Wise Society : Un grande aiuto nel cuore del Sudan
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Un grande aiuto nel cuore del Sudan

Dal 2007 Emergency offre aiuto ai malati di patologie cardiache del Sudan e delle regioni confinanti con il Centro Salam, l'unica struttura specializzata e gratuita in Africa. Nonostante le polemiche, i risultati sono molto buoni.

Francesca Tozzi
5 aprile 2012

In Sudan l’aspettativa di vita è di 55 anni, il 50% della popolazione non ha accesso ai farmaci essenziali ed esistono 16 medici ogni 100.000 abitanti. A questo va aggiunto il problema cronico della mortalità infantile e quello più recente della guerra. È in questo contesto complesso che Emergency opera da anni con iniziative a sostegno della popolazione. Una di queste è il Centro Salam di cardiochirurgia, l’unica struttura specializzata e gratuita in Africa. Sorge a Soba, villaggio a 20 chilometri da Khartoum, dove offre cure a pazienti affetti da patologie cardiache – in particolare malformazioni congenite e patologie valvolari originate da febbre reumatica – che non avrebbero altra possibilità di essere operati gratuitamente da un’équipe altamente specializzata.

Credits: Emergency   Operativo da aprile 2007, è gestito integralmente da Emergency, sia dal punto di vista clinico sia dal punto di vista amministrativo. Il personale internazionale segue la formazione dello staff medico locale affinché vengano garantiti alti standard di cura e venga incrementata la professionalità dello staff sudanese e dei paesi confinanti. Il centro ha già prestato aiuto a 4.894 pazienti eseguendo 3.167 interventi chirurgici e 1.031 procedure di cardiologia interventistica. Numeri importanti che contraddicono le polemiche sulla scarsa accessibilità della struttura definita da qualcuno una “cattedrale nel deserto”. Numeri legati anche alla particolare organizzazione che la supporta. Il Centro Salam è collegato infatti a una rete di centri pediatrici dislocati in alcuni dei paesi confinanti, dove lo staff di Emergency provvede anche allo screening cardiochirurgico dei pazienti da operare a Khartoum e al loro successivo trattamento post operatorio. Finora sono stati operati pazienti provenienti da 22 paesi diversi. Uno degli obiettivi del progetto è, non a caso, favorire i rapporti dei paesi coinvolti attraverso la reciproca collaborazione in campo sanitario in una regione segnata da decenni di conflitti. Anche per questa ragione, il Centro di cardiochirurgia si chiama Salam, “pace”.

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