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Design etico: l’attenzione all’ambiente comincia dal progetto

Etica, sostenibilità, attenzione ai materiali e al loro riciclo: nel design etico entrano in gioco diversi fattori che rendono il prodotto green. L’esempio di uno studio di design

Andrea Ballocchi
26 luglio 2016
Design etico, design povero

Il design etico è attento prima di tutto alle conseguenze che un certo prodotto può avere in termini di impatto ambientale

L’ecosostenibilità entra in gioco prima che un prodotto venga immesso sul mercato. A partire dall’idea e dalla successiva progettazione: si può parlare così di “design etico”, attento prima di tutto alle conseguenze che un certo prodotto può avere in termini di impatto ambientale. È un concetto che si sta facendo sempre più strada, complice l’attenzione del consumatore finale, ma anche le politiche ambientali comunitarie e non solo.

C’è chi fa propria questa attenzione per realizzare idee sempre più virate al green. E così inserisce, ad esempio stringhe delle scarpe per rivestire i cavi delle lampade, riusa vecchie cassette della frutta per costruire una radio o costruisce un vaso speciale biodegradabile. Sono solo alcune delle soluzioni eco-friendly e attente all’economia circolare che sono parte integrante delle più recenti idee sviluppate dallo studio milanese di progettazione e design Ildoppiosegno. Aperto da Monica Ferrigno e Carlo Dameno nel 2008, ha una doppia identità: una rivolta al prodotto e una alla ricerca.

DAL CONCEPT AL PRODOTTO – I due industrial designer hanno lavorato per aziende quali Fiat o Unilever, svolto insegnamento accademico (al Politecnico di Milano e allo Ied) e sono passati negli anni dal concept alla progettazione fin quasi alla ingegnerizzazione del prodotto. Una gamma di esperienze che li ha portati a conoscere e sperimentare un’ampia gamma di soluzioni e anche di materiali. Da qui l’attenta visione al vero concetto di sostenibilità ambientale: «Non si sente mai parlare del polipropilene come materiale ecologico. In realtà in Montedison, che avviò la produzione del polimero, il suo riciclo era pressoché infinito e il margine di scarto minimo. Questo per dire che spesso viene demonizzata la plastica, ma se adeguatamente riutilizzata, è decisamente meno dannosa di un materiale composito. Certo, lavorando col legno ci si sente più in sintonia con il concetto di natura, come aspetto estetico, sensoriale, storico. Ma anche in questo caso se lo si lavora “dal pieno”, si avrà tanto scarto quanto una scarsa attenzione all’ambiente».

Design etico,

La “Radio popolare” è un esempio di design etico

RICICLO ED ETICA NEL PRODOTTO – Da questa attenzione ai materiali e al loro attento uso sono nate soluzioni eco-friendly come Radio Popolare, una radio realizzata recuperando una cassetta della frutta per scocca e manopole. Oppure la collezione Povero design, lampade assemblabili, le cui parti sono contenute in un tubo di cartone e i cui cavi di rivestimento dei fili elettrici sono realizzati con stringhe di scarpe. «L’idea è nata dal voler creare un oggetto di design con un costo abbordabile», racconta Carlo Dameno, che illustra l’obiettivo di proporre un oggetto low-cost contrapposto alle soluzioni di design dai costi di solito elevati. Qui entra in gioco la sostenibilità economica e altri importanti valori: «Personalmente, in una scala gerarchica prima viene l’etica e poi, come conseguenza altri fattori tra cui l’ecosostenibilità. L’unica arma che ha il progettista per “cambiare il mondo” è nella scelta dell’azienda cui si rivolge – sottolinea il designer – perché se anche il progettista pone attenzione al discorso dell’ecosostenibilità, l’azienda produttrice può trascurarla, rendendo vano l’intento originario».

Sempre nell’intento dei due designer «c’è poi un altro concetto che entra in gioco ossia il disassembling, ossia pensare all’oggetto nel suo fine vita e alla possibilità di renderlo quanto più riciclabile possibile favorendo la nuova vita di un ulteriori prodotti».

In questo senso vale l’esempio dell’eco-vaso Bulbox, realizzato in Pla (acido poliattico), un polimero derivato da piante come il mais, il grano o la barbabietola. Il nome del vaso ha a che fare con il fatto che nasce intorno al bulbo, grazie alla flessibilità costruttiva offerta dalla tecnologia delle stampanti 3D. «Una volta che il fiore ha finito il suo ciclo stagionale, il bulbo e il vaso possono essere interrati per rinascere l’anno successivo» spiegano gli ideatori.

Design etico

L’eco-vaso Bulbox, realizzato in Pla (acido poliattico) è un esempio di design etico

DESIGN E RESPONSABILITÀ – Monica Ferrigno aggiunge un altro concetto importante che vale per il progettista: «occorre rendere l’oggetto ottimizzato il più possibile, tanto nella scelta dei materiali quanto nelle loro caratteristiche e nel numero dei componenti. Se il designer riesce in questo intento e lo rende quanto più affine agli intenti commerciali dell’azienda avrà molte più probabilità che la committenza tenda ad accettarla nella forma in cui è stato ideato, riuscendo quindi a mettere nelle condizioni di agire in modo positivo l’azienda. L’eco-sostenibilità quindi non è tanto legata alla scelta del materiale ma alla bontà della progettazione, che è la somma di molteplici ragionamenti per far sì che il prodotto sia fatto in un certo modo».

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