come ogni anno, anche alla fine di quello appena terminato, il prestigioso settimanale americano ha fatto la lista delle 50 novità destinate a cambiarci la vita: dalla tecnologia ai trasporti, dalla bioingegneria all'energia verde. Tante curiosità e qualche idea forse davvero utile: come produrre energia pulita dall'acqua di mare o ricaricare veicoli elettrici con onde elettromagnetiche

Come ogni anno, anche alla fine di questo 2010 la redazione del settimanale americano Time ha compilato la classifica delle 50 migliori invenzioni degli ultimi dodici mesi. E come in ogni classifica, dentro c’è un po’ di tutto: invenzioni veramente rivoluzionarie affiancate ad altre quanto meno discutibili, oggetti già presenti nella nostra vita quotidiana e altri con cui molto probabilmente non verremo mai a contatto. Tra i primi figura certamente l’Ipad, premiato nel settore tecnologia, già venduto in diversi milioni di pezzi in tutto il mondo. Tra i secondi potremmo citare Woolfiller, un sistema che permette di rattoppare i buchi di un vestito senza dover conoscere l’arte del cucito: l’invenzione sta in un particolare tipo di lana che, percuotendo con insistenza un ago, si lega automaticamente al tessuto, chiudendo il buco. Nell’epoca dell’usa e getta c’è da dubitare sull’accoglienza che riceverà presso il pubblico.

 

La classifica comunque non si propone di prevedere il futuro, ma di fare il punto su alcuni progressi fatti durante quest’ultimo anno in alcuni settori: tecnologia, trasporti, medicina, energia verde, bioingegneria, difesa militare, abbigliamento e tessuti. Prevedere cosa ne sarà di tutte queste scoperte è piuttosto arduo, basti pensare che lo scorso anno fu votato il razzo Ares su cui la Nasa riponeva le proprie speranze di riportare l’uomo sulla Luna: a distanza di pochi mesi l’intero progetto è stato fermato per problemi di budget. È invece auspicabile che diventi realtà un nuovo sistema di trasporto elettrico in fase di test al Korean Institute of Science and Technology: il progetto è quello di integrare nella pavimentazione stradale lunghe strisce per il caricamento induttivo dei veicoli elettrici. In questo modo, in futuro, questo tipo di auto potrebbero ridurre del 75 percento circa le dimensioni delle batterie, perché le stesse verrebbero alimentate durante il percorso da micro-ricariche a onde elettromagnetiche. Un prototipo è già in funzione a Gwacheon, un parco divertimenti a sud di Seoul. E presto alcuni bus elettrici della capitale sudcoreana potrebbero sfruttare questa tecnologia in città.


Ancora in tema di energie rinnovabili, l’azienda svedese Minesto si è distinta per l’ideazione di una sorta di aquilone che viene ancorato nei fondali marini e lasciato fluttuare per catturare l’energia prodotta dalle correnti. Poiché l’acqua di mare è 800 volte più densa dell’aria, la piccola turbina attaccata al gigantesco aquilone può generare una quantità di energia enormemente superiore a quella del vento. La tecnologia, denominata Deep Green, può produrre 500 kilowatt anche con acque calme. Il primo modello sarà svelato il prossimo anno al largo delle coste dell’Irlanda del Nord. Una citazione va fatta anche per Michael McAlpine, professore dell’Università di Princeton, che vorrebbe trasformare gli stessi esseri umani in produttori di energia, sfruttando i movimenti che vengono compiuti quotidianamente. L’idea è quella di integrare nelle scarpe e nei vestiti dei cristalli piezioelettrici che usino il calore generato dalle nostre azioni per far funzionare piccoli dispositivi come il telefono cellulare.

 

In campo militare invece si sta lavorando a una nuova formula di TNT. Il tritolo tradizionale è un esplosivo abbastanza instabile, che può esplodere quando cade o se un veicolo che lo trasporta viene colpito da un proiettile. Il nuovo TNT IMX-101, sviluppato al centro di ricerca di Picatinny Arsenal, è invece molto più stabile e verrà messo in produzione già il prossimo anno. Sempre in tema di sicurezza, questa volta in campo civile promette nuotate più tranquille E.m.i.l.y., un robot-boa che sfreccia tra le onde quindici volte più velocemente di un uomo per soccorrere bagnanti in difficoltà. Già testata in una spiaggia californiana, E.m.i.l.y. (acronimo di Emergency Integrated Lifesaving Lanyard) è pilotata in modo remoto da riva, consentendo una visione migliore al guardia coste che utilizza anche un sonar installato sul robot. Un buon esempio di come anche la migliore invenzione abbia sempre bisogno di un essere umano che la faccia funzionare.

 

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