Wise Society : Un quartiere sostenibile al posto del degrado
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Un quartiere sostenibile al posto del degrado

A Porto Sant’Elpidio nelle Marche un’area dismessa verrà trasformata all’insegna della sostenibilità, dell'efficienza, del verde pubblico e della green mobility

5 aprile 2018
degrado, fima, quartiere sostenibile

A Porto Sant’Elpidio nelle Marche presto un quartiere ad alta efficienza energetica realizzato anche con materiali ecocompatibili prenderà posto del degrado in un’area di 73.000 mq di fronte al mare, Foto: ufficio stampa Studio FIma

Oggi l’area di 73mila metri quadrati proprio di fronte al mare si presenta come una distesa di detriti, erbacce e edifici pericolanti puntellati. Una situazione di degrado che si protrae da quando l’ex fabbrica di concimi minerali cessò di funzionare venti anni fa ma che ben presto cambierà e che trasformerà l’area in un quartiere modello all’insegna della sostenibilità e dell’efficienza energetica.

Al posto di un’area in abbandono che da anni affligge questo tratto di costa, sorgerà un nuovo quartiere con edifici ad alta efficienza energetica (con 33mila mq di superfici costruite), una piazza sul mare unica nel suo genere, 26mila mq di verde pubblico, 9000 mq di parcheggi e una nuova green mobility ciclo-pedonale che consentirà un agevole superamento della barriera ferroviaria e che manterrà le dimensioni urbane del borgo marinaro. Un progetto elaborato dallo Studio di architettura FIma e che costruirà edifici con emissioni di CO2 pari a zero, utilizzerà materiali da costruzione di recupero, utilizzo di fonti rinnovabili e materiali nuovi ma ecocompatibili.

Cuore del nuovo quartiere sarà la Cattedrale l’edificio più importante del complesso che resterà il più alto del nuovo quartiere e, come una cattedrale romanica al centro del suo borgo, ne rappresenterà l’elemento caratterizzante e verrà trasformata in hotel. Il verde rimarrà comunque l’elemento forte di tutto il progetto, con la realizzazione di un nuovo grande parco urbano a sud (che dialogherà con la pineta esistente a nord tramite i percorsi pedonali e ciclabili), spazi a prato, isole verdi e giardini pensili che coroneranno gran parte degli edifici. «L’area ex Fim diventerà un modello virtuoso di qualità ambientale – spiega Maurizio Andreoli, architetto di Fima – l’obiettivo è quello di realizzare un modo di vivere contemporaneo, senza macchine, incentivando esclusivamente la mobilità dolce, con edifici ad emissioni di Co2 quasi zero, intervenendo con soluzioni rivolte al risparmio energetico e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Tutti gli edifici saranno realizzati in classe A e secondo il protocollo di certificazione Itaca Marche per la sostenibilità energetico-ambientale».

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